{"id":10131,"date":"2012-05-26T16:47:08","date_gmt":"2012-05-26T15:47:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10131"},"modified":"2012-05-26T16:47:08","modified_gmt":"2012-05-26T15:47:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-rue-madame-di-toni-ciaramella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10131","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Rue Madame&#8221; di Toni Ciaramella"},"content":{"rendered":"<p>Non so se vi \u00e9 mai capitato di passare per rue Madame, a quelli di Parigi, voglio dire, o a qualche forestiero,<\/p>\n<p><em>anche se oggi non ci sono pi\u00f9 i forestieri e, quando incontriamo uno che non abbiamo mai visto dalle nostre parti, non ci chiediamo, come una volta, <\/em>chi sa chi sar\u00e0<em>, <\/em>che fa da queste parti,<em> perch\u00e9 a quel tempo le parti erano proprio separate dal resto e ogni parte aveva i suoi abitanti e quelli che non ci abitavamo ci venivano raramente e quando ci venivano erano forestieri e allora ci si poneva quelle domande, mentre adesso non ci si pu\u00f2 sbagliare, anche perch\u00e9 quelli che hanno preso il posto dei forestieri di una volta collaborano e allora i turisti vanno in giro da turisti e i migranti da migranti, anche se qualche volta potrebbero evitarlo, ma ormai i ruoli sono stati assegnati e quelli che una volta erano\u00a0 forestieri oggi sono turisti oppure migranti, difficile per\u00f2 capire di primo acchito se si tratta di un migrante irregolare, un <\/em>sans-papier<em>, oppure ce l\u2019ha il permesso di soggiorno, anche se alla fine \u00a0la cosa non fa grande differenza se a uno di questi \u00e8 capitato di passare per rue Madame, andando da boulevard Montparnasse ai giardini del Luxembourg, lo fanno in molti quel percorso, parigini, turisti e anche migranti, che vanno a sdraiarsi sui prati del Luxembourg e lasciano le sedie di ferro con la seduta in legno, sbiadito e consumato, ai parigini, ma qualche volta anche i turisti stanchi di camminare e di fotografare si siedono su quelle sedie, titubanti, quelli che sono a Parigi e al Luxembourg per la prima volta, specialmente gli inglesi di Londra, che non sanno se debbono pagare qualcosa come succedeva per le sdraio di Hyde Park<\/em>,<\/p>\n<p>e di alzare lo sguardo verso un balcone verde, molto verde, una tinta tanto accesa da sembrare uno sgarbo alla facciata, grigia, in pietra serena, e di rimanere colpiti da questa bizzarra veranda, perch\u00e9 a voler essere precisi non si tratta di un balcone bens\u00ec di una veranda,<em><\/em><\/p>\n<p><em>strana, come veranda, con la parte bassa aperta e protetta dagli arabeschi in ghisa di rami e foglie di acanto, tutto verde, mentre la parte alta, sopra la ringhiera, \u00e8 chiusa da pesanti finestroni dall\u2019intelaiatura laccata verde, perch\u00e9 tutto questo verde \u00e8 lucido e brillante<\/em><\/p>\n<p>e avere la sensazione che quel colore cos\u00ec acceso possa avere un significato che di solito non si scarica su una veranda, perch\u00e9 in fondo una veranda \u00e8 soltanto un modo per stare fuori, quasi in strada, senza muoversi da casa, un affacciata pi\u00f9 significativa di quella che si ha da una finestra<\/p>\n<p><em>perch\u00e9 da una veranda ci si mostra e se lei \u00e8 bella si possono vedere molte cose, come accadde il giorno che ad Antibes cercavo una libreria antiquaria, che poi era chiusa e da fuori sembrava una merceria di paese, sulla sedia c\u2019erano degli effetti personali, forse del libraio o di un cliente, pi\u00f9 probabile una cliente, rapita e frastornata dal ritrovamento di una cinquecentina aldina, perch\u00e9 in quella stradina stretta, molto stretta, contenuta da case alte, molto alte, a una veranda aperta sotto, niente acanto, semplici tondini di ferro, c\u2019era una ragazza, attraente &#8211; fumava mollemente appoggiata alla ringhiera &#8211; che aveva dimenticato d\u2019indossare qualcosa che le sarebbe stato utile in quella circostanza, ma forse anche in altre, e l\u2019amica che mi accompagnava se ne accorse per prima e me lo fece notare, forse per una strana forma di gelosia a rovescio, ci pensai dopo, quando sarebbe stato pi\u00f9 logico tacere per non mostrarmi il sesso di una concorrente, concorrente non proprio, ma insomma io al suo posto trattandosi di un uomo, ugualmente smemorato, la scoperta me la sarei tenuta per me, ma forse la mia accompagnatrice, non occasionale, ma ugualmente alle prime armi, mi riferisco a quelle della nostra amicizia, dagli sbocchi ancora incerti, era curiosa della mia reazione a quella vista, capire se era il caso di portare avanti la conoscenza \u2013 l\u2019espressione biblica \u00e8 di grande aiuto per evitare le crudezze del linguaggio normalmente utilizzato in circostanze simili,<\/em><\/p>\n<p>anche se alla veranda in rue Madame non ci ho mai visto affacciato nessuno, non l\u2019ho mai vista aperta, quella veranda, mi riferisco alla parte alta, la parte chiusa dai finestroni, e mi era venuto di pensare che si trattasse di una casa misteriosa,<\/p>\n<p><em>in tal caso, mi sembrerebbe un grave errore esporre quel colore che attira l\u2019attenzione di chi passa e che, se si doveva custodire un segreto, nascondere qualcuno o qualcosa, escludere dal giro delle cose che si sanno o che si possono sapere, quelle che qualcuno non voleva che si sapessero, perch\u00e9 ignobili oppure preziose, indicibili o deliziose, tanto da volersele tenere tutte per se, insomma se non si voleva che qualcuno ficcasse il naso nella casa, quella della veranda verde, sarebbe stato molto meglio colorarla di grigio quella veranda e poi farla aprire ogni tanto da qualcuno, un complice del segreto, forse lo stesso misterioso individuo che si nascondeva nella casa, un piccolo gesto e la maniglia del finestrone avrebbe aperto la veranda all\u2019aria e al sole di rue Madame e allora nessuno si sarebbe chiesto che mistero si celava dietro a quella veranda sempre chiusa e per di pi\u00f9 verde, dando cos\u00ec l\u2019impressione che si trattava di una casa come tante altre, <\/em><\/p>\n<p>seppure, nel mio caso, l\u2019interesse pi\u00f9 che dal mistero della veranda chiusa nasce da quel colore cos\u00ec acceso, per me pi\u00f9 acceso che per gli altri, perch\u00e9 io non vedo il verde, di solito, mai, cieco al verde, un daltonico classico come Dalton, anche lui un daltonico classico che non vedeva il verde, e questa della veranda \u00e9 soltanto la seconda volta che, in vita mia, riconosco il verde e per questo la cosa mi colpisce tanto, credo, anche se la prima volta, in effetti, avrei dovuto essere pi\u00f9 sorpreso, e in effetti lo fui, era la prima volta che lo vedevo quel colore e mi resi conto che il vestito doveva essere effettivamente verde soltanto perch\u00e9 si trattava di un colore che non avevo mai visto prima e dato che sapevo di non riconoscere il verde ne dedussi che si tratta proprio del verde, \u00a0il verde acceso del suo vestito, il tramite, curioso certamente, con una lei che tenne un concerto a quattro mano con un amico di Ginevra, a Ginevra, era lui che mi aveva fatto avere un incarico alle Nazioni Unite, uno studio sul processo produttivo dell\u2019orologio svizzero, anche se non ero, e non lo sono nemmeno oggi, un espero di orologi, ma alle Nazioni Unite, a quel tempo, forse ancora oggi, a queste cose non ci badavano, e lei suonava, ma i tacchi erano troppo alti, quasi a spillo, e la pedaliera era di competenza dell\u2019amico, che avevo conosciuto a Ginevra, anche se a Roma viveva a due passi da casa mia e forse da piccoli avevamo giocato assieme nel piazzale del Viminale, dove la sera, di estate andavo a sedermi con i miei sulle panchine di marmo dell\u2019esedra che accompagna la scalinata di accesso al Ministero dell\u2019Interno, e la signora, molto bella, troppo bella per quella musica, che pure amavo, ma che mi sembrava mortificare la sua bellezza, anche perch\u00e9 n\u00e9 lei n\u00e9 l\u2019amico erano grandi pianisti, il concerto per\u00f2 si tenne in un vero teatro, la signora ci invit\u00f2 tutti, non so a chi mi rivolgo dicendo tutti, ma c\u2019erano sicuramente altri oltre a noi tre, e la villa sul lago aveva un accesso stretto tra la casa e una lunga siepe, nessun verde per la siepe, e\u00a0 soltanto dopo capii perch\u00e9 il viale di accesso fosse cos\u00ec stretto, dato che la villa, un perfetto, elegante parallelepipedo, stava proprio sul bordo del lago con il quale condivideva uno piccolo approdo, e fu durante quell\u2019invito che per la prima volta in vita mia mi apparve il verde, quello acceso del suo vestito, un verde che le gambe di lei infiammavano ad ogni passo suscitando immagini sfavillanti, e il pavimento, complice, un parquet a listelloni larghi e massicci che davano la sensazione di camminare su uno sterrato antico, compresso e indurito dal tempo, contrastava con l\u2019eleganza di lei, ma non con gli aggressivi richiami che seminava andando attorno nel salone, sollecitazioni apparentemente fuori norma in quella casa elegante,<\/p>\n<p><em>anche se possono avermi condizionato e la mia predilezione per i pavimenti di legno, specialmente quelli di legno grezzo come si trovano ancora nelle baite della Val Gardena o in alcune case dei Grigioni in Svizzere, e la mania, vera mania, per le scarpe, specialmente le inglesi, quelle che durano tanto da apparire nei testamenti degli uomini eleganti, che non le hanno mai portate per pi\u00f9 di un giorno, poi a riposare una settimana, in modo da consentire loro di affievolire il ricordo, sudato o meno, di un giorno di cammino, scarpe usate in maniera cos\u00ec misurata da superare i confini di una generazione,<\/em><\/p>\n<p>e andava da questo e quello, ma mai da me, tanto che mi feci l\u2019idea che avesse colto qualcosa nella mia attenzione, che le piacessi, forse, anche se la presenza del mio amico, bacchettone o geloso, a giudicare dalla musica che aveva fatto suonare a una donna cos\u00ec bella, la sua presenza mi impediva ogni approccio cos\u00ec che mi vidi costretto a darle \u00a0appuntamento per la notte, quando, a casa mia, a Losanna, la sognai a casa sua, sul lago di Ginevra, e lei, in pantaloncini, anch\u2019io ero in pantaloncini, mi indicava il listellone \u00a0del pavimento da sollevare e dopo che l\u2019avevo sollevato ci guardava sotto e mi faceva\u00a0 di no con la testa<em> <\/em>eppure c\u2019erano alcuni tasti del pianoforte, anche quelli neri, forse una ottava completa, non avrei potuto dirlo, non suono e, cos\u00ec com\u2019erano, mi sembravano tutti uguali, colore a parte, e mi chiesi perch\u00e9 non facessero i tasti uno diverso dall\u2019altro cos\u00ec sarebbe stato facile riconoscerli, magari pi\u00f9 grandi i bassi e pi\u00f9 piccoli gli alti o viceversa, e a quel punto lei mi indicava un altro listellone e anche l\u00ec un mucchietto di tasti e dopo il suo diniego andavo avanti a sollevare perch\u00e9 lei non era mai soddisfatta e arrivati all\u2019ottavo, lungo e massiccio come i sette che l\u2019avevano preceduto, pensai che c\u2019era abbastanza per una tastiera completa ma lei mi costrinse a continuare finch\u00e9 fu quello giusto, lei sorrise ancor prima che lo sollevassi, e, quando vide l\u2019acqua, si mise nuda, con un sorriso malizioso mi disse <em>lui non vuole<\/em> e scomparve nel lago come una sirena.<\/p>\n<p>Mi svegliai nel pieno della notte, ma il sogno and\u00f2 avanti per conto suo e fu allora che riapparve il verde acceso, quello del suo vestito &#8211; non sapevo che cosa succedesse alla psiche dei daltonici, se l\u2019inconscio fosse affetto o immune da questa cecit\u00e0 \u2013 un\u2019impronta profonda, un incavo verde dal quale scatur\u00ec, acqua pura, sorgiva, l\u2019esigenza di eliminarlo, la polvere su un vecchio libro, le briciole di un pasto finito, la traccia\u00a0 che andava cancellata, semplicemente &#8211; forse il pensiero era gi\u00e0 balenato durante il concerto, la musica \u00a0imposta a una donna cos\u00ec bella -, e, in piedi vicino alla finestra, il lago, dall\u2019alto della collina sopra Losanna, appariva rinsecchito, scuro come sangue rappreso, i pezzi da sistemare nel freezer, single, precotti e congelati al microonde, e, rimosso l\u2019ostacolo, sposarla nella sua villa sul lago e lui, seppur servito in pezzi, invitato d\u2019onore al pranzo di nozze.<\/p>\n<p>Al mattino, lo chiamai per ringraziarlo della bella serata. Fu lieto del mio invito e all\u2019inizio pens\u00f2 che si estendesse anche a lei finch\u00e9 non gli dissi che era meglio tenerla fuori dalle nostre cose di uomini.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10131\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10131\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so se vi \u00e9 mai capitato di passare per rue Madame, a quelli di Parigi, voglio dire, o a qualche forestiero, anche se oggi non ci sono pi\u00f9 i forestieri e, quando incontriamo uno che non abbiamo mai visto dalle nostre parti, non ci chiediamo, come una volta, chi sa chi sar\u00e0, che fa [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10131\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10131\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2812,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-10131","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10131"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2812"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10131"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10131\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10344,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10131\/revisions\/10344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10131"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10131"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10131"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}