{"id":10147,"date":"2012-05-26T16:44:37","date_gmt":"2012-05-26T15:44:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10147"},"modified":"2012-05-26T16:44:37","modified_gmt":"2012-05-26T15:44:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-buoni-sentimenti-di-toni-ciaramella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10147","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Buoni sentimenti&#8221; di Toni Ciaramella"},"content":{"rendered":"<p>Comincio a scrivere senza sapere dove vado a parare. Mi capita spesso, anche se, dietro, \u00a0un\u2019idea c\u2019\u00e8 sempre, seppur vaga. A chi mi sta leggendo la cosa interessa poco perch\u00e9 il suo sforzo non cambia. Gli si sta presentando uno scenario sorto dai miei pensieri e per una qualche ragione ha deciso di fare lo sforzo di superare il decalage iniziale che esiste tra le mie intenzioni e le sue attese, che sorgono sempre, anche nel lettore pi\u00f9 distratto o svogliato. Come quando ci facciamo convincere a visitare un museo, scelto da lei, per ragioni sue, e la seguiamo senza sapere bene perch\u00e9. Per <em>debolezza contingente<\/em>, cos\u00ec la spiega lui &#8211; perch\u00e9 in questo momento \u00e8 apparso <em>lui<\/em>, quello che si accolla i miei pensieri &#8211; convinto che questo accada per una improvvisa fiacchezza morale. E\u2019 abulico, trascina i piedi indolente e si capisce come abbia poca voglia di portare avanti il mio discorso, che pure \u00e9 nato senza tante pretese.<\/p>\n<p>Si sono conosciuti al Whitebar. Si era portato via il suo accendino d\u2019oro e quando \u00e9 tornato per restituirglielo, era tardi, lei lo aspettava sulla porta del bar e, dopo i ringraziamenti, lo ha invitato a casa sua. In questo caso non si tratta di un museo, ma ugualmente la segue svogliato, sulla minimorris rosso cupo che lei guida sicura nelle strade della notte, mentre la gonna le sale sempre pi\u00f9 su. E\u2019 mio lo sguardo che osserva con crescente interesse quell\u2019accenno di nudo, anche se per me \u00e8 arrivato il momento di togliermi definitivamente di torno.<\/p>\n<p>Si \u00e9 fermata in una \u00a0piazzetta cupa e silenziosa, sotto l\u2019alto cavalcavia che unisce le due coste della citt\u00e0. Le ombre si dibattono nell\u2019oscurit\u00e0 mentre la silhouette deformata del ponte segna le facciate delle case. Il traffico, in alto, rado e afono, sprizza piccole luci che non arrivano a terra. La citt\u00e0 \u00e8 quieta, felpata. Le alpi fanno ombra e incutono muto rispetto. Parcheggia, tutto in una sola manovra. L\u00e0 sotto c\u2019\u00e8 la tipografia di mio padre, e indica un piccolo capannone sulla destra, mentre apre con fragore di chiavi il portone, sproporzionato rispetto al resto. Nell\u2019androne, che confina col cielo, parte una scala che in due rampe, lunghe, a vista, raggiunge un corridoio esterno, una specie di verone. Rimane impalato con lo sguardo perso in alto. <em>Tu viens<\/em>? sollecita lei e per la prima volta a lui viene voglia di parlare. Larghi batuffoli di nuvole scorrono leggeri, illuminati dalle luci che superano le alpi. Come i dischi che Twombly ha disseminato sull\u2019azzurro intenso che ricopre la sala dei marmi antichi al Louvre. Il primo pittore moderno ammesso al consesso mondiale della pittura dei secoli scorsi. E\u2019 questa l\u2019immagine che gli ha fatto venire voglia di dire qualcosa, ma niente, perch\u00e9 lei, in cima al verone, sta agitando il corposo mazzo di chiavi per richiamarlo all\u2019ordine. Sale e conta gli scalini, una vecchia abitudine, bassi, comodi, ma troppi, basterebbe alzarli di qualche centimetro per ridurne decisamente il numero. Ha gi\u00e0 aperto la porta di casa e, affacciata a quella specie di balcone, con tutte le sfumature erotiche che l\u2019italiano assume nella bocca di una francese, gli sta chiedendo <em>Rome\u00f2, Rome\u00f2, sei tu il mio Rome\u00f2<\/em>? Il richiamo lo coglie alla fine della scala e lo blocca. Ma Shakespeare glielo fa fare l\u2019amore a Romeo e Giulietta oppure, come successe a Spoleto, fra i due tutto fu rinviato al dopo teatro, quando il marito di lei, il regista, li colse sul fatto e diede fuoco alla stanza? Si \u00e9 seduto sull\u2019ultimo scalino, ed \u00e8 l\u00ec che lo coglie la <em>debolezza contingente<\/em>, una condizione che arriva sempre nei momenti meno opportuni. Lei l\u2019osserva e sul volto \u00a0le scorrono i fotogrammi di un film proiettato a velocit\u00e0 infinita, nuvole e sole e poi ancora nuvole e di nuovo sole presto sopraffatto dalla notte che sopraggiunge in un amen, un\u2019intera gamma di sentimenti srotolata in un attimo. Alla fine, a mo\u2019 di benvenuto, decide per un Allora conosci le abitudini della casa. Abitudini? Quando Jean Claude non mi trova, siede sull\u2019ultimo scalino e aspetta. Tuo marito?, prova lui, certo di sbagliare. No, sono divorziata, anche se lui lavora ancora nella tipografia con mio padre. Dovrebbe farle la domanda successiva, ma non gli viene. Allora lei affonda il colpo. Jean Claude fa il falegname e viene a trovarmi quando vuol fare l\u2019amore. Se non ci sono, aspetta come te sull\u2019ultimo scalino. E\u2019 il tuo \u2026 lavoro? No, no, insegno lingua e letteratura francese in una scuola per stranieri. Un hobby, una passione amatoriale, e sorride soddisfatta della definizione. Non sa se essere pi\u00f9 sorpreso per le cose che sente oppure per il tono, pacato e sereno, che le accompagna \u00a0Ma incomincia a pensare di aver trovato la donna che pu\u00f2 risolvere il suo problema. Non osa l\u2019approccio diretto, e allora chiede e Jean Claude che ti da in cambio? Amore, i falegnami fanno bene l\u2019amore, e poi mi racconta i fatti della gente. Fa riparazioni nelle case. Il tuo amante, allora? No, e le scappa un sorriso, \u00e8 uno del giro che mi provvede di amore e di storie. Tengo una rubrica settimanale sul giornale cittadino e se non fosse per loro non saprei che scrivere. Ma non ci sono problemi tra loro? Come fanno a sapere che sei \u2026 disponibile? Non devi pensare a una folla. Sono tre o quattro, a seconda dei periodi, e poi c\u2019\u00e8 il vecchio professore che abita su in alto, sulla collina, che vado a trovare ogni quindici venti giorni. Quando non sono disponibile, come dici tu, spengo la luce e loro capiscono. Si accorge del lampioncino sulla porta, ancora acceso, e la guarda come a dire\u00a0 e io? E\u2019 una situazione nuova, dice lei, e poi s\u2019inizia sempre con un racconto, un fatto. E\u2019sorpresa dalla prontezza con cui inizia, senza preavviso, e \u00a0dopo un attimo gli siede a fianco, sullo scalino, con Cosina, la gatta, acciambellata in grembo.<\/p>\n<p>E\u2019 una storia che conosco bene perch\u00e9 riguarda un mio caro amico. La madre lo vorrebbe sposato e da tempo sponsorizza una ragazza, bella, per la verit\u00e0, la conosco anch\u2019io, \u00a0ripetendogli ad ogni occasione che oltre al resto \u00e8 anche di buoni sentimenti. Ma quando lui le chiede se anche le intenzioni sono buone, la madre non sa dargli risposta. Ma che storia \u00e8 questa? Che sia gay? No. Lo conosco bene. Sostiene che i buoni sentimenti sono come le ricchezze conservate in cassaforte mentre le intenzioni, buone o cattive, sono danaro in tasca gi\u00e0 destinato ad una spesa, decisa o quasi. E\u2019 qui che lo coglie il dubbio. Qual\u2019\u00e8 il rapporto tra sentimenti e intenzioni? C\u2019\u00e8 tanta gente ricca, mi dice, che non spende, avara da morire e in qualche caso anche ladra.<\/p>\n<p>Cosina ha abbandonato il grembo di lei per stendersi tra le scarpe di lui. Le piaci, commenta sorpresa, sar\u00e0 per la voce, \u00e8 cos\u00ec che sceglie gli amici.<\/p>\n<p>Ma questo \u00e8 soltanto l\u2019antefatto, continua lui. Alcune sere fa, era gi\u00e0 a letto, quando al telefono\u00a0 qualcuno, una lei, gli ha chiesto se era l\u2019italiano che aveva incrociato qualche ora prima nella hall. Alla risposta affermativa, gli aveva confessato che non riusciva a dormire. Occupava una stanza sullo stesso piano. Aveva preso la vestaglia ed era andato a bussare alla porta. <em>Avanti<\/em> ed era entrato. Lei non si era mossa dal letto.\u00a0 Allora lui aveva preso una sedia, si era seduto al suo fianco e aveva cominciato a parlare. Non gli piaceva? Non glielo ho chiesto, ha tenuto per\u00f2 a precisare che quando aveva avuto la telefonata, non aveva pensato al sesso. Incredibile, con quello che si dice degli italiani. Aveva capito quello che intendeva la signora, ma era pi\u00f9 interessato all\u2019intenzione che al sesso che ne era l\u2019oggetto, sue parole testuali. C\u2019\u00e9 differenza? Gli ho fatto la stessa domanda e ha tenuto a puntualizzare che\u00a0 se le occasioni di fare sesso capitano, non capita tutti i giorni che una signora manifesti le sue intenzioni in\u00a0 maniera cos\u00ec chiara. Per questo aveva cominciato a parlare. Parlare di che? All\u2019inizio le solite cose, chi sei, chi sono e cos\u00ec via fino a quando, esaurito il tempo del dire, sarebbe dovuto iniziare quello del fare, ma, pensando di aver riscaldato a dovere l\u2019atmosfera, le aveva chiesto quello che gli premeva sapere. <em>Dato che le tue intenzioni non lasciano dubbi, potrei sapere quali sono i tuoi sentimenti?<\/em> Cosa?! E\u2019 quello che ha esclamato anche lei, gettando all\u2019aria le coperte, completamente nuda, a ulteriore conferma delle intenzioni. Allora aveva provato a farle capire che, per ragioni assolutamente personali, niente a che fare con lei, la signora, da tempo cercava di stabilire in che rapporto fossero tra loro sentimenti e intenzioni e dal momento che le sue intenzioni \u2026 Non l\u2019aveva fatto finire. Abbandonato il francese per lo spagnolo, sempre nuda, l\u2019aveva spinto fuori dalla stanza a parolacce, con le quali l\u2019aveva inseguito anche nel corridoio.<\/p>\n<p>Ride di gusto, in piedi vicino alla balaustra, mentre la gattina, annoiata, \u00e8 rientrata in casa. Lui tace, mortificato dalla risata di lei, che lo guarda dall\u2019alto in basso. Poi, con falso rammarico nella voce, gli dice: \u00e8 un vero peccato che stasera non ci sia lui qui al posto tuo, \u00a0altrimenti avrebbe potuto farla a me la sua domanda. E\u2019 scattato in piedi e con un lampo di speranza negli occhi le chiede e tu cosa avresti risposto? Lo vedi quell\u2019interruttore sulla destra? Lui si gira. <em>Perch\u00e9 non spegni la luce?<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10147\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10147\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comincio a scrivere senza sapere dove vado a parare. 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