Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVIII edizione 2019

Premio Racconti nella Rete 2018 “Lettera anonima (d’amore)” di Luciano Prosperi

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2018

Amica mia,

ci sono volte in cui non riusciamo a capire se ciò che stiamo per fare appartenga alla categoria delle follie o a quella delle saggezze. Per me è uno di quei rari momenti. Non so se avrò mai il coraggio di darTi questa lettera, ma se un giorno la leggerai, significherà che anche per me il cuore l’avrà spuntata (finalmente) sulla ragione

Lo so, la lettera è una cosa ormai anacronistica, passata di moda come il giradischi, l’hula-op, il pitale, lo yo-yo e la bagnacauda. Eppure quando quel muscolo che si contrae 102.320 volte al giorno fa sentire le sue ragioni che la ragion non sente, ecco fatta la frittata. Basta un frullar di gonne, un sorriso, uno sbatter di ciglia, uno sfiorar di capelli o la fragranza del profumo della donna amata e s’infiacchiscono le gambe, s’infuocano i lombi, s’arrossano le orecchie, si serra la gola, la salivazione secca la lingua e la sudorazione attilla la camicia.

Quando Ti sono vicino non riesco ad esprimere quello che provo: è come se avessi il freno a mano tirato, la glottide bloccata, i polmoni intasati, la testa nel pallone ed i pensieri aggrovigliati come i tentacoli di un polipo ubriaco.

Eppure il tempo, insieme a Te, si dilata e, per magia, sento di vivere l’attimo fuggente; poi, quando ci lasciamo, quelle poche (troppo poche!) ore trascorse con Te pare siano volate via in un refolo di sogno. Mi ritrovo a pensarTi, a ripetermi quello che ci siamo detti. Ricordo ogni parola che hai pronunciato e lascio riecheggiare la tua voce nella mente, come un meraviglioso refrain di Lucio Battisti (volevo scrivere un “coro di Angeli”, ma sarebbe stato banale ed un po’ clericale, però, se preferisci Frank Sinatra o Gino Paoli per me va bene lo stesso).

E l’attesa – silenziosa, paziente – della prossima volta rende la vita un lungo spazio di interminabile pubblicità nel mezzo di un film mozzafiato. Insomma, senza di Te, la vita è diventata un noioso spot, un Truman Show dove tutto è effimera finzione.

Credo ci siano state molte occasioni in cui avrei potuto svelarmi (anche se sono certo che Tu l’abbia capito e, forse spero, sia stata in attesa di un segnale chiaro), ma il freno era sempre là, peggiore di un’ancora di transatlantico.

Quando mi hai detto che i complimenti Ti fanno incazzare io, pronto a lanciarmi in uno sperticato panegirico, mi sono congelato come un isberg vicino al Titanic.

Ma, Ti chiedo, può essere un complimento la Verità?Sono convinto di no.

E allora ecco: Tu sei dolce, comprensiva, tenera, intelligente, determinata, attenta, gentile, complice, amica, sincera, onesta, giusta, amorosa, generosa, leale, limpida, genuina, spiritosa, ilare, gioiosa, bella (come vedi non ci sono sinonimi: non hai bisogno neanche di quelli).

Sei tutto ciò che una persona dovrebbe essere, ed anche di più.

Sei Unica e Irripetibile.

Tu fai venir voglia di donarTi l’impossibile perché niente è più bello del vederTi felice.

Potrei continuare a citare tutti gli aggettivi del vocabolario (53.508, li ho contati in una notte insonne, con gli occhi a palla che continuavano ad enumerarli), ma non sarebbero sufficienti. Tu meriti il Meglio.

Ho lasciato per ultimo l’aggettivo “bella”.

E’ da qualche tempo che mi frulla in testa una trama inedita. L’idea è quella di un mondo in cui, all’improvviso, l’aspetto esteriore degli uomini si trasforma per rispecchiarne l’anima. Insomma i buoni diventavano belli ed i cattivi brutti: non ne ho fatto nulla, ma questa è un’altra storia.

Ebbene in un mondo simile Tu saresti una delle poche persone che diverrebbe ancora più bella di quella che è. Perché Tu sei bella dentro e questa, Ti assicuro, è una dote rara.

Starei ore ad ascoltarTi, ad accogliere la Tua voce che fa ridere il cuore. Odio le protesi ma se in vecchiaia dovessi diventare sordo, sarei disposto a comprarmi l’apparecchio acustico per continuare a sentire quello che dici, se diventassi cieco sarei pronto a farmi il trapianto per vederTi ancora, se perdessi il tatto andrei a cercare una mano di seconda mano.

Basta guardarTi per accorgersi quanto vero sia il detto che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Potrei continuare a scrivere di Te per pagine e pagine. Potrei descrivere i Tuoi sorrisi, la  risata contagiosa, l’eleganza con cui Ti muovi, gli occhi che parlano, le labbra che si socchiudono, le mani che si muovono al ritmo di una musica propria (stai sorridendo?).

Sono pronto a sussurrarti tutto quello che ho scritto, ad urlarlo al vento, alla pioggia, ai treni in corsa, ai motorini scoppiettanti, ai vigili che fischiano le contravvenzioni, ai vecchietti rincoglioniti e alle margherite appena spuntate. Sono pronto a dirtelo in cima ad un monte, in una caverna rimbombante, sulla riva di un mare in tempesta, sulle placide acque di un lago alpino, in fondo all’oceano, sulla superficie scottante delle stelle saltellando su un piede solo. Sono pronto a recitarlo in piedi, in ginocchio, supino e facendo la verticale sulle orecchie.

Forse “Hally ti presento Sally” ne è l’esempio migliore (anche se in quel ristorante non ci tornerei più).

Tutto quello che ho scritto corrisponde alla pura verità, specchio fedele – anche se mai abbastanza – di quanto (tanto) provo per Te. Ho limato ogni frase, pesato ogni parola, cercando di evitare melensaggini (qualcuna mi è scappata dalla penna, ma se vuoi sono pronto a gettare la mia impertinente Mont Blanc per una più semplice Bic). Se avrò avuto il coraggio di spedirti questa lettera, dopo averla letta, Ti prego, distruggine ogni prova. Non perché abbia paura che Tu la possa mostrare a qualcuno, ma perché sono ancora indeciso se debbo considerarmi un incurabile romantico, un grande ingenuo o un adulto che, in fondo in fondo, non è ancora cresciuto, rimanendo, nel cuore, un ragazzino.

Non l’ho mai scritto a nessuno, ma sappi che, al di là di ogni ragionevole dubbio, oltre il tempo e lo spazio, in quella zona indefinita dove qualcosa di ognuno di noi, spero, rimarrà in eterno, io Ti amo e Ti sarò sempre vicino.

Ecco, ce l’ho fatta: ho compitato quelle due brevi parole, quelle cinque magiche lettere che poche volte nella vita si ha la fortuna di sentirsi di dover dire: Ti amo.

Se avrai bisogno della voce di un amico, di conforto, di qualcuno che sia felice di ascoltarTi (qualsiasi cosa Tu dica), che Ti rassicuri su quanto Tu sia una persona speciale, che Ti racconti le barzellette sconce, che Ti porti bonariamente un po’ in giro, che sia Tuo complice in qualsiasi cosa Tu desideri fare oppure, più prosaicamente, che Ti attacchi un bottone, Ti porti il caffè a letto, Ti gratti la schiena, Ti faccia il solletico o Ti massaggi i piedi stanchi, eccomi qui

Basta una telefonata, un fax, un sms, una cartolina, un piccione viaggiatore, un segnale di fumo, un pensiero (molto) intenso ed io accorrerò sul mio destriero bianco (e, se l’attuale carenza di destrieri me lo impedisse, ruberò un’automobile, un taxi, un autobus, una bicicletta, un risciò o, al limite, un paio di scarpe da ginnastica antitraspirazione).

In conclusione, dovevo dirTi tutte queste cose. A prescindere da quella che sarà la risposta.

Se parlassimo di più, se avessimo maggiore coraggio, allora non ci sarebbero recriminazioni, occasioni perdute, chiarificazioni. La risposta è vitale, ma non ci sarà mai risposta ad una domanda inespressa.

Non Ti preoccupare: nulla è dovuto. La libertà di scelta è il bene più grande che il C. (Creatore, Caso, Caos o quello che vuoi Tu) ha concesso a noi esseri umani.

C’è un’ultima cosa. Sai che cosa mi ha fermato fino ad ora?

Il timore di perdere la Tua amicizia. E’ una cosa troppo preziosa alla quale non vorrei rinunciare. Sappi che, a prescindere da quale sarà la Tua risposta, io Ti rimarrò sempre amico.

Non c’è altro.

Ciao ed abbi cura di Te.

Amico tuo

2 commenti »

  1. la lettera è la forma letteraria più adatta a esprimere i propri sentimenti più reconditi come accade in questo testo in cui l’autore confessa il proprio amore a una donna misteriosa. La lettura è scorrevole e mette in evidenza i diversi stati d’animo tra l’incertezza e la speranza tipici di chi scrive d’amore e sull’amore.

  2. Luciano Prosperi, che dire, molto romantico e scritto col cuore, complimenti

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