Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XIX edizione 2020

Premio Racconti nella Rete 2020 “Al mio babbo” di Donata Bertoncini

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2020

Perché ti scrivo? Non lo so, forse per il solo bisogno di scrivere di sentirti vicino per dare sfogo a qualcosa che ho dentro, non da ora ma da sempre. Volevo dirti che hai formato una bellissima famiglia che adoro: una mamma formidabile, due fratelli e il loro contorno, di cui vado fiera e orgogliosa; un infanzia bellissima che mai scorderò, un’educazione e un infondere di valori che è stata la mia strada di vita. Una strada che non è mai stata pari o in discesa: ho fatto tante salite, ho percorso viottoli ciottolosi, erbacce da togliere ma mai ho dato diserbanti, il Signore ci ha insegnato che tutto può rinascere. Tutta la mia vita è dipesa da te, uomo speciale, il mio “babbo” dal fisico forte, rude, deciso, severo… quasi impenetrabile quando volevi trasmetterci forza, determinazione, infonderci l’orgoglio necessario per farci superare un ostacolo… Per te esisteva solo l’andare avanti con forza , dignità, onestà e a testa alta. Tu sei l’uomo che ha amato la sua famiglia sopra ogni cosa; avresti fatto qualsiasi cosa per difenderla, per proteggerla, per salvarla da qualsiasi insidia della vita e così è stato.

Tu sei stato il contadino che ogni giorno si è preso cura del campo della sua famiglia, che non si è mai dimenticato ad ogni aurora di concimare il terreno, ad ogni tramonto di innaffiare; le erbacce sono spuntate anche in quel campo ma tu con pazienza e costanza le hai estirpate e con determinazione ogni volta ha rivangato, roncato, concimato e seminato di nuovo fino a quando le tue piante sono tornate sane. Le intemperie ci sono state ma hai sempre combattuto per riparare; la tua forza di ricominciare mai è venuta meno. Oggi sono adulta, le ossa robuste, esperienze fatte belle o brutte ma affrontate, mi sono scontrata con dolori, sofferenze ma mi sono sempre girata indietro e chi ho sempre visto? Tu: il mio babbo che con il tuo sorriso, con le tue parole, con il tuo sostegno senza pretendere niente, mi hai aiutato a vedere sempre il positivo nelle negatività della vita.

Il giorno più bello della mia vita, in un  momento particolare della tua, quando mi hai detto “posso anche andarmene, sono stato un uomo fortunato, ad avere  avuto una figlia come te”… Babbo, non ti ho fatto vedere in quel momento come grondava di lacrime il mio cuore mentre le mie labbra si allargavano per un sorriso. Nei miei occhi ci sono lacrime di smarrimento, nel mio cuore ci sono la rabbia di averti perso e la certezza di sapere che il Signore ti ha chiamato accanto a sé e che da lassù veglierai su di noi come hai sempre fatto e sentiremo il tuo sostegno finché non ti raggiungeremo uno ad uno. Perché così è la vita: si nasce per morire.

Ora sono sola, straziata, vuota. In questo momento la mia vita è nebbia, è foschia, è terra che si sbriciola, è argini che non tengono più, è una vallata senza verde, è un mare senza acqua, è un cielo senza sole, è l’oscurità senza luna, è la terra senza calore.

Ti amo mio caro babbo.

La tua amata figlia

Lascia un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento.