{"id":10346,"date":"2012-05-28T17:46:34","date_gmt":"2012-05-28T16:46:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10346"},"modified":"2012-05-28T17:46:34","modified_gmt":"2012-05-28T16:46:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-un-caldo-agosto-romano-di-gianni-galleri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10346","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Un caldo agosto romano&#8221; di Gianni Galleri"},"content":{"rendered":"<p>Un bar. Aveva bisogno di un bar. L\u2019ideale sarebbe stato un pub. Magari di quelli irlandesi, carichi di legno e odori. Una bella pinta di birra doppio malto. Una Kilkenny strong di quelle che dopo il primo sorso ti senti la bocca impastata e i muscoli si rilassano.<br \/>\nMa dove lo trovava un pub irlandese aperto alle due di pomeriggio su viale Angelico a Roma? Il Bar della Sanit\u00e0 sarebbe andato pi\u00f9 che bene.<br \/>\nAttravers\u00f2 viale Mazzini, prima la corsia che corre verso il Tevere, poi il giardinetto spelacchiato che divide i due sensi di marcia e infine la direzione che porta a piazzale Clodio. Bene, era davanti al bar. Entr\u00f2, scambi\u00f2 uno sguardo con il barista e si avvicin\u00f2 alla cassa.<br \/>\n\u00abUna birra media\u00bb.<br \/>\n\u00abNiente birra alla spina, solo in bottiglia\u00bb rispose il cassiere, probabilmente il proprietario del bar, senza alzare gli occhi dalla copia di Metro della mattina.<br \/>\nBel bar di merda, pens\u00f2. \u00abE avete una doppio malto in bottiglia?\u00bb.<br \/>\n\u00abCostant\u00ec &#8211; urlo l\u2019uomo, continuando a leggere &#8211; che birre c\u2019avemo doppio malto?\u00bb.<br \/>\n\u00abNiente! L\u2019avemo finite. Il dieci d\u2019agosto chi te le riporta?\u00bb.<br \/>\n\u00abVabbe\u2019 facciamo una Peroni da 66\u00bb. Anticip\u00f2 tutti, ponendo fine allo scambio di urla in romanesco.<br \/>\n\u00abTre euro\u00bb.<br \/>\n\u00abTenga. Mi siedo fuori\u00bb disse appoggiando le monete di fianco alla cassa.<br \/>\nIndicando con la testa il cartello dietro le sue spalle, il proprietario si oppose \u00abSe va fuori, so 4 euro\u00bb.<br \/>\n\u00abVada per 4 euro. Anzi tenga 5 e una la dia di mancia al barista\u00bb. Tagli\u00f2 corto e si spost\u00f2 fuori.<\/p>\n<p>L\u2019aria dell\u2019agosto romano sembrava uscire direttamente da un forno. Non un respiro di vento. Dicevano che la situazione fosse peggiorata tantissimo dopo la costruzione dei palazzoni dell\u2019Eur. Il vento proveniente dal mare rimaneva bloccato all\u2019entrata della citt\u00e0, facendola sprofondare nella calura. Riflettendo not\u00f2 che questo pensiero era quanto meno inutile, visto che si riferiva a un fatto avvenuto talmente indietro nel tempo da non riguardarlo.<br \/>\nLe macchine sembravano sparite. Le poche che passavano raggiungevano velocit\u00e0 incredibili tanto erano vuote le arterie romane.<br \/>\nSedendosi, si tir\u00f2 su le maniche della camicia. Ormai non gli serviva pi\u00f9 avere un aspetto formale. Appoggi\u00f2 la borsa con il portatile nella sedia davanti a lui e si mise ad osservare l\u2019asfalto che rilasciava calore, sfocando lo sfondo in lontananza.<br \/>\nI pensieri lo portarono a quella mattina. A cosa aveva detto. A come l\u2019aveva detto e a che cosa poteva aspettarsi. Non lo sapeva. Il rumore del barista che spostava la sedia a fianco alla sua lo ridest\u00f2. Questi, un uomo sulla quarantina, pantaloni neri e camicia bianca, appoggi\u00f2 la birra con un bicchiere bagnato sul tavolo, insieme allo scontrino.<br \/>\n\u00abA lei. Ma \u00e8 sicuro di voler star fuori? Dentro si sta meglio\u00bb. Aggiunse l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abGrazie per la birra. Devo aspettare una persona e preferisco vederla arrivare,\u00bb ment\u00ec. In realt\u00e0 l\u2019idea di dividere una stanza con l\u2019uomo-lettore e con il barista annoiato non lo sfiorava neanche.<br \/>\n\u00abPrego\u00bb. Concluse l\u2019altro, e si diresse verso la porta del bar, asciugandosi il sudore arrivato copioso dopo aver abbandonato la stanza con l\u2019aria condizionata.<\/p>\n<p>Rimasto di nuovo solo, controll\u00f2 il cellulare. Aveva poca batteria, si sarebbe spento prima del ritorno a casa. Consult\u00f2 l\u2019email. Niente. Come era prevedibile. Certe cose non accadono in poche ore. La gente deve pensarci, confrontarsi, valutare le impressioni. Non doveva aspettarsi niente prima di due tre giorni. Considerando che andavamo in contro a Ferragosto era possibile dover attendere anche fino al 20.<br \/>\nSi riemp\u00ec il bicchiere e dette una prima lunghissima sorsata, tanto che ne fece fuori tre quarti. Lo riemp\u00ec di nuovo, per evitare che la birra si scaldasse nella bottiglia. Guard\u00f2 l\u2019etichetta cercandoci chiss\u00e0 cosa. Dopo tutto la birra Peroni non gli dispiaceva, non capiva tanto accanimento contro quella che a suo avviso era una delle migliori birre italiane. Soprattutto se valutata nel rapporto qualit\u00e0 prezzo.<br \/>\nCon la seconda sorsata port\u00f2 a met\u00e0 il bicchiere. Trattenne un rutto nella bocca e si mise a guardare un anziano signore che portava a spasso il suo cane. In quel preciso istante avrebbe voluto fumare. Non gli piaceva, ma doveva per forza convenire che soppesare fra le dita una sigaretta ha un indubbio fascino scenico. Un po\u2019 come quei famosi occhiali da sole della canzone, che ti fanno acquistare carisma e sintomatico mistero. Gi\u00e0, perch\u00e9 non si era messo gli occhiali da sole? Anche questa domanda sarebbe rimasta inevasa.<br \/>\nIntanto il vecchio era entrato nel parchetto che divideva le due corsie di viale Mazzini. Per quanto fosse spaventato di invecchiare, trovava negli anziani qualcosa di romantico. Soprattutto adorava i nonni che portavano a spasso le nipotine, cos\u00ec goffi e dolci, con quei fagottini rosa fra le mani e quelli che avevano un cane. Spesso in quei casi fra l\u2019animale e l\u2019uomo si veniva a creare un rapporto talmente intimo e affettuoso che sembravano invecchiare insieme, come una coppia.<br \/>\nIl signore e il cane che stava osservando invece non avevano assolutamente niente di apprezzabile. Lui aveva una polo nera e marrone a righe orizzontali che si allargava tremendamente in concomitanza con la grossa pancia, larga come un pallone da basket. I capelli grigi sembravano finti per numero e posizione. Le ciabatte ai piedi dimostravano una scarsa sopportazione del caldo, ma anche una probabile vicina abitazione.<br \/>\nIl cane non era il cane giusto per lui. Era piccolo, scattoso e non degnava il padrone di uno sguardo. Probabilmente era l\u2019animale di qualche figlio o figlia, lasciato ai genitori mentre loro erano a spassarsela in qualche spiaggia in giro per il mondo.<\/p>\n<p>Nel frattempo la birra era finita. Fece lo sforzo di alzarsi, si affacci\u00f2 alla vetrata e fece segno \u201cdue\u201d con le dita al barista. Questo gli fece l\u2019occhiolino tirando fuori il pollice della mano con gesto d\u2019assenso. Pi\u00f9 perplesso che soddisfatto torn\u00f2 a sedersi.<br \/>\nPochi minuti e la nuova birra arriv\u00f2. Il barista portava in mano uno di quei vassoi tondi con dentro la birra e un piattino con sopra lo scontrino. Prima di pagare non pot\u00e9 fare a meno di trovare superfluo e barocco quel modo di presentare il conto. Lasci\u00f2 ancora cinque euro sul piattino e si guard\u00f2 bene dall\u2019alzare la testa incrociando lo sguardo dell\u2019altro che, si sentiva chiaramente, moriva dalla voglia di fare due chiacchiere.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019altro rientrava, controll\u00f2 nuovamente l\u2019email. Niente di niente. Anche le societ\u00e0 di sconti e coupon si erano dimenticate di lui in quell\u2019agosto torrido. Due turiste giapponesi gli passarono davanti proseguendo viale Angelico verso quello che era il loro naturale obiettivo. San Pietro. Il rumore dei sandali che avevano ai piedi rimbombava come nella grande aula magna di un liceo. Mentre si faceva l\u2019ennesimo sorso di birra, che con quel caldo iniziava a dargli alla testa, si mise a riflettere sulla sua vita. Gli sembrava il posto maledettamente perfetto per farlo. Il silenzio, il calore dell\u2019asfalto, l\u2019assenza di auto, la citt\u00e0 eterna. Era la cornice che qualsiasi scrittore avrebbe inserito nel suo racconto.<br \/>\nGli vennero in mente gli anni del liceo. Le soddisfazioni dell\u2019universit\u00e0. Il concorso fatto a posta per lui al quale all\u2019ultimo momento gli era stato richiesto di non partecipare. E il lungo viaggio in Australia, la parentesi a Londra. E poi il ritorno in Italia, per stare vicino ai suoi. Il lavoro, le amicizie ritrovate, il suo nuovo amore. Insomma tutta la sua vita fino a quel mattino. Poteva davvero essere la svolta della sua nuova vita. In positivo o in negativo dipendeva tutto da&#8230;<br \/>\nUn fischio assordante lo ridest\u00f2 dai suoi viaggi mentali. Un Suv enorme, bianchissimo stava cercando inutilmente di frenare. La strada libera aveva convinto il guidatore a premere pi\u00f9 forte sull\u2019acceleratore, forse per arrivare prima ad un appuntamento importante. Davanti a lui, immobile con entrambe le gambe sull\u2019asfalto, lontano almeno tre metri dalle strisce pedonali pi\u00f9 vicine, il vecchio con la maglietta marrone e nera.<\/p>\n<p>L\u2019impatto fu fortissimo. Il cofano della macchina colp\u00ec in pieno petto l\u2019anziano, facendolo volare per almeno sei o sette metri. Il corpo ricadde &#8211; probabilmente gi\u00e0 senza vita &#8211; poco distante dal Bar della Salute. La testa si schiant\u00f2 sull\u2019asfalto con un movimento terribilmente innaturale, facendo il rumore che fa l\u2019uovo di Pasqua quando lo colpisci per aprirlo. Di l\u00ec a una trentina di secondi un rivolo di sangue, ma pi\u00f9 chiaro, scorreva dalla testa dell\u2019anziano verso la fogna che si apriva vicino al marciapiede. Il liquido sembrava fumare nel caldo di viale Mazzini.<\/p>\n<p>Del cane non c\u2019era traccia, la parabola aerea dell\u2019uomo aveva rapito tutta l\u2019attenzione. Non si domand\u00f2 che fine avesse fatto l\u2019animale, si ricordava solo di aver sentito come un guaito. Probabilmente era fuggito in preda al terrore. Scol\u00f2 l\u2019ultimo sorso di birra. Pens\u00f2 che di l\u00ec a breve sarebbe arrivata la polizia. Forse l\u2019avrebbero anche interrogato sulla dinamica. Stavolta rutt\u00f2 a bocca aperta, in modo fragoros, senza preoccuparsi del rumore, prese la valigia, si alz\u00f2 e si diresse velocemente pi\u00f9 lontano possibile da quel bar del cazzo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10346\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10346\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bar. 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