Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XIX edizione 2020

Premio Racconti nella Rete 2020 “Accendiamo una stella” di Donata Bertoncini

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2020

Arrivi, il silenzio soccombe, ti guardi intorno , poche case , poche persone ..silenzio solo silenzio chissà perché..

Te lo domandi ogni volta che ci vai , e ti domandi perché ci vai, perché ti attira quel posto tanto silenzioso.

Fermati, ascolta attentamente , non servono le orecchie ma apri il cuore , i battiti aumentano e ancora ti domandi il perché, ti sembra di sentire bambini gioiosi che corrono in quella piccola piazza che ora ha l’erba che verdeggia , giocano, corrono, si tirano per la maglia , gridano rincorrendosi , questo senti ma non li vedi.

Ti guardi avanti c’è una chiesa , la trovi sempre con il portone aperto , inverno e d’estate , ti attira , ti invita ad entrare , fai passi lenti , alzi i piedi come se non tu volessi disturbare , ti guardi intorno e anche la chiesa è triste , in attesa di cosa, a proteggere cosa?

Torni indietro nel tempo col pensiero, ci sono arrivata per caso , per una fatalità , per una coincidenza non lo sapevo fin che non ho letto, proprio in quella chiesa,  una lapide con una data 12 Agosto 1944 , ho portato lì mia figlia 36 anni fa appena nata , ci ero arrivata per devozione e mi resi conto che il 12 Agosto era anche la data della nascita della bimba.

Mi sono seduta quasi tremante chiedendomi , ma perché sono qui, ho voluto ascoltarmi dentro mentre osservavo ciò che mi circondava , sentivo tanto dolore intorno, sentivo dentro di me voci che mi imploravano di non dimenticarmi , mi chiedevano di tornare a trovarli a dar voce al loro dolore.

Prima di quella data erano bambini felici , il mostro  , che forse nemmeno conoscevano né sapevano il significato vero, gli sembrava lontano e vivevano in quel piccolo paese circondato da tanto verde ,con le loro famiglie , mangiavano ciò che producevano ed erano lontani dalle cittadine a valle.

Un giorno i loro giochi sono stati interrotti da quel mostro inaspettato, arrogante cattivo e soprattutto pieno di odio verso cosa e verso chi non aveva importanza. Quell’odio arrivava come una tempesta, come un uragano con tale forza che dove passava niente rimaneva , solo in pochi si salvavano .

“PIETA’ “ parola inesistente nell’animo del mostro, solo finire nell’intento di distruggere, guardare negli occhi quelle persone piene di sgomento chissà se l’hanno fatto ? Anzi hanno cercato di distruggere anche i loro corpi , bruciando ..

A valle sentivano odore del fumo, i più vicini odore acre ma non avrebbero mai pensato di vedere ciò che trovarono il giorno successivo.

I chilometri pochi dalle valli ma tanti da percorrere a piedi e per i boschi ma più si avvicinavano e più erano consapevoli che qualcosa di struggente era successo.

La piazza dove oggi verdeggia l’erba , davanti a quella chiesa in attesa c’erano tutti loro, le persone massacrate e bruciate da quel mostro che non si fermava davanti a niente. Dolore , sgomento , c’era solo da rimboccarsi le maniche per dare onore a quelle vittime .

Il simbolo di quel dolore una mamma coraggio che pur di salvare sua figlia (nascosta in un forno a legna)  ha affrontato il mostro facendosi uccidere .

Tutto quel dolore si percepisce, mi tocca, ma non mi sono mai dimenticata in questi 36 anni di loro, voglio che nessuno si dimentichi di quelle anime innocenti, di quei bambini che non hanno avuto futuro, di quelli che ancora non avevano visto la luce perché ancora nei grembi delle madri, di quegli anziani che si sono stretti perché hanno capito che era l’ultimo secondo di vita, per quelle donne che in attesa dei mariti che pensavano di averle messe al sicuro e invece sono state colpite senza pietà.

Non voglio che gli adulti di oggi, i bambini che cresceranno  o che verranno dimentichino questo grande dolore della storia, voglio che nessuno di noi cali le armi per combattere l’odio , l’egoismo le eventuali guerre, voglio pensare che questo posto , oggi considerato luogo di pace , sia   la bandiera  per tenere alto il rispetto ,la convivenza tra i popoli e che non solo con le parole ma coi fatti la parola “PACE” sia determinante per noi tutti.

Io non ho mai dimenticato!!!!

Sant’ Anna di Stazzema

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