{"id":10042,"date":"2012-05-25T11:18:21","date_gmt":"2012-05-25T10:18:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10042"},"modified":"2012-05-25T11:18:21","modified_gmt":"2012-05-25T10:18:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-momento-di-matteo-stelloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10042","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Momento&#8221; di Matteo Stelloni"},"content":{"rendered":"<p>Sono nella casa dove ho \u00a0vissuto fin da piccolo: uno sputo di giardino con un piccolo vialetto di ghiaia che lo trapassa e lo separa. \u00c8 mattino probabilmente, la mamma ha gi\u00e0 sfornato il primo giro dei suoi famosissimi biscotti zucchero ed alchermes. Alchermes? Tradizione popolare e mistero.<\/p>\n<p>Sento i passi di mio padre, con i suoi pochi chili sulle gambe, traversare il corridoio ed avvicinarsi alla porta della camera:<\/p>\n<p>\u201c Buongiorno! \u00c8 Natale, oggi.. Avanti, che ti aspettiamo tutti in salotto \u201d.<\/p>\n<p>Mi avvolgo nella coperta e rifletto: \u201c Tutti? Tutti chi? \u201d.<\/p>\n<p>La portata nazionalpopolare della frase del babbo mi angoscia, mi immagino gi\u00e0 la ressa, i pacchi e i sorrisi: troppo, per chi si \u00e8 appena svegliato. Mi copro fin sopra la testa e mi guardo le mani: piccole e lisce. Devo avere all\u2019incirca sette anni perch\u00e9 provo a toccare la sponda finale del letto, ma mi rendo conto di aver uno scarto largo quanto almeno un ipotetico stretto della manica.<\/p>\n<p>Stretto nella manica, la sinistra, ho un orologio: colorato e lucente segna le ore nove. Allora mi alzo, piede sinistro e piede destro dentro le pantofole: le pantofole sono un cane. O meglio ne hanno la forma del muso. Divertenti le canine calzature, proprio non le ricordavo. Vado verso il bagno, devo far rumore, perch\u00e9 dal salotto si leva una voce benevola:<\/p>\n<p>\u201c Buongiorno piccolino!\u201d.<\/p>\n<p>\u201c Dev\u2019essere la nonna.\u201d Sospiro.<\/p>\n<p>Piccolino.. sono anni che ormai non sento quel nome, sono anni che ormai non sento quella voce. Apro la porta del bagno, i miei fedelissimi \u201csegugi\u201d mi portano dritti all\u2019armadietto dove trover\u00f2 dentifricio e spazzolino. Colorati, entrambi. Lo spazzolino \u00e8 sostenuto da due zampette anfibie in vera plastica anni \u201990: tutte queste parti animalesche mi strappano un sorriso e lo vedo, nello specchio. Arrivo a malapena a scorgermi il mento: il volto piccolo, gli occhietti abbottonati, i capelli..<\/p>\n<p>Che bella sensazione.. I capelli. Tanti, color castano, sono tutti spettinati: morbidi. Soffici, come il tempo non ti fa ricordare. Mi tocco il viso: niente barba, mi abbraccio e mi stringo, come fossi mio figlio. Passate le nostalgiche visioni e gli abbracci di un me che sar\u00f2 al me che ero, mi trovo sulla porta del salotto: Babbo, Mamma, Nonna e Sorella. Hanno tutti l\u2019et\u00e0 che pi\u00f9 non ricordavo, l\u2019et\u00e0 migliore per quel che i miei occhi possono ricordare.<\/p>\n<p>\u201c Zanzara!\u201d dice sorridendo mio padre \u201c Cosa fai li sulla porta? Vieni qua, che stanotte \u00e8 passato Babbo Natale!\u201d.<\/p>\n<p>Babbo Natale. Dov\u2019era finito? Dentro quale caminetto si fosse incastrato non mi era dato saperlo, ma oggi nei miei sette anni ne sentivo parlare, di nuovo. Da nuovo. Una strana rinascita improvvisa, come quei fiori che sotto la neve trovano la forza di nascere e uscir fuori: puri e rigogliosi.<\/p>\n<p>Faccio il primo passo, ed eccolo. Non Babbo Natale, lui era solo di passaggio, ma l\u2019albero. Troneggiava nel centro della stanza dentro il suo vaso rivestito con cura in una carta rossa increspata. Le palline: tutte diverse. Le luci: tutte di colori e ritmi diversi. L\u2019albero prima dell\u2019avvento delle convenzioni mi viene da pensare: follia figurativa figlia della genuina genialit\u00e0 del nostro essere bambini. Mi avvicino come farebbe il miglior fedele verso un\u2019immagine sacra: con discreta circospezione. Arrivo a toccarne le punte: \u00e8 vivo, \u00e8 vivo e profuma, di quell\u2019odore che anni di plastica e praticit\u00e0 non mi han fatto pi\u00f9 sentire. Ma la poesia svanisce o meglio, si trasforma quando.. \u201c Sbam!\u201d. Mi volto e sento la schiena friggere, cos\u00ec ho pensato: friggere. Mia sorella ride: 13 anni direi, capelli lunghi riccioli fin sotto le spalle ne inquadrano gli occhi, aperti e grandi come il cielo.<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno!\u201d dice.<\/p>\n<p>Cordiale direi. Cordiale a suo modo riflettendoci. Quel modo imbarazzato di rapportarsi: sincero. Fatto di botte e dispetti che domani chiss\u00e0 in quale scatola riporr\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cVieni?\u201d mi tende la mano paffuta e me la poggia su un pacco.<\/p>\n<p>Una scatola alta quanto un grattacielo, mi arriva fino al petto. \u00c8 la prospettiva che non avevo, ma che adesso rende tutto gigantesco e mi inebria. Mi ubriaca senza sapere ancora cosa possa essere l\u2019ubriachezza, mi fa tremare e mi muove le piccole mani su quella carta in modo deciso ma un po\u2019 maldestro, fino a svelarne il contenuto: una nave. Mi volto, istantaneamente, ed ecco che i loro volti si fanno una fotografia: mia madre sorride bellissima, mio padre mi guarda con gli occhi attenti, mia nonna strizza l\u2019occhio. Mia sorella per quel che riesco a capire, mi abbraccia.<\/p>\n<p>Un momento. Un momento per riscoprire tutto quello che era, non solo il Natale, non solo il bambino. Quello che era quel momento.\u00a0 Momento: usato in letteratura a significare importanza, gravit\u00e0. Nessuna gravit\u00e0, ma molta importanza: per quel bambino di sette anni.<\/p>\n<p>Suona la sveglia: le sette e trenta di un giorno qualsiasi in un anno qualsiasi. Mi alzo dal letto e corro verso il bagno, dopo solo mezz\u2019ora mi attende l\u2019ufficio. Mi lavo i denti in fretta, corro verso la sala da pranzo dove frettolosamente agguanto un biscotto: lo divoro. Accendo la tv, ascolto il meteo ed il telegiornale mentre in quattro e quattro otto, riesco a mettere nell\u2019ordine: calzini, pantaloni, camicia, giacca. Spengo il ricevitore e chiavi in mano mi trovo alla porta, spingo la maniglia:<\/p>\n<p>\u201cLe scarpe!\u201d. Grido verso me stesso.<\/p>\n<p>Torno in camera, mi siedo sul letto. Prendo la prima scarpa e la calzo, poi la seconda, ma scivola. La raccolgo \u00a0e nel voltarla, sotto di lei, nel cuoio: una nave.<\/p>\n<p>Un momento: importante. Quel natale, quei sorrisi, quella foto, qual calore, quel tempo: un momento. Ora la vita, in un momento: gravit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10042\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10042\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nella casa dove ho \u00a0vissuto fin da piccolo: uno sputo di giardino con un piccolo vialetto di ghiaia che lo trapassa e lo separa. \u00c8 mattino probabilmente, la mamma ha gi\u00e0 sfornato il primo giro dei suoi famosissimi biscotti zucchero ed alchermes. 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