{"id":10200,"date":"2012-05-27T22:24:17","date_gmt":"2012-05-27T21:24:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10200"},"modified":"2012-05-27T22:24:17","modified_gmt":"2012-05-27T21:24:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-una-notte-importante-di-benedetta-lenci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10200","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Una notte importante&#8221; di Benedetta Lenci"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">La luna nascosta dalle nubi illuminava a sprazzi la notte rabbiosa di pioggia e il viso corrucciato di Rosalba. Furtiva abbandonava il suo letto e la sua casa, affrontando la tempesta di vento e d\u2019acqua ghiacciata che scuoteva prepotente i tigli del viale. Scese rapida per la scala esterna che la separava dalla strada. In sottofondo udiva ancora il russare sonoro proveniente dalla camera di Natale, suo marito, che subito dopo cena era crollato nel suo solito sonno profondo e rumoroso, solitario ormai da anni. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Un altro potente suono sentiva Rosalba: quello del suo cuore accelerato che batteva all\u2019impazzata e accordava il ritmo del suo respiro, corto e spezzato, all\u2019assillo di quella pazzia che stava per fare. S\u00ec, era una pazzia, lo sapeva, ma l\u2019insistenza di Ivo era stata cos\u00ec tanta! E poi, cosa mai poteva essere? Solo il bisogno di due vecchi amici di discutere tra loro con un po\u2019 di intimit\u00e0, un doveroso conforto di fronte ad ansie e inquietudini.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Rosalba svolt\u00f2 l\u2019abside tonda della chiesetta romanica e si infil\u00f2 nella porta, l\u00ec accanto, della vecchia canonica, ormai trasformata nella sede del circolo paesano. Svelta come sempre accese la grossa stufa con la bombola e la fiamma rossastra del gas nella serpentina color\u00f2 di chiarore l\u2019ambiente. In quell\u2019istante lo schianto improvviso di un tuono le ricord\u00f2 <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">la tempesta che fuori agitava la notte e un brivido dolce l\u2019assal\u00ec, in movimento lento fino al cuore<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">. Nella penombra mise a fuoco il grande tavolo centrale e l\u2019unica panca rimasta di\u00a0 fronte al quadro della Santa Maria del Soccorso: anche lei era sola nel cielo tempestoso, ma, poderosa e serena, con la spada alta sulla testa respingeva quei brutti diavolacci neri che, con ghigno minaccioso, spaventavano i bambini innocenti attaccati alle sue gonne. Alla sua potenza nei cieli Rosalba si affid\u00f2, in un\u2019attesa che si faceva ad ogni istante pi\u00f9 tormentata, l\u2019animo diviso tra la sconvenienza del gesto ed il dovere dell\u2019amicizia.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">L\u2019auto che arrivava ruppe i rumori della notte e i timori di lei. Ivo parcheggi\u00f2 proprio nello spiazzo libero adiacente alla casa di Rosalba, quello che Natale rivendicava da anni come proprio e dove non voleva che si posteggiasse. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Pochi passi ondeggianti e Ivo fu da lei, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">atterrato sulla panca dopo aver abbandonato il sostegno incerto che la gamba matta gli dava fin da bambino: \u201cil zoppetto\u201d lo chiamavano.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"> Ma Rosalba non se ne era mai curata, lo aveva visto sempre bello, con quel viso un po\u2019 segnato che in lei accendeva un sentimento complesso, dove l\u2019attrazione era impastata con una qualche forma di piet\u00e0. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Ivo subito le fu vicino: -Rosi! Tesoro mio! Come sono contento che ci sei!- <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Le prese le mani, rapido le strinse e le baci\u00f2, inframmezzando i suoi slanci con le tante suadenti galanterie in cui era maestro. Lei era la sua regina, la sua luce nella foresta, la sola capace di capire i suoi sentimenti. E gi\u00f9 baci grandi e baci piccoli, sulle guance e sul collo, finanche sulle labbra, in un accerchiamento fisico dei pi\u00f9 dolci.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Ecco! Rosalba lo sapeva. Sapeva che la vicinanza di lui era pericolosa e lei fallace. E tanto disse e tanto fece, Ivo, e ancor pi\u00f9 fece quel freddo assassino, che le distanze tra i due corpi si accorciarono ed infine si annullarono. Quanti gemiti e sospiri giunsero alle orecchie della Signora del Soccorso, avvezza tutt\u2019al pi\u00f9 a litanie e giaculatorie. Neanche la sua bella spada, alzata con vigore contro i diavoli tentatori, pot\u00e8 molto quella notte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Fino a quando, fra un respiro e un sussurro, un insolito rumore esterno prese spazio nelle orecchie di Rosalba: passi concitati sul ghiaino, colpi sordi su lamiera e, inconfondibile, la voce alterata di suo marito. Riusc\u00ec a riscuotere anche Ivo dal quel delirio amoroso e a spedirlo fuori giusto in tempo per fronteggiare Natale, arrabbiato come una biscia, che stava prendendo a calci l\u2019auto di quell\u2019arrogante che aveva parcheggiato dove non poteva. Ivo ci mise del bello e del buono per calmarlo, impegnandosi solennemente a non accostarsi mai pi\u00f9 a quello slargo. Rosalba ne approfitt\u00f2 per sgattaiolare in casa, ringraziando il cielo di avere un marito cos\u00ec collerico. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\">Pioggia e vento si erano placati ma la burrasca non era ancora passata. Lo squillo inatteso del telefono annunci\u00f2 a Rosalba la nascita prematura della tanto desiderata nipotina. Cos\u00ec lei fu ben lieta di richiamare il marito in casa ai suoi nuovi doveri di nonno, rimproverandolo aspramente per l\u2019intemperanza e facendosi aiutare ad appendere sulla porta un grosso fiocco rosa, annunciato come una promessa alla luce chiara del mattino. <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10200\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10200\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luna nascosta dalle nubi illuminava a sprazzi la notte rabbiosa di pioggia e il viso corrucciato di Rosalba. 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