Racconti nella Rete®

23° Premio letterario Racconti nella Rete 2023/2024

Premio Racconti nella Rete 2024 “Una camminata speciale” di Marcello Amato

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2024

Il signor Marcello era uscito di casa che non erano compiute le sei del mattino. Da quando era andato in pensione era solito svegliarsi presto e pensava che quelle del mattino fossero certamente le ore migliori per una camminata a passo veloce lungo il litorale di ponente. Così, aveva indossato un completo leggero ed un paio di scarpe comode, collegato il suo smartphone alla cuffietta Bluetooth che gli avevano regalato i suoi figli e si era sintonizzato sul suo canale radio preferito.

Erano bastati pochi passi per ritrovarsi sul lungomare ancora deserto. Da lì a poco sarebbero giunti tutti coloro che la pensavano come lui. Camminatori solitari e non, giovani ed anziani, uomini e donne, persone con qualche chilo in più ma anche longilinei, snelli, muscolosi. Sarebbero arrivati in silenzio sbucando dalle stradelle laterali o dai parcheggi dove avevano lasciato l’automobile. Oppure il signor Marcello li avrebbe visti giungere da lontano, dal punto dove sarebbe arrivato per compiere metà del suo percorso quotidiano. Qualcuno incontrandolo l’avrebbe salutato facendo un gesto con la mano o semplicemente accennando un sorriso. Altri sarebbero passati veloci senza neanche fargli caso.

Ma quella mattina il lungomare, nonostante fosse passato un quarto d’ora da quando il signor Marcello aveva iniziato la sua passeggiata, era ancora deserto. Si sentiva distinto il frangersi delle onde sulla battigia e lo stridio dei gabbiani. Non era mai successo che a quell’ora ancora nessuno avesse sentito la necessità di una corsetta rigenerante o anche soltanto di una passeggiata prima che il sole si manifestasse generoso oltre le colline ad est.

Non passava neanche un’automobile.

Il signor Marcello non ci pensò su un’altra volta; doveva esserci una spiegazione a quanto stava succedendo e non aveva alcuna intenzione, a quell’ora del mattino, di analizzare i fatti per capirne i motivi.

Alzò il volume del suo telefonino, sintonizzò meglio la frequenza della radio su RDS ed aumentò il passo. Il suo medico gli aveva spesso raccomandato di tenere un’andatura abbastanza sostenuta per almeno 45 minuti. Ciò avrebbe giovato alla sua salute riducendo il tasso di colesterolo nel sangue, regolando anche il livello degli zuccheri. E poi c’era da tenere conto della tonicità della muscolatura; in effetti, da quando aveva ripreso le sue camminate mattutine, il signor Marcello si sentiva in piena forma. Nonostante i suoi 65 anni riusciva a percorrere quasi 7 km al giorno senza stancarsi tanto.

Pensò che anche quell’anno avrebbe potuto concludere la sua camminata con un tuffo nelle acque calme e cristalline del mare di ponente. Ogni volta che l’aveva fatto ne aveva tratto dei benefici non solo fisici. Già, poteva definirlo certamente un toccasana.

Aveva da poco superato la zona del circo quando il suo telefonino cominciò a squillare interrompendo bruscamente una canzone di Vasco. A quell’ora soltanto sua moglie avrebbe potuto chiamarlo dopo essersi accorta che non era insieme a lei nel letto. Ma il numero non era quello di casa né quello del cellulare di Grazia. Stranamente, però, nessuno gli rispose. Pensò allo sbaglio di qualche utente e staccò. Si rese conto così che c’era, intorno a lui, un silenzio che si poteva definire anormale, insolito. Anche attraversando l’area dove s’era installato il circo di qualcuno della famiglia Orfei, gli era parso che vi fosse una quiete assoluta, un silenzio assordante, come direbbe il poeta.

Tornò indietro di pochi passi per averne conferma. Le gabbie erano vuote e non si sentiva alcun rumore di presenze umane. Tutto era tranquillo.

Ma si, disse fra sé il signor Marcello, sono soltanto le sei e trenta. A quell’ora non si poteva pretendere che succedesse qualcosa di diverso da quello che stava constatando percorrendo il sentiero sul terrapieno del lungomare di ponente. Sarà che oggi è un giorno speciale ed io sono l’unico a non saperlo, pensò.

Girò lo sguardo tutto intorno per accertarsi se era cambiato qualcosa in quel paesaggio mattutino, ma niente sembrava mutato. Soltanto il sole s’era alzato sull’orizzonte scavalcando gli edifici bassi edificati lungo la strada, mostrandosi così nella sua pienezza e nel suo splendore.

Bisognava riprendere il cammino affrettando il passo, e così fece il nostro camminatore, come egli stesso amava definirsi, agognando il momento in cui avrebbe potuto tuffarsi nel mare.

Così, riacceso sul telefonino il programma preferito, il signor Marcello accelerò l’andatura raggiungendo in breve tempo una velocità simile più ad una corsa che ad una camminata veloce. I muscoli delle gambe non gli facevano alcun dolore e stava bene. Provò così ad incrementare l’andatura fino a quando si ritrovò a correre. Il fiato lo sosteneva senza alcuna complicazione ed il suo corpo sembrava ringiovanito. Era una sensazione alquanto strana; non gli era mai successo di riuscire a correre a velocità sostenuta per quasi duecento metri. Capì che poteva fare di più e non ci pensò più di tanto. Adesso la sua velocità era simile a quella che avrebbe potuto sostenere un giovane di vent’anni e ne era, oltre che meravigliato, particolarmente contento.

Giunto al punto in cui generalmente faceva dietro front per tornare indietro, non si fermò. Era come impazzito. Superò di gran corsa il piccolo boschetto di pini marittimi facendo zig-zag fra i tronchi, cercando di non beccarne qualcuno, e si ritrovò, quasi senza accorgersene, sul greto del torrente. Non era mai arrivato fino a lì perché il ritorno sarebbe stato duro. Ma non se ne curò. Il signor Marcello procedette spedito verso una meta che non aveva ancora definito. Non sapeva quanto sarebbe durato il suo improvviso stato di benessere e non voleva porsi alcun limite.

La sua mente lucida e calcolatrice, mentre correva ormai ad una velocità indefinibile, analizzando i dati degli ultimi momenti, gli ricordò che aveva da poco compiuto sessantacinque anni e non era normale che una persona di quell’età potesse ottenere dal suo corpo una simile prestazione. Ma era così, lui stava quasi volando ed era una sensazione bellissima.

Le immagini dei luoghi che scopriva man mano che proseguiva nella sua corsa, si susseguivano nella sua mente ad una velocità impressionante, lasciando il posto a quelle nuove in una frazione di secondo. I fotogrammi sparati nelle sue pupille senza alcuna possibilità di elaborazione mentale, gli confusero ben presto la mente.

Fu quando la musica che si diffondeva dal cellulare cessò che il signor Marcello si rese conto di essere andato oltre, troppo lontano. Il luogo in cui si trovava non l’aveva mai visto. Una luce quasi abbagliante lo circondava ed una nuova musica riempiva le sue orecchie. Immaginò che non avrebbe concluso la sua giornata con un rinfrescante tuffo a mare.

C’era di nuovo che adesso li vedeva. Si, tutto intorno a lui, man mano che proseguiva in quel territorio ancora inesplorato, riusciva a scorgerli. Erano tutti lì i camminatori ed i corridori del lungomare di ponente o si trattava di altre persone? Che tutti si fossero dato appuntamento in quel posto gli sembrò alquanto strano.

Il primo che gli passò accanto gli sorrise ed il suo cuore si riempì di gioia. Poi anche gli altri gli si avvicinarono sorridendo e lui li riconobbe uno per uno.  Proseguendo verso il punto da cui si diffondeva la luce, il signor Marcello non riusciva a trattenere la sua emozione e gli occhi gli si riempivano di lacrime. Erano tutti lì, gli amici, i conoscenti ed i parenti che avevano già affrontato la loro corsa sul lungomare.

Erano tutti in piena forma, sorridenti e gioiosi, tutti pieni di luce, tutti pieni di Dio.

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