{"id":10156,"date":"2012-05-25T10:49:02","date_gmt":"2012-05-25T09:49:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10156"},"modified":"2012-05-25T10:49:02","modified_gmt":"2012-05-25T09:49:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-piu-grigio-del-grigio-di-lorenzo-della-frattina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10156","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Pi\u00f9 grigio del grigio&#8221; di Lorenzo della Frattina"},"content":{"rendered":"<p>Gli occhi grigi dello zio Ulisse nessuno li aveva mai visti, neppure nei chiaroscuri di inesistenti fotografie, poich\u00e9 lo zio era innominabile come ogni matto che si rispetti, confinato da anni in una stanza forse linda come lercia di un non precisato manicomio. Ad ogni domanda sul misterioso parente subentrava un silenzio grigio e pesante come una colata di piombo, una colata che deviava il corso delle parole verso altri discorsi pi\u00f9 ameni di quella presenza ingombrante e bigia come un macigno nelle nitide dinamiche familiari.<\/p>\n<p>Degli occhi grigi l\u2019aveva saputo un nipote, controllando, in segreto da tutti, i documenti dello zio nella grigia polvere dell\u2019archivio del Distretto Militare, quei documenti dove, tra carnagione olivastra e capelli crespi, nella burocratica descrizione somatica sul foglio matricolare si parlava degli occhi grigi . Lo zio Ulisse matto no, non lo era nato; lo era diventato al tempo di guerra per lo scoppio di un ordigno che l\u2019aveva frastornato; lui era rimasto obbediente e silente per molti mesi, quando una sera grigia e piovosa, d\u2019ispezione nella piazza d\u2019armi, la mente gli era improvvisamente esplosa in un luminoso fragore . Senza tanti ma n\u00e9 tanti perch\u00e9, l\u2019avevano internato; una commissione gli avrebbe liquidato forse una grigia inutile pensione lasciandogli la vita rinchiusa dietro un potente grigio lucchetto che avrebbe forse reso ancora pi\u00f9 grigi quegli occhi.<\/p>\n<p>Una piovosa grigia domenica a tavola, il tentativo di chiedere oltre su quello zio dagli occhi cerulei fu inesorabilmente e definitivamente chiuso da un pugno sul desco che fece tintinnare stoviglie posate bicchieri e anche gli animi: un pugno, quello del padre nonch\u00e9 fratello del matto di casa, che avrebbe voluto essere un sigillo plumbeo poich\u00e9 sullo zio Ulisse calasse ora allora e per sempre il pi\u00f9 impenetrabile silenzio precludendo ora, allora e per sempre ogni futura ventura domanda.<\/p>\n<p>Il rabido pugno fu il meccanismo propulsore nella ricerca su dove fosse lo zio : pescando qui e l\u00e0 in paese nel grigio mare melmoso dei si dice ma non si deve dire, oltre all\u2019addizione e la sottrazione delle varie frammentarie grigie informazioni, tutto ci\u00f2 lo condusse all\u2019ospedale psichiatrico di una cittadina per il vero non molto lontana, una cittadina come tante che disseminano la pianura e, nell\u2019androne del manicomio, un giovane grigio insulso compito dottorino lo condusse in un parlatorio illuminato da una luce fioca, una luce da ossario in cui spiccavano per contro brillanti gli occhi grigi metallici dello zio Ulisse, che tutto sembrava fuorch\u00e9 un matto, tolta una lieve impercettibile balbuzie e, in quel tetrume, fu davvero lo zio una presenza luminosa con i suoi piccoli grandi racconti intercalati da artificiali sbadigli di qualche cupo inutile sedativo. Si lasciarono cos\u00ec, al termine del colloquio, senza certe promesse di rivedersi; lasci\u00f2 dunque alle spalle il grigio stabile sotto un grigio cielo di nubi procellose infrante da saette all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Mesi dopo, decise di ritornare a trovare lo zio ; il solito dottorino nel suo insulso magro grigiore gli disse che lo zio era venuto meno, di colpo. Una sera, durante un furibondo temporale, il viso era trascolorato in un pallore ancora pi\u00f9 grigio del grigio e s\u2019era accasciato in un sonno cos\u00ec profondo da non poterne trovare il ritorno . Avevano telegrafato ad un non specificato familiare e nessuno s\u2019era presentato alle esequie frettolose prima che lo interrassero nel civico cimitero, dove and\u00f2 a trovarlo. Si sofferm\u00f2 a lungo su quella grigia pietra con il solo nome ed il cognome e, per un lungo infinito attimo guard\u00f2 in alto verso il cielo dell\u2019ora del tramonto, certo anche lui stesse osservando chiss\u00e0 da dove quei colori che ora erano tutt\u2019altro che grigi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10156\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10156\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli occhi grigi dello zio Ulisse nessuno li aveva mai visti, neppure nei chiaroscuri di inesistenti fotografie, poich\u00e9 lo zio era innominabile come ogni matto che si rispetti, confinato da anni in una stanza forse linda come lercia di un non precisato manicomio. 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