Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XIX edizione 2020

Racconti nella Rete 2020 “Ombra” di Laura Curatola

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2020

Sta seduto, con le spalle ricurve, al tavolino rozzo e tarlato di quel vecchio bar.
Le mani appoggiate sulle gambe, sui pantaloni ruvidi di velluto verde, che scendono fino alle grosse scarpe nere con i lacci.
Lo sguardo fisso al mare che balza, prepotente, dal vetro della finestra accanto.
Gocce di pioggia rigano i vetri e scendono giù lente dapprima, poi sempre più veloci, a rincorrersi.
Alberto guarda l’orologio al polso e sospira; un sospiro lungo, quasi un rantolo.
Si ricompone, e si fissa nella sua posizione immobile e ricurva, di sacco afflosciato.
Torna con la mente a lei, alle discussioni interminabili di notte, al rumore dello sportello della macchina che batte con un clac metallico, ai passi veloci, al battito accellerato.
“Stavolta mi tratterrò”- dice tra sè- “Non le chiederò nulla, ascolterò soltanto quello che ha dirmi”.
All’improvviso l’immagine di Lisa si materializza davanti a lui, come in un flash.
Alberto sussulta, quasi impaurito.
“Siediti”- le dice spezzando il silenzio- “Ti ordino un caffè?”
“No, grazie” – risponde lei, sedendosi.
L’aria è scossa da un fremito. Sul tavolino si è posato un calabrone agonizzante, che scuote le ali disperatamente, cercando di non morire.
Lo sguardo di Alberto è calamitato da quel battito di ali, ma la voce della donna lo riporta alla realtà in maniera brusca. Sente quasi una fitta al petto.
“Come stai?” – chiede lei.
Come rispondere? Come guaduare le risposte, farle scendere di tono, privarle di sentimento ? Come tacere sul vuoto che ormai lo accompagna come fosse un’ombra fedele, sulle mani sempre fredde e sui cinema senza di lei?
“Sto”- dice Alberto con un filo di voce.
Lisa sfiora con la mano il suo viso; è solo un attimo in cui il caldo delle sue dita entra in contatto con la pelle di lui, con la barba appena uscita, già pungente.
E’ solo un attimo, ma la pelle di Alberto si arrossa, come se avesse preso improvvisamente fuoco.
Si guardano senza parlare, mentre fuori la pioggia ingrossa.
Lui coglie l’ombra che si è disegnata sulle palpebre di Lisa e che scende fino a giù, nera. Si chiede se questo abbia un significato, e quale possa essere.
E’ lei a rompere il silenzio, e a frenare i suoi pensieri in libera fuga.
“Lo sai che quello che è successo tra noi resterà sempre, oltre il tempo? Sfiderà le correnti ed il flutti! Rimarrà come questo tavolino di legno, scolpito, immutabile”.
“Si” – dice Alberto, con il viso privo di espressione e le labbra contratte, quasi in un ghigno.
Nella sua mente le gambe affusolate di lei, il profumo del suo collo, la morbidezza della sua pelle. La cucina con le tazze di caffè sporche, e le tende aperte ed i vestiti per terra.
“Non posso stare più qui, lo sai! “- dice Lisa ad alta voce, quasi un urlo le scappa dalla bocca- “Ci ho provato, ma non posso.”
Lui sente i suoi piedi gelarsi ed intorpidirsi. Muove un poco le dita nelle grosse scarpe, cercando di fare affluire il sangue.
Guarda fuori, gli occhi spalancati.
Piove ancora.
“Lo so”- le dice.
Vorrebbe scuoterla, afferrarla, ghermirla come una bestia affamata.
Lei accavalla le lunghe gambe; la gonna leggera si sposta e lascia intravedere la pelle morbida delle cosce.
Lisa coglie lo sguardo di lui e si copre le ginocchia con uno scatto, allungando le mani sulla gonna, a sigillo, poi gli sorride impacciata.
” Andiamo” – dice lui – “ti accompagno alla stazione”-
Si alzano, lei mette l’impermeabile chiaro, prende l’ombrello.
Escono.
Continua a piovere forte, grosse pozzanghere si sono create davanti all’uscio del bar.
“Vieni”- dice Alberto, porgendole la mano forte.
Si allontanano con passo veloce, scansando le pozze marroni.
Da dietro, sono solo una coppia che si tiene per mano, nella pioggia.

7 commenti »

  1. Ancora un commento in attesa che si rompa il ghiaccio. Lo dico a chi magari esita: il bello di Racconti nella Rete è proprio dare e ricevere commenti, e alla fine puo’ anche succedere di scordarsi che c’è un concorso (provare per credere).
    Laura, mi sono piaciuti tutti e tre i tuoi racconti, ma questo ha per me più degli altri nel non detto, nell’ambientazione in cui tutto si scioglie e scorre logorandosi. Ci sono tante cose: desiderio, nostalgia, le ferite che si danno e si ricevono nell’incontrarsi e lasciarsi, l’inevitabilita’ della fine delle cose e la volontà di trattenerle lo stesso. Tutte vanno a segno. Molto bello.

  2. grazie Marco

  3. Complimenti! Mi sono ritrovato in quel bar ad ascoltare il dialogo di Alberto e Lisa come se fossi un osservatore esterno, A tratti mi è parso anche di sentire il rumore della pioggia sui vetri e quella velata tristezza che racchiude tutto il racconto, dalla prima all’ultima riga.

    Che dire? Grazie!

  4. Brava Laura, mi piace il tuo racconto e mi piace il particolare della pioggia che batte sui vetri come a volersi inserire nel dialogo tra i due e darne una svolta differente.

  5. Una storia finisce e non si sa bene perchè. Lascia al lettore piena libertà di immaginazione. Mi piace molto il contrasto tra il carico drammatico di una relazione che si conclude definitivamente e la ricchezza di sentimenti che ispirano tanta tenerezza. Complimenti, un racconto bellissimo.

  6. grazie a tutti. E’ bello ricevere dei commenti di apprezzamento!

  7. La coppia è lì, la vedo, e sento la tristezza di un rapporto che si chiude, di un’intimità che è persa – bella l’immagine della gonna “sigillata” senza ripensamenti. Mi è piaciuto molto, complimenti.

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