{"id":10130,"date":"2012-05-27T21:40:49","date_gmt":"2012-05-27T20:40:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10130"},"modified":"2012-05-27T21:40:49","modified_gmt":"2012-05-27T20:40:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-viaggio-sezione-racconti-per-bambini-di-giovanni-ceccanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10130","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il viaggio&#8221; (sezione racconti per bambini) di Giovanni Ceccanti"},"content":{"rendered":"<p>Tanto tempo fa, lontano da qua, un tale aveva intrapreso una vita molto abitudinaria e regolata da schemi precisi. Si svegliava ogni mattina alle otto e mezzo, apriva la finestra di fronte al suo letto e si stirava guardando la valle fresca e larga in cui viveva, augurando un buon giorno alle creature che vedeva. Poi metteva su un vinile di musica classica che aveva scelto la sera prima e con questo sottofondo si preparava la colazione: un uovo sodo, una banana, due fette di pane arrostito sul fuoco, il formaggio marrone che si scioglie, del miele di acacia fresco e una spremuta di pompelmo. Quindi rimetteva a posto in cucina e andava in bagno a darsi una lavata con acqua fredda e sapone di marsiglia. Di fronte allo specchio cercava i cambiamenti che giorno dopo giorno si accumulavano sul suo corpo, e lo faceva con la serenit\u00e0 di chi non sente il tempo. Di nuovo in camera rifaceva il letto, poi prendeva una delle quattro camicie azzurre dall&#8217;armadio e se l&#8217;abbottonava fino all&#8217;ultimo bottone; quindi si infilava i pantaloni beige e vi rincalzava come si deve la camicia. Poi indossava il golf blu da marinaio, quello a coste larghe, e andava all&#8217;ingresso dopo aver richiuso la finestra della camera, non senza canticchiare un motivetto. Toglieva allora la musica e riponeva il vinile. All\u2019ingresso lo attendevano scarpe e calzettoni che si metteva stando seduto sulla sedia di bamb\u00f9 giusto accanto all&#8217;attaccapanni. Allora s\u2019infilava l&#8217;incerata rossa, si metteva in tasca la sciarpa gialla e usciva nell&#8217;aia. Chiudeva quindi a chiave la porta di casa. Poi, appoggiata al glicine, prendeva la sua bicicletta in alluminio, vi saliva sopra, tirava su la lampo dell&#8217;incerata e partiva. Questo alle dieci spaccate di ogni giorno. Il tragitto era sempre lo stesso. Di fronte a s\u00e9 aveva soltanto un&#8217;infinita salita che dal fondo valle lo portava in cima alle montagne pi\u00f9 alte della zona: anche molte migliaia di metri. Dunque ad aver voluto ce n&#8217;era da pedalare, e il nostro uomo non aveva mai una meta precisa. Soltanto in cuor suo voleva salire il pi\u00f9 possibile, quanto il fiato e i muscoli gli permettessero, per poter allungare la parte che veramente e sopra ogni altra attendeva con gioia infantile ed estatico stupore: la discesa verso casa. Quando infatti decideva di fermarsi, sudato e ansimante ad un certo punto della salita, tutto emozionato sfilava di tasca la sciarpa gialla, se la stringeva forte attorno al collo, girava la bici e gi\u00f9&#8230; gi\u00f9 pi\u00f9 forte che poteva, con le lacrime sparate indietro dal vento e il cuore strozzato in gola. E quando giungeva finalmente a casa, eccitato come un bimbo la sera di natale, non vedeva l&#8217;ora che arrivasse la mattina successiva, e sempre si prometteva che la prossima discesa sarebbe stata pi\u00f9 lunga della precedente. A quel punto della giornata, che quindi diventava sempre pi\u00f9 tardo e serale ogni giorno, la sua attivit\u00e0 si limitava all&#8217;accensione del camino, per poi prendere, davanti ad esso, il t\u00e8 con i biscotti al cioccolato. Quando il sole era tramontato da un paio d&#8217;ore si avviava a letto, dopo aver messo tutti i preparativi in condizione di servirlo l&#8217;indomani. Quindi, con la coperta tirata fino al mento, questo buffo tale si addormentava guardando il soffitto e immaginandosi la prossima discesa, con un sorriso spalmato sulle labbra.<\/p>\n<p>Una mattina part\u00ec come sempre alle dieci in punto. Il programma si svolgeva secondo copione quando, al bordo della strada, sul suo lato, vide una ragazza dalla faccia tanto triste. I suoi polpacci l&#8217;avrebbero sorretto ancora per un po\u2019 di chilometri prima di iniziare la discesa, essendo ormai allenati e tesi come quelli di un vero ciclista, per cui inizialmente non pens\u00f2 di fermarsi. Quando per\u00f2 i loro sguardi si incrociarono vide chiaramente che la ragazza stava piangendo, anche se in modo molto lieve, e quindi scese con un balzo dalla bici. Pi\u00f9 imbarazzato di dover parlare a una ragazza cos\u00ec carina che scocciato di aver interrotto il ritmo di salita, le chiese:<\/p>\n<p>&#8211; Che cos\u2019\u00e8 che ti angustia tanto, zuccherino?<\/p>\n<p>La ragazza alz\u00f2 il mento e lo guard\u00f2 con i suoi occhi azzurri e lucidi di lacrime. Poi riabbass\u00f2 lo sguardo e rispose:<\/p>\n<p>&#8211; Niente signore. Niente per cui mi possa aiutare. Sto solo aspettando il grande amore.<\/p>\n<p>L\u2019uomo la guard\u00f2 con tanto di occhi.<\/p>\n<p>&#8211; Qua? Con questo freddo?<\/p>\n<p>&#8211; Vengo su questa strada tutti i giorni, da molto tempo. Prima o poi arriver\u00e0, mi creda.<\/p>\n<p>&#8211; Beh, zucchero, credere ti credo, se lo dici tu&#8230; non vuoi per\u00f2 una tazza di t\u00e8 con dei biscotti al cioccolato? Ne ho quanti ne vuoi gi\u00f9 a casa, abito proprio in fondo alla valle. Ti riscaldi un poco e poi te ne torni qua a cercare il tuo grande amore\u2026<\/p>\n<p>La ragazza allora rispose:<\/p>\n<p>&#8211; Niente da fare, potrebbe arrivare mentre sono via. Grazie comunque\u2026<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2 si gir\u00f2 a testa bassa, coi fiocchi di neve che le adornavano i lunghi capelli, e incominci\u00f2 a camminare su in salita, verso la vetta. Il tale, frastornato, la guard\u00f2 sparire nella foschia. Incapace di riiniziare come si deve la sua salita sfil\u00f2 la sciarpa gialla dalla tasca e se la mise stretta al collo, quindi gir\u00f2 la bici e torn\u00f2 verso casa. Questa volta la discesa non fu goduta a pieno come le altre volte, questo perch\u00e9 il tale era pensieroso per quanto accaduto con la ragazza. Un tarlo, una strana novit\u00e0, si era messa nei suoi piani tanto meticolosi e abitudinari. Quella sera, prima di andare a letto, scord\u00f2 persino di scegliere il vinile di musica classica per l&#8217;indomani.<\/p>\n<p>La mattina successiva il sole era caldo e l&#8217;aria molto tersa. Alle dieci e venti il tale era ancora sulla sedia di bamb\u00f9 e pensava alla ragazza e al suo grande amore con una scarpa in mano e gli occhi persi nel vuoto. Quando finalmente tutto era pronto e pot\u00e9 partire, pedalata dopo pedalata si scordava piano piano di lei e tornava meno accigliato, pensando invece alla sua adorata discesa e a quanto sarebbe potuta essere lunga. Dopo sei ore di salita, con la fronte madida di sudore nel vento frizzante di montagna, egli decise di tener duro ancora per altri dieci minuti perch\u00e9 cos\u00ec ci guadagnava in velocit\u00e0 e lunghezza l\u2019agognato ritorno. In quel momento per\u00f2, sul suo lato della strada, vide un uomo. Questi guardava scuotendo la testa la sua coppola bucata che teneva fra le mani, e ogni tanto prendeva a calci la terra. Il tale, che tanto aveva quasi deciso di fermarsi, sorpreso di aver fatto due incontri cos\u00ec ravvicinati nel tempo in una strada in cui mai nessuno metteva piede, accost\u00f2 verso di lui e si sgranch\u00ec la voce.<\/p>\n<p>&#8211; Signore, mi scusi\u2026 posso chiederle perch\u00e9 \u00e8 tanto arrabbiato?<\/p>\n<p>&#8211; Ma cosa vuole\u2026 se ne vada\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Non voglio disturbarla, \u00e8 solo che non avevo mai incontrato nessuno su questa strada, e da ieri lei \u00e8 la seconda persona\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Questo non pu\u00f2 essere. &#8211; disse l\u2019uomo. &#8211; Io vengo qua tutti i giorni, da molto tempo. Se anche lei ci viene deve per forza avermi visto.<\/p>\n<p><em>Molto strano<\/em>, pens\u00f2 il tale. <em>Pu\u00f2 essere che sia l\u2019uomo che la ragazza mi siano sempre sfuggiti?<\/em><\/p>\n<p>&#8211; E mi dica: cosa cerca su questa strada?<\/p>\n<p>&#8211; Cerco il lavoro della mia vita.<\/p>\n<p>Il tale rimase un attimo immobile ad osservare quell&#8217;uomo che infilava e sfilava l&#8217;indice dal buco nel cappello. Poi disse:<\/p>\n<p>&#8211; E crede che lo trover\u00e0?<\/p>\n<p>&#8211; Pi\u00f9 che credere: ne sono certo. Se ne vada adesso, non mi distragga. Potrebbe passare una volta sola\u2026<\/p>\n<p>Il tale iniziava ad essere veramente perplesso. Se quella strada era davvero una fucina di occasioni tanto ghiotte, come mai non l&#8217;aveva mai saputo? Ma soprattutto, perch\u00e9 non aveva mai visto quelle persone? Quella sera di fronte al camino, dopo il t\u00e8, decise di fumarsi una sigaretta. All&#8217;attesa per la discesa si era momentaneamente sostituita l&#8217;attesa di tornare sulla strada solo per vedere quali altri incontri gli avrebbe riservato.<\/p>\n<p>La mattina si svegli\u00f2 un po\u2019 prima del solito, due minuti circa prima dello squillo della sveglia, cosa che non gli era mai successa prima. Trangugi\u00f2 la colazione: due uova anzich\u00e9 una.<\/p>\n<p>&#8211; Quest&#8217;oggi salir\u00f2 alto come mai ho fatto! &#8211; url\u00f2.<\/p>\n<p>Alle nove e un quarto il nostro uomo inizi\u00f2 la salita. Fate adesso due conti, perch\u00e9 alle sei e mezzo del pomeriggio egli stava ancora salendo. L&#8217;aria, man mano che saliva, si faceva sempre pi\u00f9 rarefatta, e il fiato dai suoi polmoni usciva insieme ad un sottile sibilo d&#8217;agonia. Non incontr\u00f2 nessuno fino a quel punto, neanche i due disperati ricercatori dei giorni precedenti. Poi, quando l&#8217;ennesimo ma inesorabile crampo si fece sentire sotto la coscia sinistra, il tale si ferm\u00f2 e cadde stremato al lato destro della strada. Stette allora un momento l\u00ec, sdraiato pancia in gi\u00f9 con la guancia affondata nella neve, finch\u00e9 non ritrov\u00f2 la forza di alzarsi.<\/p>\n<p>&#8211; Ecco, l&#8217;aiuto\u2026<\/p>\n<p>Un tale, uguale nell&#8217;aspetto al nostro, solo vestito in modo diverso, gli porgeva la mano.<\/p>\n<p>&#8211; Oh! &#8211; crepit\u00f2 il nostro tale &#8211; Ma le\u2026 lei\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Sono appena arrivato. Forse non mi ha visto prima perch\u00e9 stava cadendo.<\/p>\n<p><em>Mantieni la calma<\/em>, pens\u00f2 allora, <em>questo \u00e8 certamente l&#8217;incontro che meno ti aspettavi. Devi stare calmo, molto calmo! Cerca di essere vago e distaccato\u2026<\/em><\/p>\n<p>&#8211; M\u2026 mi dica, &#8211; esord\u00ec, &#8211; lei viene spesso qua?<\/p>\n<p>&#8211; Si. Tutti i giorni, da molto tempo.<\/p>\n<p><em>Anche lui! Almeno per\u00f2 non mi ha riconosciuto\u2026<\/em> Allora, emozionato come mai nella sua vita, trattenendo a stento il cuore disse:<\/p>\n<p>&#8211; E mi dica, se posso: che cosa cerca di grazia in questa strada?<\/p>\n<p>Per un poco non rispose. Il silenzio si fece carico d&#8217;attesa. Finalmente lo guard\u00f2 stralunato e disse:<\/p>\n<p>&#8211; Aspetto la discesa perfetta. Quella che non finisce mai.<\/p>\n<p>&#8211; La discesa perfetta? Ma non esistono discese cos\u00ec!<\/p>\n<p>&#8211; Certo che esistono! E sono sicuro che uno di questi giorni la trover\u00f2! Non sono mica scemo, sa!<\/p>\n<p>&#8211; No certo, lo so bene, ma come pu\u00f2 una discesa durare in eterno? Dovr\u00e0 pur iniziare una salita prima o poi\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Che razza d&#8217;idee! Mi lasci stare, la prego. Con quel suo buffo naso a palla\u2026 Potrebbe essere proprio in questo punto\u2026 &#8211; E mentre si allontanava continuava a parlare concitato tra s\u00e9 e s\u00e9, con la testa bassa come se cercasse l&#8217;oro.<\/p>\n<p>Decisamente attonito, fuor d&#8217;ogni lume, il tale sal\u00ec sulla bici e inizi\u00f2 a tornare verso casa. Stavolta la discesa non la sent\u00ec neppure. A casa non accese il camino, non si fece il solito t\u00e8. Cammin\u00f2 a lungo nell&#8217;aia invece, in cerchio, finch\u00e9 il sole non fu tramontato. Quella notte non dorm\u00ec affatto. Continuamente si rigirava nel letto e pensava a quel tale uguale a lui che aveva incontrato sulla strada.<\/p>\n<p>All&#8217;albeggiare del sole se ne stava ritto in camera, guardando fuori dalla finestra e ascoltando i primi cinguettii degli uccelli. Quando i raggi iniziarono ad entrare di soppiatto nella casa egli inizi\u00f2 a riempire la sua valigia di vimini. Ci mise dentro tutto quanto trov\u00f2 nell&#8217;armadio, le camicie ed il resto, e se la port\u00f2 vestito come al solito verso l\u2019ingresso. Si mise le scarpe ed usc\u00ec. Una volta fuori leg\u00f2 con una corda resistente la valigia di vimini al portapacchi della bicicletta e si tir\u00f2 su la lampo dell&#8217;incerata rossa. Chiuse a chiave la porta. Gett\u00f2 le chiavi nei cespugli. Sal\u00ec sulla bici. Sfil\u00f2 quindi di tasca la sciarpa gialla e se la strinse per bene al collo. Non si gir\u00f2 neppure. A tutt&#8217;oggi in casa sua regna un gran silenzio di ragnatele.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10130\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10130\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanto tempo fa, lontano da qua, un tale aveva intrapreso una vita molto abitudinaria e regolata da schemi precisi. 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