{"id":10019,"date":"2012-05-27T22:14:25","date_gmt":"2012-05-27T21:14:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10019"},"modified":"2012-05-27T22:14:25","modified_gmt":"2012-05-27T21:14:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-hamadou-di-benedetta-lenci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10019","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Hamadou&#8221; di Benedetta Lenci"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Hamadou si volse verso il prato giallo dietro di loro. Era il solo ragazzo al tavolo, e non aveva pi\u00f9 voglia di ascoltare quelle cose insulse che i grandi raccontavano, tipo dove erano stati in vacanza o quel che facevano al lavoro. Al tavolo in fondo c\u2019era quello grasso col Game Boy, ma non si poteva muovere, sua madre lo marcava a vista. E lui, era inchiodato l\u00ec. Era caldo e nonostante il canniccio della tettoia il sole si faceva sentire. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Si alz\u00f2 con fare noncurante. Per avere via libera, attraverso gli occhiali da sole cerc\u00f2 lo sguardo di suo padre. Lui gli sorrise tranquillo dalla parte opposta del tavolo, soddisfatto del pranzo e della bella giornata. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Hamadou si allontan\u00f2, costeggi\u00f2 il prato tenendosi all\u2019ombra del muro e svolt\u00f2 l\u2019angolo. Arrivando aveva visto un cartello che indicava la piscina, puntato dritto contro un sentiero che attraversava l\u2019oliveto. Doveva vedere tutto di quel mondo cos\u00ec diverso dal suo. L\u2019anno prima, appena arrivato da Dakar, aveva trovato la neve, all\u2019aeroporto di Bologna. L\u2019eccitazione di andare finalmente in Europa era scomparsa di fronte all\u2019imprevisto e aveva avuto paura. Tante cose nuove e sconosciute, quella lingua incomprensibile, e poi non riuscire a fare i compiti, non riuscire a giocare con gli altri ragazzi come avrebbe voluto, comandando. Ma la moglie di suo padre diceva a tutti che lui era bravo, forte e furbo e che presto sarebbe diventato il capetto del cortile. Cos\u00ec, ci aveva voluto credere e da allora aveva deciso che niente lo avrebbe intimorito.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Si incammin\u00f2 per il sentiero tra gli olivi, in salita fra i poggi. Nell\u2019aria, l\u2019ossessivo frinire delle cicale cancellava ogni altro rumore. Arriv\u00f2 alla sommit\u00e0 dell\u2019oliveto e guard\u00f2 gi\u00f9. Il sentiero continuava ancora per qualche decina di metri e finiva contro una piscina dall\u2019acqua azzurrissima, addossata ad una sporgenza di roccia che forniva come un riparo naturale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Decise che quello era il posto giusto per lui, molto, molto meglio di quello stupido pranzo sulla terrazza arroventata. E poi, nessun adulto in giro che l\u2019avrebbe potuto sgridare. A passo svelto arriv\u00f2 alla piscina. C\u2019erano delle sdraio lungo il bordo e qualche ombrellone aperto. La pavimentazione continuava, dopo il grottone, con altre sdraio e ombrelloni a creare una zona di relax in mezzo al verde. Non la degn\u00f2 di uno sguardo quella zona, buona solo per qualche vecchio sonnacchioso che non sapeva nuotare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Si tolse maglietta e pantaloni. Rimase un attimo perplesso sulle mutande, ma poi tolse anche quelle: non aveva il tempo di farle asciugare e bagnate avrebbero macchiato i pantaloni come se se la fosse fatta addosso. Si mise a sedere sul bordo della piscina, con le gambe a penzoloni nell\u2019acqua, aspettando il momento giusto per tuffarsi. Il sole gli batteva forte sulla pelle e la scaldava. Gli piaceva soffrire quel caldo, perch\u00e9 sapeva che, appena avesse voluto, si sarebbe immerso in quell\u2019acqua fresca.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">-Ciao bimbo.- La voce acuta alle sue spalle lo fece sobbalzare. Hamadou si volt\u00f2 di scatto. Accanto a lui stava un vecchio grasso e calvo, con la pelle di un bianco innaturale. L\u2019uomo si pass\u00f2 la lingua lentamente sulle labbra, imperlate di sudore, poi disse: \u2013Posso sedermi anch\u2019io?- <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Le ombre si erano allungate sul pendio. L&#8217;oliveto era\u00a0 quasi completamente immerso nell&#8217;oscurit\u00e0, solo sul casale lass\u00f9 in alto ancora splendeva la luce morente del sole. Hamadou alz\u00f2 lo sguardo e lo spazio che lo separava da quella casa fiammeggiante gli sembr\u00f2 infinito. Sarebbe stata dura arrivare fin l\u00e0 e subito rinunci\u00f2 a contare i poggi che doveva risalire. Si avvi\u00f2 non appena riprese a controllare il respiro. Il cuore lentamente tornava al ritmo normale, un passo dietro l&#8217;altro, un battito dietro l&#8217;altro. Sentiva il corpo pesante e dolorante, ogni movimento gli costava sofferenza e fatica. Le gambe gli bruciavano, e a ogni passo gli sembrava di alzare con il piede una palla di ferro. Si leg\u00f2 bene le stringhe delle scarpe, appena rimesse, che per fortuna non aveva perso. Un passo dietro l&#8217;altro, il fiato ritorn\u00f2 a farsi grosso. Odi\u00f2 quell&#8217;oliveto, duro, in salita, quell&#8217;erba alta e secca che gli graffiava le gambe attraverso i pantaloni leggeri. Al suo paese non c&#8217;erano quelle pendenze cos\u00ec ripide e quegli alberi, storti, piegati, contorti, tanto che gli sembravano cattivi. Alz\u00f2 di nuovo la testa e di nuovo quella casa gli parve lontana, come se si fosse spostata mentre lui saliva. Riprese a camminare e super\u00f2 un tratto pi\u00f9 ripido. Si ferm\u00f2 per riposare, addossato a un albero nato proprio sul ciglio del terrazzo e che poi, per riconquistare stabilit\u00e0, si era allungato col tronco tutto indietro, formando una specie di scivolo. Hamadou vi si appoggi\u00f2 e chiuse gli occhi. Ancorato a quell&#8217;albero, si vide il grassone davanti e lui che con tutta la forza che aveva colpiva quel vecchio con un gran calcio e quello perdeva l&#8217;equilibrio e cadeva, gi\u00f9, gi\u00f9, senza fermarsi, rotolava di poggio in poggio, volando e sbattendo, e quasi rimbalzando, tutta quella ciccia grassa molle bianca che si sporcava di terra, che si graffiava, che si feriva, che finalmente sanguinava. Sangue rosso che spiccava sulla faccia pallida, e che colava sulla pancia lucida di grasso, sulle cosce di maiale. Le sue manine tozze che si tendevano, a cercare disperate un appiglio, che non c&#8217;era, no, non c&#8217;era. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Hamadou abbracci\u00f2 quel tronco inclinato e si accorse della sua superficie rugosa, fessurata. Con il dito percorse le incisioni e le sent\u00ec morbide e accoglienti, appena increspate dai muschi secchi, gialli, che vi si erano raccolti. Si guard\u00f2 intorno e not\u00f2 che tutti gli alberi erano cos\u00ec, vecchi, forse stanchi, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">segnati<\/span><\/span><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Riprese a salire, dopo aver tirato un gran respiro, puntando deciso verso la meta. Un piede dietro l&#8217;altro, un battito dietro l&#8217;altro, un albero dietro l&#8217;altro. E poi un altro poggio e un accenno di sentiero che gli agevolava il cammino. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Dopo un po&#8217; si decise a scrutare l&#8217;orizzonte e questa volta, s\u00ec, la casa era pi\u00f9 vicina. Brava, non si era spostata. Ormai mancava poco, qualche minuto e sarebbe stato l\u00ec. Si ferm\u00f2 per riprendere fiato per l&#8217;ultima tappa. Sedette per terra, voltandosi verso il pendio. L&#8217;oliveto si stendeva ai suoi piedi placido e largo come una coperta. Guard\u00f2 gi\u00f9, verso la piscina, ormai lontana. Lo vide con facilit\u00e0, quel corpo bianco che spiccava, eccolo l\u00ec, ancora rotolava tra gli alberi, pi\u00f9 lento, s\u00ec, era riuscito a frenare la sua corsa, aggrappandosi ai rami pi\u00f9 bassi, all&#8217;erba pi\u00f9 alta, ma non a fermarsi. Non poteva fermarsi, mettersi in salvo. Hamadou guard\u00f2 la sua faccia, vi lesse\u00a0 disperazione e insieme senso di colpa, brutto bastardo, allora lo sai che ti sta bene! Che pensavi&#8230; Ora vuoi salvarti eh, vuoi che ti aiuti? Ti faccio crepare, io! Crepa, crepa, crepa! <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Un urlo strozzato gli usc\u00ec dalla gola, un urlo e un singhiozzo, e non fu capace di trattenersi e url\u00f2 forte, sempre pi\u00f9 forte, con tutto il fiato che aveva, fino a non\u00a0\u00a0 averne pi\u00f9. Poi cominci\u00f2 a piangere, convulso, il corpo incapace di fermarsi, dominato dai singhiozzi che dalla gola scendevano sulle spalle e sul busto, le braccia strette intorno al corpo e le gambe che sbattevano impazzite, come falene senza ali. Quando il corpo si plac\u00f2, stanco di dolore, Hamadou sent\u00ec calde le sue lacrime, che, scappando via dagli occhi, gli solcavano il viso come un canyon, scivolando gi\u00f9 fino alla bocca. Il suo viso era il tronco dell&#8217;olivo, inciso dai segni delle lacrime, e lui beveva quel liquido salato e bevendolo si placava. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Si rialz\u00f2, controllandosi, e riprese il sentiero. Arriv\u00f2 all&#8217;agriturismo, scavalc\u00f2 la palizzata di legno e si avvi\u00f2 verso il ristorante. Sentiva la musica di sottofondo e le voci allegre di chi era rimasto a divertirsi. Aveva ripreso il controllo e sapeva che sarebbe apparso sulla terrazza con il pi\u00f9 normale degli sguardi, era bravo a dissimulare. S\u00ec, giur\u00f2 a se stesso che mai nessuno nella vita avrebbe saputo quel che gli era successo quel pomeriggio. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">Si ferm\u00f2 alla fontanella, controllando di essere in ordine. Tolse la maglietta per vederla bene, tutto a posto. I pantaloni erano sporchi sul sedere e in fondo, ma non ci sarebbe stato niente di strano. Che le mutande non ci fossero, s\u00ec, era strano, ma era sicuro di riuscire a nasconderlo. Si lav\u00f2 il viso con l&#8217;acqua fresca e si accorse di avere le mani e le gambe sporche di sangue. Il suo sangue. E allora vide quelle sporgenze di roccia bianca che punteggiavano qua e l\u00e0 l&#8217;oliveto, e vide che il grassone era riuscito a rimettersi in piedi, barcollando, cercando l&#8217;equilibrio per salvarsi e che lui era su un poggio proprio sopra la sua testa e prendeva bene la mira con il piede e gi\u00f9, gli assestava un calcio deciso e preciso sulle spalle cos\u00ec che lui cadesse, grave, come un sacco di patate, con tutta quella ciccia che pesava, gi\u00f9 di colpo per terra, schiantando la sua grossa testa proprio su quel masso, e vide che la testa si rompeva, si spaccava come un&#8217;arancia matura e ne uscivano fiotti di sangue rosso vivo, che macchiavano tutta la pietra e tutta la faccia, dove il bianco non si vedeva pi\u00f9, era solo lo sfondo di quel sangue rosso, vivo, pulsante, che usciva, usciva, usciva come usciva la vita. S\u00ec, cos\u00ec era giusto.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Courier New, monospace;\"><span style=\"font-size: small;\">L&#8217;immagine scomparve e Hamadou torn\u00f2 alle sue mani, e poi alle sue gambe. L\u00ec vide il sangue che era scuro, canaletti di sostanza densa rappresa gli segnavano le gambe in verticale, e la sua pelle nera lo confondeva, in qualche misura lo nascondeva. Ma non lo cancellava, non poteva. L\u00ec il sangue, il suo, c&#8217;era per davvero. <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10019\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10019\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hamadou si volse verso il prato giallo dietro di loro. 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