Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVIII edizione 2019

Premio Racconti nella Rete 2019 “Storia che verrà” di Lucia Gottardo

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2019

Verrà un giorno in cui tutti gli animali della Terra si ribelleranno all’uomo, insieme, tutti uniti e compatti costituiranno un grande esercito con lo slogan: “Riprendiamoci la Terra!”.

Accadde molti anni fa che l’uomo diventato egoista e insensibile abusò della Terra e di tutti gli esseri che la popolavano. Tenevano gli animali chiusi in strette gabbie maleodoranti per poi ucciderli e mangiarli oppure li mettevano in mostra in certi parchi chiamati zoo dove le persone per entrare pagavano un biglietto. Alcuni venivano messi nei circhi e li obbligavano a fare dei numeri per divertire il pubblico, agli animali non piaceva sottoporsi a questi spettacoli ma i padroni dei circhi guardavano solo al soldo poco importava se gli animali erano infelici. Altri uomini facevano uno sport chiamato caccia e uccidevano con i fucili quei pochi animali rimasti liberi, come gli uccelli nel cielo o i daini nei boschi. Alcune donne amavano coprirsi con le pellicce degli animali ma nessuna di esse poteva competere con l’eleganza delle tigri o dei leopardi, nessuna. Qualche vecchia balorda teneva in casa decine e decine di gatti magri e malati, altri avevano dei cani e, come bambini vestivano cappottini,  in casa portavano persino il pannolino. I cavalli poi, povere bestie, venivano utilizzati per le gare di corsa anche con gli ostacoli, le femmine in particolare venivano fatte ingravidare così per proteggere il loro puledrino in pancia saltavano altissimo con il rischio di spezzarsi una zampa, poi naturalmente venivano fatte abortire per poi rimanere ancora gravide. Alcuni usavano i cavalli per la guerra e i muli per portare pesi insopportabili. Tutto questo accadde e spero non accada più perché un bel giorno gli animali iniziarono a comunicare tra loro, gli uccelli con i castori, le tigri con i delfini, gli elefanti con i pesci e decisero di muovere guerra all’uomo, ma come?

Oltretutto tra tanti uomini egoisti e insensibili ce n’erano anche di buoni e generosi che volevano il bene della Terra e di tutti i suoi abitanti. Come fare? Un bel problema.

Decisero di disubbidire a tutti gli ordini. Dentro gli allevamenti gli animali fecero lo sciopero della fame e iniziarono a dimagrire, i gestori degli allevamenti non capivano come mai gli animali rifiutavano il cibo e chiamarono pertanto i veterinari per chiedere loro spiegazione. I medici visitarono gli animali ma non compresero alcunché, all’apparenza erano sani e non vi era motivo di non nutrirsi. Anche nei circhi, nonostante le frustate, gli animali stavano fermi, anzi, fingevano di dormire per niente interessati agli urli dei domatori. Le cavalle non correvano, non saltavano gli ostacoli e tanto meno trainavano carretti e carrozze, ferme come delle mule non si muovevano dalla propria stalla. I fantini, chi portava a spasso i turisti, gli allevatori iniziarono a telefonare in giro per il mondo, in tutti i luoghi della terra gli animali si comportavano nello stesso modo. Cani e gatti scapparono dalle case dove erano tenuti come soprammobili, gli uccelli fuggirono lontani e così gli animali del bosco aiutati dai folletti e dalle fate, sparirono. Gli uomini iniziarono ad avere grossi problemi, ci fu una bella crisi con le borse merci salite alle stelle mentre  le borse valori andavano a picco, gli uomini perdevano denaro ma soprattutto  fiducia, erano confusi e smarriti.  Le aziende che producevano mangimi e cibi per animali andarono in fallimento e così i lavoratori dovettero cercare un altro lavoro. Non fu facile. Anche i bambini che avevano chi un cane chi un gatto dovettero a malincuore rimanere senza il loro amichetto di giochi e tutto questo perché i loro genitori non avevano capito che gli animali vanno rispettati e trattati con dignità. Una parte dell’umanità era attenta e dispiaciuta per questa sofferenza degli animali ma era anche impotente, a volte indifferente, insomma non era riuscita a impedire agli uomini malvagi di seminare sofferenza e dolore sulla terra. Finalmente qualcuno ebbe una buona idea e iniziò a prendersi cura delle piante, delle acque dei fiumi, della terra e delle montagne, convocò delle truppe di  volontari che iniziarono a pulire e a liberare spiagge, terreni e fossati da rifiuti, sacchetti di plastica, mozziconi di sigaretta… gli scienziati studiarono per contrastare gli inquinanti e produrre ciò che serve senza danneggiare il pianeta che, peraltro, è l’unico che abbiamo. Tutte le migliori intelligenze si adoperarono per migliorare la vita sulla terra e questo fu veramente un evento d’oro, un’epoca meravigliosa. Venne stilata la carta per i diritti degli animali, delle piante, delle acque e della terra. Gli uomini malvagi, rimasti soli e isolati, si resero conto che dovevano cambiare pensiero se volevano vivere ed esseri felici come la vita suggerisce. E fu così che in un bel giorno di primavera con il sole alto nel cielo gli animali tornarono, in alto nuvole di uccelli garrivano e stridevano, nei boschi lupi, daini, cinghiali si rincorrevano tra loro, e poi scoiattoli, castori, farfalle e tanti api. I bambini più grandi avevano sistemato tante casette per i pipistrelli, le tortore, le api e persino nidi per le rondini. Non c’era animale che non  avesse una tana o un nido o una stalla. Gli uomini impararono a convivere serenamente con gli animali, a prendere solo ciò che serve e a non abusare di niente. E’ stata una lunga battaglia ma, a differenza delle battaglie degli umani dove non ci sono vincitori ma solo vinti, questa battaglia degli animali rese tutti vincitori.

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