{"id":10362,"date":"2012-05-28T18:06:42","date_gmt":"2012-05-28T17:06:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10362"},"modified":"2012-05-28T18:06:42","modified_gmt":"2012-05-28T17:06:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-seppie-coi-piselli-di-martha-bartalini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10362","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Seppie coi piselli&#8221; di Martha Bartalini"},"content":{"rendered":"<p>Una volta tanto, Olga era uscita dall\u2019ufficio un po\u2019 prima ed era passata lei a prendere Beatrice all\u2019asilo. Di fronte ai cancelli della scuola, nel tepore del sole, il frastuono urlante dei gabbiani le aveva annunciato il rientro dei pescherecci dal mare. Decise di andare a vedere se, fra il pescato, potesse farsi venire un\u2019idea per la cena.<\/p>\n<p>Una fila di cassette di polistirolo faceva bella mostra di s\u00e9 lungo il molo, sopra dei tavolacci umidi e appiccicosi: decine di cicale si dibattevano accanto ad alcune sogliole, pi\u00f9 in l\u00e0 delle orate boccheggiavano in riflessi argentei. Le venne in mente quella volta che due saraghi avevano ripreso vita nell\u2019acqua salata del suo secchiello: li aveva appena pescati suo padre, lei era poco pi\u00f9 che una bambina, le era parso una sorta di miracolo e si era messa a piangere dall\u2019emozione. Fiss\u00f2 i pesci che le ansavano davanti e sent\u00ec in gola un bolo duro d\u2019oppressione, a farle mancare l\u2019aria. Distolse lo sguardo e fece qualche passo di lato, fermandosi di fronte a un contenitore colmo di seppie, sacche biancastre e carnose venate di grigio che parevano scolpite nel marmo e lucidate ad arte, come i bassorilievi della chiesa di San Pietro e Paolo. Decise di prendere quelle: le avrebbe fatte con i piselli, come piacevano tanto a Dante.<\/p>\n<p>Arrivata a casa, dopo aver fatto il bagno alla bimba e averla posizionata davanti a un tavolino pieno di pastelli colorati, si mise all\u2019opera insieme a una grande casseruola dal fondo fuso alto due centimetri, di quelle che assicuravano la cottura sana, senza grassi: un regalo di matrimonio, usata poco. L\u2019aveva comprata sua zia per completare la batteria di pentole della lista di nozze. Quanto ci teneva Olga! Ogni volta che passava davanti alla vetrina del negozio di casalinghi, indugiava a guardare i suoi futuri tegami e ci fantasticava pure sopra. Allora le giornate non passavano tutte uguali, e quelle ancora da venire le sembravano attenderla giusto ad di sotto dei coperchi splendenti di quelle casseruole. Come in tante lampade di Aladino.<\/p>\n<p>Dante rientr\u00f2 sbattendo la porta e buttandosi sul divano dopo un bacio di sguincio alla figlia:<\/p>\n<p>&#8211; Che giornata! Non ne posso pi\u00f9!<\/p>\n<p>&#8211; Che \u00e8 successo?<\/p>\n<p>&#8211; Le solite rotture di maroni\u2026 se la situazione non cambia siamo messi male, te lo dico io! Tutti chiedono crediti, mutui\u2026 io non ne posso dare, le direttiva sono chiare! Per me si va tutti a gambe all\u2019aria! Non ne posso pi\u00f9!<\/p>\n<p>&#8211; Ho fatto le seppie con i piselli: te le ricordi? Le faceva sempre tua mamma. Le ho comprate per te\u2026<\/p>\n<p>Dante rispose mugugnando qualcosa sullo spread che continuava a salire, poi accese la tv senza mai staccarsi dall\u2019iphone e dall\u2019ipad.<\/p>\n<p>&#8211; Beatrice ha fatto un bel disegno a scuola, vero Bea? Perch\u00e9 non vai a prenderlo nello zainetto e glielo fai vedere al babbo? &#8211; la bambina si alz\u00f2 di scatto dalla sua piccola scrivania, corse in cameretta e torn\u00f2 sventolando il foglio colorato:<\/p>\n<p>&#8211; Guarda pap\u00e0!<\/p>\n<p>&#8211; Aspetta, aspetta un attimo &#8211; disse il padre parando la figlia con una mano avanti &#8211; rispondo a una mail, aspetta\u2026 ecco: fammi vedere! Proprio bello\u2026 Sei stata brava! -, le pass\u00f2 le dita fra i capelli color cenere a scompigliarli, come fossero i peli del mantello di un cane, e torn\u00f2 al tablet. Beatrice and\u00f2 in cucina a far di nuovo vedere il disegno alla mamma, poi si mise in moto sulle punte dei piedini e corse a piccoli passi molleggiati verso il corridoio.<\/p>\n<p>&#8211; Potresti anche darle un po\u2019 di soddisfazione quando torni! Considerando che \u00e8 tutto il giorno che non la vedi\u2026<\/p>\n<p>&#8211; E che ho fatto? Ho visto il disegno, c\u2019ho parl\u2026<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, c\u2019hai parlato, continuando a smanettare col telefono: bella considerazione!<\/p>\n<p>&#8211; Ripeti sempre le stesse cose, cambia disco!<\/p>\n<p>&#8211; Se tu ascoltassi una buona volta! Quando hai nascosto i piedi nelle ciabatte e ti sei messo alla televisione, te sei a posto: vero?<\/p>\n<p>&#8211; E quello che ho fatto prima? Non conta? Come se stessi a girarmi i pollici tutto il giorno\u2026 roba da matti!<\/p>\n<p>&#8211; Ora dov\u2019\u00e8 andata Beatrice? Vedi di andarla un po\u2019 a prendere e portala a tavola che siamo pronti per la cena! Beaaaa, Beaaaa\u2026 a cenaaaa!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Olga e Dante a un capo e all\u2019altro del tavolino, Beatrice fra loro su un seggiolone che stava diventando troppo piccolo, al centro la casseruola: sagome rosee di seppia in mezzo a un mare di palline verdi, poggiate sul fondo di un leggero sughetto di pomodoro, proprio come le aveva insegnato la suocera. Le aveva dato la ricetta dopo una cena in veranda. Le aveva poggiato una mano sulla spalla e le aveva detto:<\/p>\n<p>&#8211; Cos\u00ec si tramanda una tradizione di famiglia!<\/p>\n<p>Si era sentita importante. Era poco che stava con Dante e, a ogni incontro, l\u2019aria era attraversata da una strana elettricit\u00e0 che la stordiva.<\/p>\n<p>Lo rivedeva vicino al bancone del bar che l\u2019aspettava, una sera d\u2019estate. C\u2019era tanta gente e lei lo cercava. Le piaceva perdere lo sguardo fra quella gente, per poi fermarlo su di lui, quando lo trovava. Era andata l\u00ec con due amiche, voleva farglielo conoscere e moriva dalla voglia di sapere la loro impressione. Era emozionata. Aveva ventisei anni. Era una delle loro prime uscite. Era il periodo in cui aveva ancora i ricordi legati ai vestiti. Lui indossava una camicia di microfibra rossa, la portava con il polsino slacciato, con disinvoltura. Lei invece si era messa un vestitino blu, con le maniche appena accennate. L\u2019umidit\u00e0 le faceva appiccicare un poco il tessuto leggero al seno. Lui era abbronzato. Stava bene. Quel polsino che ricadeva morbido e si mostrava arrendevole al suo gesticolare, somigliava a una promessa e lei avrebbe voluto farsi tale, arrendersi docile al gioco delle sue mani.<\/p>\n<p>La voce della bambina la richiam\u00f2 al presente: tamburellava i suoi animaletti di gomma sul ripiano del seggiolone, li faceva incontrare e parlare sommessamente fra loro. Sembrava non avere la bench\u00e9 minima fame.<\/p>\n<p>&#8211; Sai che una volta pap\u00e0 aveva una barchina piccina piccina, l\u2019ha presa e con la mamma \u00e8 andato a pescare le seppie dentro il moletto, dove si va d\u2019estate a fare il bagno. Te lo ricordi Dante? Siamo rimasti l\u00ec per ore! &#8211; disse Olga con un sorriso, cercando di distrarre Beatrice e di imboccarla.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, credevo mi si cuocesse la testa al sole\u2026 sembra un secolo fa!<\/p>\n<p>&#8211; E poi, dopo aver aspettato aspettato aspettato, pap\u00e0 sent\u00ec muovere il filo e\u2026 tir\u00f2 su una seppia gigantesca! L\u2019avessi vista Bea, era enorme! La sera l\u2019abbiamo fatta alla griglia, c\u2019abbiamo mangiato in due!<\/p>\n<p>&#8211; Sembra un secolo fa\u2026 Sembra un secolo fa\u2026 &#8211; continuava a ripetere Dante con gli occhi fissi nel vuoto. Aveva smesso anche di mangiare e il boccone che aveva in bocca pareva farsi pi\u00f9 grande anzich\u00e9 diminuire, oppresso e compattato da qualcosa che gli si era parato innanzi chi sa dove, forse in un ricordo al quale, per tanto tempo, non aveva pi\u00f9 pensato. Di nuovo il suono di un sms o di una mail arrivata. Dante riemerse da s\u00e9, lasci\u00f2 il tavolino senza dire nulla per vedere chi era, chi l\u2019aveva contattato, per rispondere.<\/p>\n<p>&#8211; E poi mamma? Che avete fatto te e pap\u00e0? E la barchina? Dov\u2019\u00e8 la barchina? &#8211; disse a gran voce Beatrice, esortando la madre a continuare la storia.<\/p>\n<p>&#8211; E poi nulla Bea, era tanto tempo fa. Pap\u00e0 la barchina l\u2019ha venduta e ora la mamma le seppie le compra sul molo, di fronte alla tua scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Olga moll\u00f2 il piatto sulla tovaglia e si alz\u00f2 dando le spalle alla bambina. And\u00f2 all\u2019acquaio, vi fece leva con le braccia, diventate di colpo due sbarre rinsecchite e rigide. Le dita di una mano giravano e rigiravano il cerchio del suo trilogy: lo scintillio dei tre brillanti appariva e scompariva. Il braccio destro le prese a tremare e fu quella vibrazione a darle la misura esatta del suo cedimento. Ora le vedeva, s\u00ec, le vedeva con chiarezza. Dall\u2019alto vedeva franare ad una ad una tutte quelle certezze a cui si era ferocemente aggrappata. Le vedeva precipitare e finire sul fondo del lavello, sopra le stoviglie sporche ammonticchiate per preparare la cena. Le vedeva scivolare gi\u00f9, liquide e striscianti come detersivo, senza impedimenti, fin nello scarico.<\/p>\n<p>&#8211; Mamma, mamma, non li voglio i piselli, voglio le patatine! Mi dai le patatine?<\/p>\n<p>Prima di muoversi, Olga rimase appoggiata per qualche istante all\u2019acquaio. Poi sfreg\u00f2 le mani nello strofinaccio che le pendeva di fronte, come per asciugarle, anche se bagnate non erano. I denti stretti in una morsa attorno al labbro inferiore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10362\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10362\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta tanto, Olga era uscita dall\u2019ufficio un po\u2019 prima ed era passata lei a prendere Beatrice all\u2019asilo. 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