{"id":10062,"date":"2012-05-26T16:33:30","date_gmt":"2012-05-26T15:33:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10062"},"modified":"2012-05-26T16:48:18","modified_gmt":"2012-05-26T15:48:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-la-storia-di-gladys-di-giuseppina-canzoneri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10062","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;La storia di Gladys&#8221; di Giuseppina Canzoneri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Veneris dies. Hora quinta. Suono. Qualche minuto e la porta spalanca un sorriso. Mi viene incontro il profumo di ordine. Il silenzio di una donna che aspetta. &#8211; <strong>Ciao, buongiorno<\/strong> &#8211; mi saluta. Rispondo e muovo dentro la stanza. Il sorriso \u00e8 breve. La porta si chiude. Esclude il mondo. Gli altri. Le invenzioni e le convenzioni. Sul tavolo del soggiorno brillano pietre colorate. Fili intrecciati. Mi fermo e osservo. Un lavoro interrotto. Qualche domanda. Una breve distrazione. Gladys mi precede sul terrazzo. Un dialogo <em>en plein air<\/em>. Il nostro. Gioco. Immagino di essere Berthe Morisot, allieva di Corot, artista impressionista pi\u00f9 volte ritratta da\u00a0Manet pronta a trattenere le nuances che il mattino concepisce sugli angoli di un terrazzo che aspetta. Attrezzi stanchi, sparsi l\u00e0 e qua. Le sedie sono tante. Scelgo la prima a sinistra, sul lato pi\u00f9 lungo del tavolo, quello che apre lo sguardo sul Parco del \u2018Residence Elena\u2019. Ne ho facolt\u00e0. Un tavolo rettangolare. Grande. Coperto di stoffa. Ci sediamo. L\u2019estate spiegata trascina un effluvio di <em>Jasminium auriculatum. <\/em>L\u2019ultimo. Guardo Gladys. E\u2019 inquieta. Vuole raccontarsi. Circostanza che accolgo come si accoglie un regalo. Con gioia e riconoscenza. Vestita di simil modano \u2018rosso-opaco di fiore nuovo\u2019 abbottonato sul davanti, Gladys Camal Boudou anzi, Marie-Gladys Camal Boudou sposata Massarella, nasconde i suoi ricordi dietro gli occhiali <em>marronetartaruga.<\/em> Le faccio qualche domanda con levit\u00e0, senza n\u00e9 inquisire, n\u00e9 indagare. <strong>\u2013 Sono nata a Port Louis, il 1 maggio 1946 \u2013<\/strong> sussurra con un abbozzato rotacismo melanconico. Un sospiro. Una pausa. La osservo con impegno. Mi accorgo che indossa orecchini lunghi di avorio e corallo. Intorno al collo una catenina d\u2019oro trattiene il simbolo della sua fede. Alle dita alcuni anelli. Di famiglia. Quelli che si indossano in occasioni particolari. Quelli che si ereditano e si lasciano in eredit\u00e0. Resto in silenzio. Corre tra noi un\u2019apprensione che solo a distanza di qualche giorno riesco a collocare. <strong>&#8211; Sono partita dall\u2019aeroporto di Plaisance nel 1972<\/strong> &#8211; continua &#8211; <strong>Ho viaggiato con Alitalia. Primo volo in linea diretta Mauritius\u2013Italia &#8211; . <\/strong>Il suo primo volo. Gladys \u00e8 arrivata a Roma a 26 anni orfana di tutti. Di sua madre, morta quando ne aveva quattro. Di suo padre e di sua nonna quando ne aveva compiuti appena diciotto.<strong> &#8211; Dopo la morte di mia madre mio padre mi abbandon\u00f2. Non si occup\u00f2 pi\u00f9 di me. N\u00e9 di me, n\u00e9 di mia sorella Edvige, n\u00e9 di mia sorella Ghislaine &#8211;<\/strong>. Era stato bravo il padre di Gladys, non aveva scontentato nessuno. Era andato e basta. Con ragione e senza abbracci. Portandosi dietro la speranza. Lasciando la disperazione. Le tre sorelle Edvige, Ghislaine e Gladys Camal Boudou, avevano continuato a vivere nonostante tutto. Nonostante il lutto. L\u2019assenza. Il vuoto. Gli esperti la chiamano resilienza: \u2018la capacit\u00e0 umana di affrontare le avversit\u00e0 della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente\u2019 ( Grotberg).<\/p>\n<p><strong>&#8211; Siamo cresciute, con mia nonna Charlisa, la mamma di mia mamma &#8211; . Ogni mattina Charlisa ci portava in chiesa. Alle sei. Dalle sei alle sette. Tuttetuttetutte le mattine della mia vita. Della nostra vita<\/strong> \u2013 <strong>In chiesa le suore francesi trascrivevano sul registro i nostri nomi. Una sorta di registro delle presenze. Trascorsi sei mesi, se eravamo state sempre presenti ci regalavano qualche metro di stoffa. Rigorosamente a quadretti. Giusto per un vestito -. <\/strong>Nel raccontare la messa, le suore francesi e la stoffa a quadretti Gladys scopre i pantaloncini che indosso e indicandoli mi dice: &#8211; ecco la stoffa simile a questa.\u00a0 Una coincidenza. Una casualit\u00e0. La sua stoffa. I miei pantaloncini. Io amo i quadretti. Gladys no. Per Gladys la stoffa a quadretti rappresenta un ricordo vincolato. Per me l\u2019estate. La libert\u00e0. Continua. A tratti la glottide le si restringe inibendole il respiro e rendendola quasi afona. \u2013 <strong>Mia nonna con i soldi della sua pensione a volte ci comprava la stoffa bianca. E cos\u00ec anche io, come le altre bambine, potevo indossare il vestito bianco. Solo la domenica. Solo in occasioni particolari <\/strong>-. Il vestito bianco. Il vestito della festa. Il vestito che non si eredita e non si lascia in eredit\u00e0. Il vestito bianco. La stoffa bianca. Nonna Charlisa. Mentre ascolto osservo. Mentre osservo e ascolto, penso. Mi sta succedendo qualcosa. Gladys parla lentamente e a tratti i ricordi si trasformano in dolore. Il dolore di Gladys \u2013 <strong>Nel 1960 <\/strong><strong>l\u2019uragano <strong>Ophelia<\/strong><\/strong> <strong>ci devast\u00f2 la casa di legno nella quale abitavamo. Restammo imprigionate per diversi giorni e alcune notti. Ci salvammo grazie a mia nonna la quale arrangi\u00f2 una protezione con il letto di ferro. Paura. Buio. Ricordi indelebili. Perdemmo la casa e tuttotuttotutto -. <\/strong>Mentre Gladys racconta sento la sua paura. Vedo il suo buio. Leggo la sua disperazione. \u2013 <strong>Ho potuto frequentare fino alla sesta elementare e poi nel 1957 a undici anni ho cominciato a lavorare in fabbrica. Una fabbrica cinese. Ero la pi\u00f9 piccola del gruppo. Incartavo le caramelle. A volte di nascosto mangiavo quelle che non erano riuscite bene. Era proibito. Avevo undici anni. Mi alzavo alle cinque. Alle sei andavo a messa fino alle sette. Dalle sette alle sei di sera lavoravo in fabbrica. A casa non avevamo l\u2019acqua. Mangiavamo riso e legumi -. <\/strong>Si \u00a0ferma. Tace. Sospira. Gladys oggi vive ad Anzio. Ha due figlie, Consuelo e Letizia. Due generi che l\u2019adorano. Tre nipotini che la chiamano nonna. Nonna Gladys. Ha vissuto a Palermo prima e a Roma dopo. Io di Gladys conoscevo la sua erre moscia. Il colore della sua pelle. I suoi occhiali marronetartaruga. Il suo sorriso spento. Oggi conosco la sua paura. Il suo Buio.\u00a0 Il suo lutto. Il suo vuoto. La sua vita. Grazie Gladys.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10062\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10062\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Veneris dies. 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