{"id":10081,"date":"2012-05-28T17:20:49","date_gmt":"2012-05-28T16:20:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10081"},"modified":"2012-05-28T17:20:49","modified_gmt":"2012-05-28T16:20:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-una-domenica-di-caterina-salerno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10081","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Una domenica&#8221; di Caterina Salerno"},"content":{"rendered":"<p>Domenica tipo, pens\u00f2, mentre il corso si perdeva dietro le rotaie: cinema alle diciassette con Anna, l\u2019amica pi\u00f9 puntuale in senso affettivo, e poi discussione sul film, accompagnata dall\u2019ennesimo caff\u00e8.<\/p>\n<p>E poi ancora sarebbe stata sera ed altre sigarette fumate con rabbia per l\u2019impotenza di un giorno buttato via.<\/p>\n<p>Le domeniche erano per Marta buchi neri, occhi che vegliavano sul corso del tempo; di notte rientrava nel corpo che di giorno sentiva estraneo, quasi calamitato in un gigantesco ed assorbente corpo collettivo,<\/p>\n<p>Appoggiata alla finestra fumava ascoltando il ritmo della strada e si colorava delle cose che guardava. All\u2019improvviso il ricordo della lezione delle otto la riport\u00f2 alla realt\u00e0 ; chiuse le persiane e si butt\u00f2 sul letto, spegnendo l\u2019ultima sigaretta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mattino seguente il vecchio tram la port\u00f2 a Palazzo Campana : caff\u00e8 al bar di fronte, sigaretta e di corsa per lo scalone presuntuoso, verso l\u2019aula di matematica.<\/p>\n<p>Il professore riempiva gi\u00e0 la lavagna di segni misteriosi, che due suore riportavano scrupolosamente su\u00a0 quaderni lunghi come i loro visi: coseni e seni danzavano sul mare nero e riapparivano per magia sul bianco immacolato degli appunti.<\/p>\n<p>Davanti a Marta teste chine e gambe strettamente accavallate stavano in ordine e silenzio; il movimento studentesco si stava sfaldando e bisognava continuare a studiare, ricordava Gramsci, eppure quell\u2019 aria in penombra faceva pensare pi\u00f9 ad un santuario che ad una laica e statale universit\u00e0.<\/p>\n<p>Il professore continuava a recitare le sue formule e l\u2019unica alternativa era osservare quell\u2019angolo di finestra da cui appariva la strada, irta di macchine afone. Da metropolitana coatta era affascinata dal movimento dei passanti sotto le arcate del centro storico e lei, immigrata con la famiglia negli anni cinquanta, rivedeva la campagna ed il mare soltanto d\u2019estate.<\/p>\n<p>Finalmente la lezione fin\u00ec e Marta rifece il solito giro; Via Po, il fiume e la piccola trattoria dove si fermava a mangiare in attesa di riprendere le lezioni. Ai muri erano appesi quadri a olio che ritraevano la citt\u00e0 e ai tavoli sedevano impiegati che sorseggiavano il caff\u00e8 leggendo il giornale. Si respirava l\u2019aria quieta della riservatezza piemontese e dell\u2019ora di pausa dal lavoro quotidiano.<\/p>\n<p>Arrivava il sabato, lunga giornata passata a studiare e a guardare tra le tende i piccioni,\u00a0 che sui cornicioni\u00a0 si muovevano come giocattoli a molla mal ricaricati.<\/p>\n<p>Sabato, aspettando una telefonata che non arrivava e che pure riempiva il tramonto in fuga tra gli alberi\u00a0 e le rotaie del tram.<\/p>\n<p>Invece telefon\u00f2 Anna, Anna dolce amica che scriveva versi, Anna macerata dalla solitudine, che sbucava da occhi nerissimi, Anna\u00a0\u00a0 matta e saggia, Anna da voler bene quando sorride e dice ho paura a gesti , mai a parole .<\/p>\n<p>Anna dunque arrivava da Marta con\u00a0 nastri colorati\u00a0 sulla testa corvina, con abiti bizzarri ed ineleganti, Anna trentenne che faceva voltare uomini che mai la capiranno.<\/p>\n<p>Decisero di andare al cinema; dopo la proiezione del film\u00a0\u00a0 entrarono in pizzeria e tra i bicchieri di vino Anna incominci\u00f2 a parlarle\u00a0 di lui, spianando la fronte alta e ovale: pi\u00f9 giovane di lei, giornalista, fotografo e forse un\u2019altra storia da vivere.<\/p>\n<p>Marta fumava nervosa , nonostante l\u2019invito da parte dell\u2019amica, non avrebbe voluto salire con lei a casa dell\u2019uomo. Anna insisteva, desiderava andare a trovarlo in compagnia,\u00a0 per non rivelare i suoi sentimenti.<\/p>\n<p>Il palazzo era nel centro storico della citt\u00e0 ed il portone si\u00a0 apriva su un cortile a ballatoio dietro un cancello di ferro battuto. L\u2019immagine acu\u00ec il disagio di Marta che si pass\u00f2 automaticamente la mano tra i capelli ricci e corti.<\/p>\n<p>Il ragazzo le aspettava appollaiato su uno sgabello e sorrideva divertito, lanciandosi insieme con Anna in una discussione intellettuale che\u00a0 terrorizz\u00f2 Marta.<\/p>\n<p>Si sentiva persa, stupida e per darsi un contegno fissava ostinatamente ora il balcone aperto sul cortile ora il tavolo di legno, unico arredamento della stanza insieme alle seggiole.<\/p>\n<p>La voglia di fuggire le immobilizzava il cervello.<\/p>\n<p>Anna e Marta andarono nell\u2019altra stanza\u00a0 per guardare le fotografie scattate da Carlo e l\u00ec successe un fatto che Marta non avrebbe neanche immaginato: l\u2019uomo incominci\u00f2 ad accarezzare Anna, ma poi si spost\u00f2 sul suo braccio e lo sfior\u00f2 dolcemente.<\/p>\n<p>Il mattino arriv\u00f2 e li trov\u00f2 tutti e tre distesi sul letto. Marta era gi\u00e0 sveglia, stupita, confusa, arrabbiata con s\u00e9 stessa e con\u00a0 acuto senso di colpa nei confronti di Anna. L\u2019aveva tradita cos\u00ec , trascinata dagli eventi e dalle carezze di Carlo.<\/p>\n<p>Bevvero il th\u00e9 in silenzio e poi nell\u2019aria serena del mattino accompagnarono Anna alla fermata dell\u2019autobus, mentre Marta\u00a0 e Carlo si fermarono a prendere un caff\u00e8 in un vecchio bar di via Cernaia, dove lei gli diede il suo numero di telefono.<\/p>\n<p>Carlo and\u00f2 via e lei decise di andare sul Po a sentire l\u2019odore dell\u2019acqua e delle sue nuove emozioni.<\/p>\n<p>Si sedette sulla panchina: le colline erano chiare e l\u2019aria gonfia del salmastro di fiume. Un ragazzo le chiese una sigaretta e la accese davanti a lei, coprendole il sole. Marta\u00a0\u00a0 improvvisamente scatt\u00f2 in piedi e\u00a0 per non cedere\u00a0 al desiderio di entrare in acqua fugg\u00ec dal fiume salendo di corsa le scale dei Murazzi e rientr\u00f2 nel mezzogiorno frenetico della metropoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La voce sottile di sua madre nel corridoio\u00a0 rispondeva\u00a0 al telefono nero appeso al muro ; era Carlo che le dava appuntamento sotto l\u2019albero del Castello,\u00a0 nella piazza pi\u00f9 bella della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Un\u2019ora dopo era sotto la tonda ombra, fuori dal sole di luglio, e la storia inizi\u00f2 e prosegu\u00ec come tante altre, con slanci, dubbi, tradimenti, frasi dilatate all\u2019infinito e fin\u00ec con l\u2019ostinato amore di Marta e l\u2019incomprensibile rifiuto di lui.<\/p>\n<p>erano stati a Firenze insieme, visitando il ponte vecchio, il museo e mangiando in una trattoria dove Carlo le aveva stretto\u00a0 la mano dicendole che l\u2019amava.<\/p>\n<p>Lo aveva raggiunto senza avvisarlo a Venezia per la biennale del Festival del cinema , cui Carlo partecipava\u00a0 come fotografo, aveva trovato\u00a0 un alberghetto economico e si era presentata a lui con il viso dipinto di colori\u00a0 , come a un triste Carnevale dell\u2019anima. Carlo le disse che non poteva restare con lei\u00a0 e Marta delusa\u00a0 fugg\u00ec\u00a0 un\u2019altra volta , prese il treno e ritorn\u00f2 a Torino.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo incontro avvenne in un bar di Via Po all\u2019angolo con Piazza Vittorio, erano seduti davanti alle vetrate e lui le spiegava che l\u2019amava, ma non si fidava di lei, troppe volte l\u2019aveva tradito e in effetti Marta pensava che i suoi atteggiamenti non fossero normali , ma era disperatamente innamorata di lui e non sapeva come dire, spiegarsi .<\/p>\n<p>Quando lui partiva per il suo lavoro Marta \u00a0non riusciva pi\u00f9 a concentrarsi per dare esami, usciva di casa e frequentava via Po, i suoi bar, le sue bancarelle di libri usati, vagava senza meta e conosceva gente di tutti i tipi, anche strani o loschi, e invariabilmente si ritrovava a far l\u2019amore con uomini appena conosciuti, quasi una coazione a ripetere un gesto\u00a0 che per lei non significava nulla, non era il dare l\u2019anima, era una sorta di autopunizione inconscia : all\u2019epoca le parve di essere una ragazza libera, anticonformista, una compagna che dal movimento \u00a0aveva appreso la liberazione sessuale, la morte della famiglia e la ribellione ad ogni autorit\u00e0 e regola sociale.<\/p>\n<p>Carlo\u00a0 l\u2019aveva presentata a sua madre e aveva voluto farle conoscere il fratello minore e la sorellina Annalisa, una bimba\u00a0 incantevole, bionda con due codini infiocchettati di rosa. La frangetta sottolineava due occhi a mandorla sorridenti e strizzati di gioia, labbra da cui usciva una vocina stridula che riportava alla sua diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Carlo voleva sposarla, si era parlato di questo, ma aveva capito che Marta era malata e aveva deciso che non avrebbe potuto aiutarla.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo suo regalo fu una sciarpa di seta gialla e viola che conserv\u00f2 per lungo tempo e che ora la strangolava come il sacco di tela di allora: il cortile, le galline urlavano o era lei che gridava per un altro inspiegabile abbandono<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10081\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10081\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica tipo, pens\u00f2, mentre il corso si perdeva dietro le rotaie: cinema alle diciassette con Anna, l\u2019amica pi\u00f9 puntuale in senso affettivo, e poi discussione sul film, accompagnata dall\u2019ennesimo caff\u00e8. 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