Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVIII edizione 2019

Premio Racconti nella Rete 2019 “Il Desiderio” di Martina Scaramuzzino (sezione racconti per bambini)

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2019

Mi chiamo Lorenzo e sto per compiere dodici anni. Sono un ragazzo senza amici e, perciò, solo. A scuola vengo continuamente preso in giro e nessuno mi sta accanto. A casa, invece, i miei genitori non ci sono mai; sono sempre impegnati con il lavoro e non mi danno mai affetto, nemmeno un semplice “ti vogliamo bene” mi sento dire. Odio me stesso. Mi son sempre chiesto: “Che cosa ho fatto di male per meritarmi tutta questa solitudine?”.

Con il passare dei giorni il mio odio verso gli altri aumenta e sempre di più il desiderio di finirla mi travolge. Ma ecco che il giorno del mio compleanno… E’ sera. Tutte le persone che mi avevano fatto stare male sono qui, intorno a me: i miei compagni di classe, la mia famiglia e soprattutto i miei genitori. Ovviamente, i miei compagni non sono qui per me, ma solamente per non andare il giorno dopo a scuola; come se il giorno della mia nascita, del mio compleanno fosse per loro una “scusa”, un’occasione per giocarsi la scuola. I miei genitori, come sempre, sono più preoccupati del loro lavoro che di me, perciò non esitano a rispondere alle continue chiamate che ricevono dall’ufficio, piuttosto che chiedersi “Ma mio figlio si sta divertendo?”.

Arriva il momento della torta. Prima di soffiare le candeline, uno dei miei compagni mi dice: “Esprimi un desiderio!” “Un desiderio?”, mi chiedo. Penso e ripenso, finché mi viene in mente un’idea: “Vorrei tanto che tutto questo mio soffrire finisca e vorrei che gli altri, un giorno, provino lo stesso dolore che io ho provato per tanto tempo e che continuo a provare!”. Prendo un respiro e soffio. Quando apro gli occhi, tra gli applausi, sento uno sguardo che mi sta fissando. I miei occhi cercano dappertutto fin quando non incontrano quelli di un bambino. Non lo conosco, non l’avevo invitato io! Continua a sorridermi, io sono certo che non è un mio compagno di classe. E’ inquietante. Mi allontano, quando ad un certo punto, avverto una presenza dietro di me, mi giro e lo vedo. Mi dice, inchinandosi: “Ciao caro festeggiato, tanti auguri da parte mia, spero di non averti spaventato e, poi, non dovresti andare via”. Sembra un bravo ragazzo… ma allora perché mi sento comunque in pericolo?  Gli stringo la mano e ricambio il sorriso. “Devo andare adesso”, dico, “gli altri si staranno chiedendo dove mi sono cacciato”. Mi giro dall’altra parte e prima di arrivare in soggiorno, lui mi ferma e mi dice: “Ma non avevi detto che non avevi amici, che nessuno ti stava mai accanto, né la tua famiglia né i tuoi vicini e che i tuoi compagni a scuola ti bullizzano?”. Spalanco gli occhi e indietreggio di un passo. Faccio una piccola risata e lui mi dice: “Ah vero, mi sarei dovuto presentare prima, io mi chiamo Desiderio ed ho osservato ciò che stavi vivendo in modo apatico e serio”. Non comprendo molto ciò che dice, ma poi mi ricordo del desiderio che avevo espresso e gli chiedo incuriosito: “Quindi tu realizzerai il mio desiderio? Userai forse la magia o qualcos’altro?” “No” rispose, “Te lo realizzerò con qualcosa di più divertente”. Sono felicissimo, finalmente avrei ottenuto quello che ho sempre desiderato da quando avevo 8 anni! Lui mi dà una pacca sulla spalla e mi dice: “Lorenzo, devi solamente fare una cosa in cambio, andare nella tua cameretta e chiudere la porta”. Saltellando per la gioia, vado nella mia cameretta e chiudo subito la porta. Mi siedo sul mio letto e apro la televisione ad alto volume. Trascorre solamente un’ora e io sono già in ansia. So che Desiderio mi aveva raccomandato di restare lì, ma la mia curiosità prende il sopravvento! Apro la porta e, prima di scendere in soggiorno, provo una strana sensazione. Non sento alcuna voce provenire dalla cucina o dal soggiorno, nemmeno dei passi. Sono preoccupato. Scendo per le scale lentamente e trovo tutti gli invitati addormentati. Mi appare, poi, Desiderio con un gran sorriso che mi dice: “Fra poco il tuo desiderio si realizzerà e potrai stare tranquillo per tutta l’eternità”. Non lo ascolto e subito mi avvicino ai miei genitori cercando di svegliarli “Mamma, papà, dovete svegliarvi, vi prego” ripeto più volte, ma niente… non sembra stiano dormendo, piuttosto che qualcuno avesse dato loro un sonnifero. Ad un certo punto sento una risata malefica, è Desiderio che ride, mentre cerco di svegliarli invano, poi mi dice: “Per realizzare il tuo oscuro desiderio, devo sbarazzarmi di tutti gli ostacoli, per poi rendere felice il tuo cuore nero, intanto puoi goderti questi spettacoli”. Dopo quelle parole, mi guarda con uno sguardo minaccioso e mi prende dal braccio portandomi in una stanza buia. Mi lega ad una sedia con una corda e dice: “Sei d’intralcio per la parte più bella di questo spettacolo…per il suo finale…sai, non vedevo l’ora di realizzare questo miracolo!”. Per la paura, comincio ad urlare ed urlare, sperando che qualcuno là fuori potesse sentirmi. Desiderio, sorridendomi, mi dice: “Sta’ zitto, adesso, tesoro… le bestie sono affamate e vogliono quello che io adoro… la paura, la disperazione. Ma dimmi allora… non sei soddisfatto ancora?”. Alzo la testa e delle lacrime bagnano le mie guance. Lui ride e alcune bestie escono fuori dagli angoli bui; sono bestie enormi, tutte nere e con occhi rossi di fuoco. Mi ringhiano contro e Desiderio dice: “Venite con me cuccioletti, è il momento della cena”. Dopo entra in soggiorno seguito dalle bestie e lascia la porta socchiusa, permettendo così alla luce di entrare nella stanza. Posso sentire le urla provenire dal soggiorno…voci che conoscevo molto bene. Cerco di liberarmi, ma solo dopo alcuni minuti riesco a slegarmi. Corro veloce verso il soggiorno e quando entro… tutti quanti son morti; non sento più le mie gambe e cado a terra in ginocchio, ho le guance completamente bagnate dalle lacrime e gli occhi rossi. Chino la testa e continuo a piangere ininterrottamente. Desiderio si avvicina a me e mi passa accanto battendo le mani, apre la porta di casa e si ferma sull’uscio. Fa una risata malefica e, con un tono cupo e gli occhi rossi fuoco, dice “…E se mai un giorno altri timori avrai, esprimi un desiderio e…qui mi troverai”. Dopo ciò scomparve in una nube di fumo nero.

10 commenti »

  1. Ciao Martina, ho letto due volte il tuo racconto e devo dirti la verità, lascia una sensazione di ansia e angoscia. Se era questo quello che volevi trasmettere, ci sei riuscita in pieno. Mi è piaciuta l’idea dell’impersonificazione di Desiderio in un bambino ma il finale mi ha decisamente spiazzato . L’ho trovato troppo “tetro” per essere dedicato ad un racconto per bambini. Ai bambini bisogna sempre lasciare sensazioni positive, sempre a mio modesto parere. Sicuramente il tuo messaggio è forte ed invita alla riflessione ma credo che sia più destinato ad un pubblico di adolescenti o adulti che spesso si lamentano di tutto, che credono di essere sempre soli e solo quando succede veramente capiscono quanto fino a quel momento siano stati fortunati. Saluti

  2. Grazie Valentina per il tuo commento. Secondo me, il mio racconto è horror e , sinceramente, sono pochi gli horror che ho visto con un lieto fine tipo le favolette con il ” E vissero tutti felici e contenti…” . Sicuramente, non potevo mettere il mio racconto fra quelli degli adulti perchè non mi sento ancora di sapere scrivere per una sezione di racconti del genere. Sono una ragazzina di 12 anni, ancora. Effettivamente il mio messaggio vuole invitare alla riflessione tutte quelle persone che non sono mai soddisfatte per quelle che hanno ed io odio, per esempio, i miei compagni che spesso si lamentano in continuazione. Dai ci vuole un pò di ottimismo!

  3. Cara Martina come prima cosa voglio farti i complimenti per esserti messa in gioco. Dal tuo stile narrativo si deduce che sei molto giovane, ma ti posso assicurare che sotto altri punti di vista scrivi molto meglio di numerosi adulti che conosco ;). L’idea è originale e mi piace il fatto che tu voglia trasmettere un messaggio, anche se in modo un po’ tetro. Ho una figlia più piccola di te che ama scrivere e la sto incoraggiando ad allenarsi. È bello che preferiate stimolare così la vostra fantasia piuttosto che appiattire su tablet e cellulari. In bocca al lupo, continua a scrivere, sperimentati sempre e la tua scrittura crescerà con te.

  4. Per avere dodici anni scrivi molto bene, fosse stato scritto da un adulto avrei riscontrato alcune ingenuità che nel tuo caso sono invece genuinità.
    Lo stile lo potrai acquisire e affinare nel tempo ma la creatività non credo e tu ne sei già dotata.
    Brava!

  5. Dopo averlo letto, stamattina in ufficio ho tentato di invocare quel Desiderio. Poi ho letto il tuo commento e ti ho dato ragione: perché lamentarsi?
    Anch’io voglio farti i complimenti, Martina, continua a scrivere.

  6. Martina ciao! Sei incredibilmente brava e il tuo racconto è probabilmente non adatto ai bambini come dice Valentina, ma lo sarebbe per gli “younger” come si dice. Speriamo che questo bel concorso ci pensi e istituisca una nuova sezione che potrebbe essere una grande fucina di talenti. Intanto: Brava, Bravissima, anche per il messaggio che vuoi trasmettere che è chiaro, anzi chiarissimo. Continua così che ci farai vedere… i sorci verdi! ;-))

  7. Ciao Luca hai fatto bene a non esprimerlo… sennò il Desiderio avrebbe fatto una strage in ufficio! Dai, forse non esiste solo la ” la morale della favola” ma anche quella del racconto horror. Grazie.

  8. Brava Martina! Mi associo ai complimenti di chi mi ha preceduto. La tua capacità di attrarre e catturare il lettore e di creare oltre che una storia un’atmosfera è sorprendente per la tua età. E il messaggio sottostante è positivo, nonostante la lezione sia pesante. Un racconto che per certi versi va a braccetto con quello di Girolamo. Mi piace molto l’idea di vederli camminare insieme, ognuno con il suo carattere, la sua età, il suo stile. Ancora complimenti!

  9. Grazie mille Silvia per il tuo commento, mi sento lusingata. Ci tengo a dire a tua figlia che non deve mai permettere ad altre persone, compresi gli insegnanti, di soffocare quello che ha dentro; come è successo a me alle elementari, dove la mia maestra mi diceva che per scrivere meglio dovevo contenere la mia fantasia.

  10. Grazie Marco, mi emozionano tutti questi commenti positivi! Penso che a volte, attraverso la paura, i messaggi rimangono più impressi al lettore. Anch’io credo che i due personaggi ( quello del Desiderio e quello di Girolamo ) abbiano degli aspetti in comune.

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