Racconti nella Rete®

20° Premio letterario Racconti nella Rete 2020/21

Premio Racconti nella Rete 2021 “Un fraintendimento” di Jose Toye

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2021

L’orologio della stazione di Lucca segna le nove e mezza. Bisogna aspettare ancora una mezz’ora, abbastanza tempo per comprarsi il giornale all’ edicola e prendersi un caffè con cornetto. Alle dieci in punto il treno si ferma al binario due. Questa domenica il compartimento è quasi vuoto, l’uomo trova un posto accanto alla finestra. Di fronte a lui, sulla panchina c’è un piccolo libro la cui copertina pare unta, niente titolo neanche il nome dell’autore. Si immagina che qualcuno l’abbia perso o forse lasciato lì di proposito. Si accorge che quel libro incomincia alla pagina ventidue, comporta un solo capitolo, il terzo. Intanto il treno si è messo in moto. Incuriosito l’uomo ne inizia la lettura.

III. Un fraintendimento

Il primo sabato di settembre 2018, poco prima le undici un treno venendo da Firenze si ferma alla stazione di Lucca. Un uomo, un quarantenne, bel ragazzo ancora, scende dal treno. Si guarda intorno pensando scorgere una donna venire verso di lui.  Nessuna viene. Dopo qualche minuto esce dalla stazione. Piove a dirotto, fa buio. Magari l’amica l’aspetti in albergo. Chiama un taxi. La pioggia si è fatta ancora più intensa, un diluvio, il taxi solleva covoni d’acqua, la strada è diventata un fiume. Ora non ci sono più prati ma laghi che circondano le mura della città. All’interno delle quali non va meglio, Il fosso davanti all’hotel è strapieno d’acqua. Purtroppo, in albergo nessuna l’aspetta, niente messaggio. Decide di farle una telefonata. Un messaggio automatico gli risponde “Il numero da lei chiamato non è attivo”. Prova une seconda volta ma senza successo.

Un po’ più tardi, turbato e deluso, l’uomo lascia la stanza e se ne va a pranzare. Fortunatamente la trattoria vicina, sembra una vecchia farmacia, è aperta. La pioggia diminuisce, man mano le nuvole scompaiono.  Appena rientrato in albergo l’impiegata dell’accoglienza gli dà una busta. Una donna gliel’ha consegnata prima che se ne andasse in tutta fretta.

Il cielo è raggiante, già alcune persone camminano sulla passeggiata delle mura. Come se niente fosse accaduto, seduti ad uno dei tavoli di legno lungo la passeggiata, due pensionati stanno giocando a scacchi, borse di plastica piegate sotto il sedere. Un po’ più avanti, di fronte ad un portone c’è una larga pozza d’acqua. Un uomo coi piedi immersi, si sforza di sturare un tombino. Per proteggere i suoi pantaloni ha imballato le sue gambe fino alla cintura con grandi sacchi di plastica neri.

Adesso, un po’ più sereno, appoggiato contro un muretto al riparo degli alberi, rilegge la lettera.

“Caro Luigi,

Non ho risposto all’invito ma sei venuto lo stesso. Voglio che tu sappia che sono venuta alla stazione, però mi sono nascosta, ti ho visto preoccupato guardare intorno a te per vedere se arrivassi. A dire il vero sono scivolata via non sono riuscita a dirti faccia a faccia che tutto ciò che è accaduto l’altro mese era un fraintendimento. Questo non vuol dire che me ne penti, non affatto. Terrò per lungo quel ricordo del nostro incontro imprevedibile, di quei giorni di scoperte meravigliose. Lo terrò come un gioiello prezioso che per lungo mi tornerà come il sogno di una breve follia. Ma non posso e non ho voglia neanche di un secondo sogno e peggio di un terzo. Finalmente ciò diventerà un incubo per me, per te e per quelli che ci amano e che amiamo. Ti prego, non provare a telefonarmi, adesso lo sai ho chiuso il mio telefono, non provare a contattarmi. Lasciami in pace però non scordarmi. Livia”

Il suo sogno si spacca qui. Insomma l’intuiva, lo sapeva che ciò era una follia. Lo sapeva che prima o poi, avrebbe dovuto chiudere quest’ avventura. Lei ha avuto il coraggio di farlo prima di lui. Comunque lui non può affatto biasimarla, sa che verrà un tempo per ringraziarla.

Se ne va per la città. Rimpiange che Livia non sia venuta, che non possa fare la passeggiata insieme a lei, che non possano meravigliarsi nel vedere delle magnifiche sculture di carta sparse nelle piazze del centro, che non possano…

Cena da solo. Di prima mattina il giorno dopo lascia l’albergo.

L’orologio della stazione segna le nove e mezza, ha abbastanza tempo per comprarsi il giornale all’ edicola e prendersi un caffè con cornetto. Alle dieci il treno si ferma al binario due. Luigi trova un posto accanto alla finestra. Nota che c’è poca gente questa domenica. Di fronte a lui, sulla panchina c’è un piccolo libro la cui copertina pare unta, niente titolo neanche il nome dell’autore. Si immagina che qualcuno l’abbia perso o forse lasciato lì di proposito. Si accorge che quel libro incomincia alla pagina ventidue, comporta un solo capitolo, il terzo, si intitola “Un fraintendimento”.

Il testo si interrompe in quel momento.

Ne resta stupefatto, Davvero non ci crede, queste poche pagine raccontano quello che gli è accaduto il giorno precedente fino ad ora.

Il treno si avvicina a Firenze, il paesaggio scorre attraverso il finestrino. Pensa a Livia, pensa che comunque non la dimenticherà mai.

Arrivato a Santa Maria Novella Luigi scende dal treno. Ha una coincidenza per Roma. Il libro rimane sulla panchina.

Nemmeno cinque minuti dopo, una ragazza con le lacrime agli occhi, l’aprirà e si renderà conto che quel libro stranamente incomincia alla pagina ventisei, comporta solo un capitolo, il quarto, il quale si intitola “Il tradimento”

1 commento »

  1. Mi piace molto l’idea che hai avuto: un libretto magico, che parla di chi lo prende in mano, e ne conosce gli ultimi avvenimenti. Molto intrigante pensare a quante storie racconterà. Complimenti!

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