{"id":10076,"date":"2012-05-26T16:35:12","date_gmt":"2012-05-26T15:35:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10076"},"modified":"2012-05-26T16:35:12","modified_gmt":"2012-05-26T15:35:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-gnoti-sauton-socrate-di-maria-anania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10076","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Gnoti Sauton (Socrate)&#8221; di Maria Anania"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cap. I<\/strong><\/p>\n<p>Non sono mai stato granch\u00e8 interessato all&#8217;argomento amore. Non ho mai capito fino in fondo frasi come\u00a0 \u201cho perso la testa\u201d o \u00a0\u201cfarei follie per lei\u201d.<\/p>\n<p>Di solito, di fronte a queste dichiarazioni estreme, annuisco convinto, fingendo una consapevolezza che non possiedo.<\/p>\n<p>Come mai?\u00a0 Beh, ora vi svelo un segreto. Vi dico qualcosa di me. Qualcosa che nessuno altro al mondo s\u00e0.<\/p>\n<p>Io non provo niente.\u00a0 Io sono vuoto dentro.\u00a0\u00a0 Io vivo di finzione.<\/p>\n<p>Quando scruto dentro di me, nel tentativo di richiamare echi sepolti correlati a parole come sentimento, passione, trasporto, scopro ( ma non \u00e8 il verbo esatto perch\u00e8 non scopro nulla, io lo so dall&#8217;inizio del mio mondo) solo il silenzio dell\u2019 anima, l\u00e0 dove il mio vuoto risuona assordante.<\/p>\n<p>Dentro me, a palpitare vi \u00e8 solo fredda razionalit\u00e0,\u00a0 lucida analisi, levigata osservazione dei comportamenti altrui, per meglio replicarli.<\/p>\n<p>Non sento niente, non provo nulla, non ho termini di paragone, non ho sussulti, n\u00e9 vibrazioni.<\/p>\n<p>Il mio mondo interiore \u00e8 interamente in bianco e nero. In esso, un vento freddo, soffia perenne, alitando su bianche distese immote.<\/p>\n<p>In me alberga solo lo sgomento di chi, senza riferimenti, si sente alieno tra altri esseri che invece traggono energia vitale dell\u2019impeto delle loro emozioni.<\/p>\n<p>Come in una rappresentazione del teatro delle ombre, simulacri di quello che dovrei provare, recitano per me la parte giusta di figlio, di amante, di amico, di vicino di casa.<\/p>\n<p>Da quanto posso ricordare \u00e8 sempre stato cos\u00ec.\u00a0 Legami con nessuno, affetto per nulla, empatia assente.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine di mia madre, prepotente e autoritaria, forse non perfetta, ma non l&#8217;ultima delle madri, non evoca nel mio cuore, tenerezze n\u00e9, se \u00e8 per questo, rancori.<\/p>\n<p>Mio padre, uomo assente e debole, ma non per questo il peggiore dei padri, lo posso osservare con la curiosit\u00e0 distaccata di un entomologo per una\u00a0 farfalla infilzata.<\/p>\n<p>Non trovo nulla\u00a0 per i pochi amici e i parenti che hanno costellato la mia esistenza, nulla che possa assomigliare a un sentimento.<\/p>\n<p>Nessun trasporto per le ragazzine che ho corteggiato, e qualcuna anche avuto, raccolte lungo la strada della mia vita.<\/p>\n<p>Brevi relazioni intessute per il desiderio di omologazione e interrotte dopo poco, per la paura che qualcuna di loro potesse scorgere, dietro il mio sguardo sorridente da bravo ragazzo, il vuoto ghiacciato che vi abita.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe provare qualcosa. Mi piacerebbe vivere immerso nelle passioni, perdere la testa, persino soffrire per qualcuno. Ma cos\u00ec non \u00e8 mai stato, ne mai lo sar\u00e0. E forse \u00e8 un bene. E comunque debbo farmene una ragione, perch\u00e9 io sono fatto cos\u00ec.<\/p>\n<p>Comprenderete la mia sorpresa, quindi, quando sperimentai, in una calda mattinata di luglio, l&#8217;esperienza di quello che chiamate colpo di fulmine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cap. II<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei era seduta sui gradini di un vecchio palazzo avvolta pur nella calura estiva, in strati di indistinguibili coperte e cappotti. Teneva la testa china ma, all&#8217;improvviso, mentre passavo distratto accanto a lei, sollevo lo sguardo e mi fiss\u00f2 dritto negli occhi.\u00a0 Ebbi un sussulto, magnitudo 7 credo, ma continuai a camminare, totalmente in preda al panico. Fatti pochi metri dovetti fermarmi per fare un resoconto dei battiti del mio cuore ed esaminare la situazione. Poi tornai indietro e le parlai. Dolcemente, come sono abituato a fare, delicatamente come vuole la sceneggiatura che qualcuno ha scritto per me.<\/p>\n<p>Lei mi guardava in silenzio e questo aument\u00f2, se mai fosse possibile, l&#8217;attrazione forte e determinata che provavo per lei. La convinsi a seguirmi e me la portai a casa.<\/p>\n<p>Giunti al riparo delle pareti domestiche, con docilit\u00e0 si lasci\u00f2 spogliare dei mille strati che la ricoprivano e senza un gesto si fece lavar via, immersa nella vasca che avevo riempito per lei, la sporcizia di secoli e delle tante strade percorse.<\/p>\n<p>Insaponai la sua schiena curva e i suoi piedi luridi. Strofinai i suoi capelli, lunghi ed unti. Carezzai le sue mani sciupate e pulii, una per una, le sue unghie.<\/p>\n<p>Poi la misi a letto, avvolta in uno dei miei pigiami puliti.<\/p>\n<p>La lasciai dormire ed uscii per fare la spesa per prepararle al risveglio, una perfetta colazione.<\/p>\n<p>Lungo la strada mi sorpresi a canticchiare una vecchia canzone francese. Una canzone d&#8217;amore.<\/p>\n<p>Da quel momento le mie giornate, di punto in bianco, cominciarono ad acquisire sapori nuovi, farcendosi di sensazioni mai sperimentate, che andavo assaporando sulla punta della lingua assicurandomi, prima di deglutirle che non fossero per me, veleno.<\/p>\n<p>La lavavo, la vestivo, cucinavo per lei, le parlavo lentamente di me e dei miei pensieri. Lei mi guardava sempre silenziosa e faceva sua, fino in fondo, ogni mia pi\u00f9 piccola fibra.<\/p>\n<p>Mai nella vita avevo sperimentato quella rilassante sensazione di essere al sicuro, accettato nella mia diversit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando uscivo, per andare al lavoro o a sbrigare le mille faccende del mio quotidiano, la portavo dentro il mio cuore, continuando l&#8217;osmosi con i suoi occhi.<\/p>\n<p>La notte il suo respiro leggero, vicino a me, non mi permetteva di dormire. Troppa l&#8217;eccitazione di poter scendere gi\u00f9, nei meandri della mia anima, a scandagliare ripostigli e pieghe che non credevo esistessero.<\/p>\n<p>Analizzavo e catalogavo ogni sensazione nuova e, per la prima volta in tutta la mia vita, mi sentii uguale a tutti gli altri. Uno di voi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cap. III<\/strong><\/p>\n<p>Poi, come in tutte le favole, giunse improvvisa come lama di ghigliottina, la parola fine.<\/p>\n<p>Poi, un brutto giorno, lei mi parl\u00f2.\u00a0 E f\u00f9 per dirmi parole senza senso, vapore acqueo che non riusciva a condensarsi.<\/p>\n<p>Ricordo una serie di espressioni di generica, puerile, gratitudine, insulsi apprezzamenti per la mia (si credo abbia detto proprio cos\u00ec) \u00a0\u201cnobilt\u00e0 d&#8217;animo\u201d, accenni ridicoli di rammarico per l&#8217;imminente abbandono, e parole, parole\u2026<\/p>\n<p>Parlava rapida, come a voler recuperare tutto il silenzio del mondo, senza guardarmi, mentre riempiva uno squallido sacchetto della spesa con le sue insulse cose.<\/p>\n<p>Io, poggiato allo stipite della cucina, avvertivo solo le vibrazioni dell&#8217;aria intorno a me, onde circolari che si espandevano dalle sue labbra e sentivo il vento, che tornava impetuoso a soffiare sulle distese delle mie nevi eterne.<\/p>\n<p>Le avevo dato il tempo per riprendere fiato, disse, le avevo concesso di fare mente locale e decidere di ricominciare a tessere la sua vita, disse, le avevo regalato un&#8217;altra possibilit\u00e0, disse.<\/p>\n<p>Che dolce.<\/p>\n<p>Mi sorpresi a sorridere mentre senza preavviso, mi sentii riaddensato, finalmente coerente.<\/p>\n<p>Raddrizzai le spalle e mentre inspiravo forte come chi emerge dalle profondit\u00e0 degli abissi, ammirai l\u2019immagine mentale di una scritta antica, reminescenza lontana di svogliati studi adolescenziali: \u201cgnoti saut\u00f2n\u201d\u00a0 recitava:, conosci te stesso.<\/p>\n<p>Cara, pensai allora, anche io ti debbo gratitudine. Anche io non ti dimenticher\u00f2 mai, dissi piano a me stesso.<\/p>\n<p>Non avrei mai creduto di riuscire a sperimentare sensazioni tanto forti, sentimenti cos\u00ec intensi, emozioni talmente vitali, colorati\u00a0talmente vividi, come quelli che provai mentre stringevo le mie dita attorno al suo collo. Mai fui cos\u00ec vivo come mentre osservavo la vita abbandonare i suoi occhi verdi.<\/p>\n<p>Avevo trovato la mia strada, la mia pi\u00f9 autentica vocazione. Adesso sapevo, finalmente, chi ero e quale era il mio posto nel mondo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10076\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10076\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cap. 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