Racconti nella Rete®

21° Premio letterario Racconti nella Rete 2021/2022

Premio Racconti nella Rete 2022 “Salvare il mondo” di Lara Gerbi

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2022

Era già passato un mese ed era tempo di fare un primo bilancio. Non economico, per quello avrebbe ancora avuto bisogno del Signor Giordano, almeno per le prime volte. Sarebbe passato da lui per un caffè dopo pranzo, prima di riaprire il negozio, e ne avrebbero certamente parlato.

Pensava spesso con un pizzico di nostalgia e uno sconfinato affetto a tutto il tempo che avevano trascorso insieme tra quelle mura, a tutti i caffè preparati per entrambi rigorosamente dal Signor Giordano sempre con gli stessi, identici gesti.

Aveva imparato tutto dal Signor Giordano: ad acquistare i libri dalle case editrici, a posizionarli sugli scaffali compiendo quello che negli anni era divenuto un vero e proprio rito, a venderli, e mentre imparava tutto questo era diventato l’uomo che era oggi.

Soprattutto, aveva imparato a conoscere le persone. Quando entrava qualcuno, sapeva indovinare al volo se avrebbe solo dato un’occhiata, chiesto un titolo in particolare oppure un consiglio. Spesso i clienti entravano per fare un regalo e, non sapendo che titolo scegliere, gli parlavano brevemente della persona che lo avrebbe ricevuto. Stava a lui capire al volo, chiedere qualche dettaglio in più, interpretare, e poi avvicinarsi ad uno scaffale e prelevare il volume prescelto.

Un giorno, che era impresso nella sua memoria nonostante fossero passati anni,  era entrata una signora, già di una certa età, e lui aveva capito subito che avrebbe chiesto un consiglio, solo non credeva lo avrebbe chiesto a lui. Il Signor Giordano era libero e aveva accolto la cliente come sempre con gentilezza, ma lei si era diretta verso il giovane commesso.

“Vorrei un libro bello”, aveva esordito, “un romanzo lungo, che mi tenga compagnia per un po’ di tempo, e che mi insegni qualcosa. Non un classico per favore, vorrei un romanzo contemporaneo. Sono vecchia, ma voglio qualcosa di nuovo!”.

Lui aveva sorriso, dapprima per mascherare il lieve imbarazzo dovuto all’ultima affermazione della signora, poi perché l’idea iniziava a prender forma. Aveva preso il libro dallo scaffale e senza esitazione lo aveva porto alla cliente. Lei era sembrata colpita dal gesto deciso, aveva guardato la copertina e letto il titolo, ma non la trama.

“Prendo questo!”.

Si era fidata di lui e lui, quel giorno, aveva aggiunto un tassello importante per diventare un libraio migliore: aveva imparato che le persone chiedono consiglio anche per se stesse.

Aveva iniziato a lavorare per il Signor Giordano molti anni prima, esattamente il 3 novembre 2010, in tempo per la stagione dei regali natalizi. Era venuto a conoscenza di quell’opportunità lavorativa attraverso un conoscente di suo padre. Aveva solo 19 anni e non sapeva ancora che cosa avrebbe fatto “da grande”, così aveva provato. Era sempre stato un discreto lettore, ma non aveva idea se questo sarebbe stato di aiuto o meno per lavorare in una libreria. In quella, tra l’altro, non aveva nemmeno mai messo piede.

Come da accordi, si era presentato un giorno di fine ottobre nell’orario di chiusura della pausa pranzo.

“Buongiorno, sono Giulio Licheri”.

“Buongiorno, la stavo aspettando! Gradisce un caffè?”.

Era stato il primo di tanti.

Più che un vero e proprio colloquio, era stata una chiacchierata.

Il Signor Giordano aveva sempre lavorato da solo, ma quell’anno non se la sentiva di affrontare l’orda di clienti impazziti in cerca del regalo dell’ultimo minuto, li aveva chiamati proprio così, ma senza l’ombra di disprezzo o fastidio.

Doveva essere solo per un paio di mesi, giusto il tempo di ricevere il grosso degli ordinativi, disporre tutto sugli scaffali e in vetrina, fare centinaia di pacchetti regalo e poi gestire i cambi e i resi di gennaio.

Dieci anni dopo invece era ancora lì ed era diventato un libraio.

Col tempo la confidenza tra loro era aumentata e si era tramutata in affetto e grande stima reciproca, ma per Giulio il titolare rimaneva sempre il “Signor Giordano”.

Il giorno del suo decimo anniversario di lavoro in libreria (era sicuro che non fosse un caso), il Signor Giordano gli aveva comunicato la sua intenzione di ritirarsi. Voleva godersi la pensione, così aveva detto, ma non voleva sentir parlare di chiudere la libreria.

“Ho creato questo posto, e poi ci ho passato quarant’anni della mia vita. Questo non significa che io debba morirci!”.

Giulio era convinto che quella battuta fosse stata messa lì per stemperare la commozione di entrambi.

“Come sai, non ho avuto figli. La libreria è la mia creatura e, come per un genitore, è arrivato il momento di lasciarla andare per la sua strada, che poi è anche la tua. Ho passato gli ultimi dieci anni ad osservarti, ho la presunzione di averti anche insegnato qualcosa, ma soprattutto ti ho osservato. Sei pronto, più che pronto. Per il momento la libreria resterà mia ufficialmente, solo non sarò fisicamente qui, poi vedremo. Che ne pensi?”.

Giulio lo aveva ascoltato con attenzione, senza sapere cosa rispondere.

“Ricordati: la maggior parte dei libri che abbiamo venduto ha arricchito anche se impercettibilmente la vita di qualcuno. Ogni volta che abbiamo consigliato il libro giusto, io e te abbiamo contribuito a salvare il mondo”. Il Signor Giordano ci credeva davvero, e così anche Giulio.

Le settimane successive erano state strane, frenetiche. Giulio si era fatto prendere dall’ansia di avere ancora troppe cose da imparare e troppo poco tempo a disposizione, quando in realtà aveva già imparato tutto. Come aveva detto il Signor Giordano, era pronto, solo che non lo sapeva.

Stava ripensando a tutto questo quando si era accorto di un ragazzo, pressappoco della sua età, che guardava attraverso la vetrina. Era sicuro di non sbagliarsi: sarebbe entrato, ma senza sapere cosa comprare. Non riusciva ancora a decifrare se avrebbe chiesto consiglio per sè o per qualcun altro, un amico, una ragazza magari, ma col tempo avrebbe imparato anche quello.

Alla fine il ragazzo era entrato, guardandosi intorno un po’ titubante.

Giulio aveva imparato a leggere un sacco di cose nei gesti delle persone che varcavano la soglia della sua libreria. Quel ragazzo, lo aveva capito subito, non era un lettore, ma per qualche ragione che avrebbe presto scoperto aveva deciso di regalare un libro a qualcuno o, ancora meglio, a se stesso.

Lo attendeva un compito importante, per questo aveva sul volto il più sincero dei sorrisi quando aveva salutato il ragazzo e gli aveva rivolto la fatidica domanda.

“Posso aiutarti?”.

Ancora una volta, stava per salvare il mondo.

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