{"id":1019,"date":"2009-04-11T15:58:23","date_gmt":"2009-04-11T14:58:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1019"},"modified":"2009-04-11T17:13:32","modified_gmt":"2009-04-11T16:13:32","slug":"racconti-nella-rete-2009-rebecca-di-felicia-ferlito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1019","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Rebecca&#8221; di Felicia Ferlito"},"content":{"rendered":"<p>Rebecca, rannicchiata in un angolo del vagone, si sentiva protetta da coltri invisibili, e un pensiero improvviso cattur\u00f2 la sua mente: fra non molto sarebbe penetrata in una casa sconosciuta e ne avrebbe avvertito il calore, scoperto i suoi silenzi, illuminato le penombre. Se il tempo potesse fermarsi, dando la possibilit\u00e0 di realizzare che certi pensieri sono illusioni!<br \/>\nMi son veneziana \u2013 rispose una vecchia, ma credo che la via sia quella l\u00ec in fondo, a destra dell\u2019ospedale .<br \/>\nGrazie \u2013 rispose Rebecca, e si incammin\u00f2 tenendo strette le tre rose appena comprate. Il cuore pulsava e la vergogna l\u2019avvampava furiosa : avrebbe voluto gettare quelle tre rose rosa che teneva in mano ma continu\u00f2 facendosi scudo di un sogno.<br \/>\nGir\u00f2 l\u2019angolo, entr\u00f2 nel primo bar incontrato, ordin\u00f2 due toast e una birra.<br \/>\nLa ragazza che serviva vers\u00f2 la birra e mise a scaldare i toast.<br \/>\nRebecca sorseggi\u00f2 la bevanda e poi fiss\u00f2 la punta un po\u2019 consunta del suo stivale: era impacciata, come se mille occhi le fossero addosso, con la sensazione di essere messa a fuoco per carpirle segreti o, semplicemente, rivelare il suo imbarazzo.<br \/>\nUna voce la scosse- I suoi toast, signorina !<br \/>\nAdesso fu costretta a guardare in faccia gli altri avventori, non poteva nascondersi . Mangi\u00f2<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>lentamente e fiss\u00f2 chiunque incontrasse, anche per caso, il suo sguardo: volle sembrare il contrario di quella che era, indifferente e sicura. Quando fu fuori non le parve vero di respirare ancora aria e sole.<br \/>\nAvanti, indietro, a destra, a sinistra, finch\u00e9 non scopr\u00ec il nome che cercava. Suon\u00f2.<br \/>\nChi \u00e8 ? Non mi conosce, signora, ma dovrei parlarle \u2013<br \/>\n&#8211; A quest\u2019ora? siamo tutti a tavola. \u2013<br \/>\nLa voce sottile e indispettita della donna blocc\u00f2 i battiti del cuore di Rebecca che a malapena ebbe la forza di pronunciare:<br \/>\nSignora, la prego, vengo da fuori.<br \/>\nIl portone si apr\u00ec. Rebecca sal\u00ec le scale senza fretta, guardando sempre verso l\u2019alto, alla scoperta di un Golgota non troppo lontano.<br \/>\nL\u2019aspettava brontolando una donna sui sessanta, dimessa.<br \/>\nIl ministro di Cristo mi vieta la porta del paradiso \u2013 pens\u00f2 salendo gli ultimi gradini.<br \/>\nDica pure, cosa c\u2019\u00e8 di tanto urgente!<br \/>\nIl mendicante di Dio doveva chiedere elemosina: cos\u00ec sia, e col cuore impazzito spieg\u00f2.<br \/>\nVeramente il mio discorso non pu\u00f2 esaurirsi in un minuto, se lei avr\u00e0 la cortesia di ascoltarmi&#8230;.! \u2013<br \/>\nInfastidita, ma indecisa nella volont\u00e0 di scacciare definitivamente quell\u2019insolente intrusa, fece alcuni passi indietro e si piant\u00f2 dinanzi la porta che conduceva nell\u2019appartamento.<br \/>\nAllora, cos\u2019\u00e8?<br \/>\nIn quell\u2019istante l\u2019uomo condann\u00f2 il martire della fede e un rogo ardente inizi\u00f2 a bruciare il corpo di Rebecca.<br \/>\nSi tratta di sua cugina Marta \u2013<br \/>\n&#8211; Sta male, \u00e8 successo qualcosa? \u2013 aggiunse con tono diverso che sarebbe potuto sembrare interessato e preoccupato ma che in realt\u00e0 suonava cos\u00ec: &#8211; dimmi quel che hai da dire e vattene \u2013<br \/>\n&#8211; Purtroppo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 morta un anno fa, io sono la nipote, la figlia della sorella.<br \/>\n&#8211; Lo so, non mi conoscete, ma la mamma, vostra cugina Adele, vi ha ancora scritto di me&#8230;.<br \/>\nVi manda un ricordo di sua sorella Marta, che da tempo quest\u2019ultima aveva preparato e conservato. Io mi trovo qui di passaggio, sono con amici a&#8230;.., un paese vicino, cos\u00ec ne ho approfittato per consegnarvelo.-<br \/>\nCara ragazza, ti rendiamo grazie, vado a riferire a mio marito, il parente diretto \u00e8 lui, intanto entra..-<br \/>\nL\u2019intrusa adesso era lei e Rebecca si tolse le invisibili coltri di prima per coprire le altrui nudit\u00e0.<br \/>\n&#8211; Accomodati. Posso darti del tu, vero mia cara? \u2013 e indic\u00f2 una sedia di vimini contro la parete che divideva il soggiorno dalla cucina.<br \/>\nCome Pilato, per nulla impacciata, si lav\u00f2 le mani mentre delegava ad un giudice potente il da farsi. Rebecca si sedette e aspett\u00f2: udiva distintamente le parole che il ministro rivolgeva al suo re.<br \/>\nC\u2019\u00e8 la figlia di tua cugina e vuole parlarti \u2013<br \/>\n&#8211; Figlia di mia cugina? non la conosco e poi che io sappia, mia cugina non ha figli. Comunque questa signora come osa presentarsi a quest\u2019ora! &#8211;<br \/>\nIl re aveva emesso il suo verdetto e a Ges\u00f9 fu messa una corona di spine sul capo. Rebecca avrebbe voluto fuggire, ma poi pens\u00f2 al Golgota e decise di innalzarvi una croce.<br \/>\nTi stai sbagliando caro, non \u00e8 figlia di Marta, ma della sorella, la cugina Adele, non ricordi? \u2013<br \/>\nCosa vuoi che mi ricordi, \u00e8 passato tanto di quel tempo! \u2013<br \/>\nLa donna torn\u00f2 da Rebecca che si alz\u00f2 dalla sedia dicendo.- Signora vado via, non la disturbo oltre \u2013<br \/>\nA quest\u2019ora? c\u2019\u00e8 un treno che ti riporti a&#8230; ? Fermati ancora un poco, parlami della zia e di tua madre: mio marito si innervosisce facilmente, ma non \u00e8 cattivo&#8230; poi sei arrivata in un brutto momento, egli ha molti problemi&#8230;<br \/>\nParlando si diresse verso la cucina.<br \/>\nCosa posso offrirti, un caff\u00e9 ?<br \/>\nGi\u00e0 preso, non si disturbi \u2013<br \/>\nPerdonami un attimo, cara&#8230;- e cos\u00ec dicendo cambi\u00f2 direzione e ripass\u00f2 nel salone dove troneggiava il re accanto alla sua tavola imbandita. Rebecca si gir\u00f2 di novanta gradi e si trov\u00f2 di fronte, incollata alla parete, un foglio di quaderno su cui era disegnata una bimba dalle treccine nere, di nome Chiara. Stette immobile, con gli occhi fissi sul foglio, finch\u00e9 la donna non torn\u00f2. Le sue parole adesso risuonavano pi\u00f9 miti, concilianti e, addirittura, pretendevano essere materne.<br \/>\n&#8211; Vedi, non conosco il tuo nome, come ti chiami?<br \/>\n&#8211; Rebecca \u2013<br \/>\n&#8211; Rebecca, \u00e8 un bel nome, sai non devi prendertela per questa accoglienza! io ho sempre ubbidito a mio marito, ma quel duro l\u00e0 non \u00e8 cattivo, in fondo ha un cuore grande cos\u00ec&#8230;- le sue mani si sollevarono parallele ed equidistanti \u2013 ma come ti dicevo \u00e8 un brutto momento, lui \u00e8 nervoso e pu\u00f2 sembrare mal disposto, per\u00f2 credimi&#8230;<br \/>\nRebecca interruppe quella inutile discussione.<br \/>\nSignora, non sono venuta per chiedere, ma per dirvi di smettere il vostro annuo regalo di Natale e ringraziarvi per quello che finora avete fatto. Vostra cugina Marta non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, quindi non ha pi\u00f9 senso l\u2019obolo che voi generosamente offrivate a mia zia.- e tirando fuori dalla borsa da viaggio un rotolo di carta contenente un prezioso ricamo lo porse alla signora. \u2013 Questo \u00e8 il ricordo di vostra cugina, lei ci teneva tanto che voi lo aveste. Le rose sono per lei, da parte mia. Scusi il momento inopportuno, ma sono venuta, come ho gi\u00e0 detto, con degli mici che si sono trovati a passare da queste parti per affari e cos\u00ec non ho potuto avvertire, \u00e8 stata una cosa improvvisa.<br \/>\nBuona giornata signora, mi saluti suo marito \u2013 e di corsa si avvi\u00f2 verso le scale che conducevano all\u2019uscita. La signora non ebbe il tempo di proferire parola che Rebecca era gi\u00e0 scomparsa ed imboccava il portone di ingresso.<br \/>\nAppena fuori le sembr\u00f2 di essere uscita da un tunnel buio e profondo, si sedette su di una panchina, pos\u00f2 il mento sul giornale arrotolato a cilindro, fiss\u00f2 le mattonelle del selciato e si mise a contare i sassolini per terra.<br \/>\nIl sole era tornato dietro nuvole spesse, l\u2019identica luce del mattino si posava su di lei che rabbrivid\u00ec: ripensava a Chiara, a quel briciolo di umanit\u00e0 non corrotta che spariva, come il sole, dietro nuvole lontane. Pass\u00f2 un vecchio con una bambina azzurra e rosa: parole d\u2019aria, interrogativi di luce, indugi profumati, il linguaggio dei piccoli, promesse di aurora nella mano di un tramonto. Anche lei era stata bambina ma nei suoi ricordi neanche un vecchio che la tenesse per mano.<br \/>\nIl treno, affollato, penetrava la notte che , come donna restia, ogni intimit\u00e0 difendeva col buio assoluto: nessuna ragnatela di luce apriva lo spazio.<br \/>\nRebecca trov\u00f2 piacevoli quelle tenebre e vi ficc\u00f2 lo sguardo: il viso della donna ambiguamente ritornava a stuzzicare antiche ferite e le sue parole rimbombavano nella vacuit\u00e0. Scene di un calvario scomposte si accavallavano, nitide e terribili.<br \/>\nMondo bastardo! \u2013 grid\u00f2 Rebecca, come liberandosi di un\u2019ossessione, e gir\u00f2 il capo lasciandosi a destra la notte lacerata.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1019\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1019\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rebecca, rannicchiata in un angolo del vagone, si sentiva protetta da coltri invisibili, e un pensiero improvviso cattur\u00f2 la sua mente: fra non molto sarebbe penetrata in una casa sconosciuta e ne avrebbe avvertito il calore, scoperto i suoi silenzi, illuminato le penombre. 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