Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVIII edizione 2019

Premio Racconti nella Rete 2018 “BRCA1” di Walter Falchi

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2018

Diego Norente s’infilò trafelato in un vicolo all’angolo tra via Dotto e Piazza Lobuli. Il lungo impermeabile nero rivestiva come una crisalide un corpo scarno, nervoso, dove le ossa parevano volessero forare la pelle.

 

L’uomo, dalla barba incolta e dalle labbra serrate, buttò fuori l’aria dalle narici come un toro infuriato pronto alla carica, solo gli occhi scintillavano di una luce innaturale, crudele.

 

Il giorno aveva già lasciato da un pezzo la costa ovest e Diego Norente non aveva più tempo. Si guardò intorno con scatti rapidi della testa alla ricerca di un posto dove nascondersi e riorganizzare le idee, ormai era braccato. Da quando il sergente Port si era messo sulle sue tracce per BRCA1, questo era il suo nome in codice, l’unico modo di portare a termine la missione era di prendere contatto con le cellule dormienti.

 

S’arrampicò su una scala antincendio fiutando il potenziale pericolo come un segugio che intercetta la preda. Ad ogni scalino le sue labbra si contraevano in una smorfia di dolore accompagnata da un grugnito greve – «Devo farcela» ripeteva – «La missione, prima di tutto».

 

S’infilò attraverso una finestrella e scivolò dentro, come un crotalo nella spaccatura di una roccia, in quella che sembrò una soffitta. Diego Norente rimase immobile come se volesse diventare tutt’uno con l’ambiente circostante, fino a quando gli occhi si abituarono all’oscurità della stanza.

 

L’odore umido di muffa lo tranquillizzò, era uno spazio inutilizzato da tempo dove poteva tirare il fiato e ricomporre le idee, sparse come tante tessere di un puzzle.

 

I corridoi al quarto piano dello stabile di via Nudo si diramavano come la pianta del metrò di Parigi, collegando la sezione del “Pronto Intervento” con quella dei “Corpi Speciali Anti Invasione”, “l’Intelligence” e la squadra “Prevenzioni Attacchi Terroristici”.

L’ambiente era spartano, nulla di superfluo oltre l’essenziale, solo alcuni quadri raffiguranti i ricercati più pericolosi e un archivio con le impronte genetiche dei delinquenti di ogni risma.

 

«Dobbiamo agire in fretta adesso che abbiamo individuato BRCA1» sbotto il sergente Port.

 

«Sappiamo in quale zona si nasconde e dobbiamo intervenire prima che si metta in contatto con le cellule dormienti, solo così riusciremo a bloccare la follia della sua missione».

 

Le parole del Sergente Port si mischiarono all’odore dolciastro di cannella e al suono ritmato dei tacchi “dodici” che accompagnavano Miss Adana, la più alta autorità specializzata contro il terrorismo internazionale.

 

Adana, soprannominata la Rossa per la sua chioma color rubino, era considerata alla stregua di un essere mitologico la cui fama raggiungeva gli angoli più remoti del continente ma, al tempo stesso, nessuno l’aveva mai vista.

 

Fasciata in un tubino vermiglio, Adana aveva un aspetto etereo e insieme glaciale. I lineamenti gentili nascondevano la tenacia e la leadership dei grandi condottieri dell’antichità.

 

«Sergente Port» – esordì Adana la Rossa – «I nostri informatori ci hanno appena comunicato il luogo dove si nasconde BRCA1, andiamo a prenderlo».

 

Diego Norente sentiva il cerchio stringersi attorno a lui come un nodo gordiano, ormai neppure l’oscurità della soffitta dove si era rifugiato poteva più nasconderlo. Per la prima volta provò un senso d’impotenza, lo stesso che aveva fatto provare nella sua lunga carriera, accompagnato dall’odore di morte e disperazione. Lo smarrimento e la sensazione che tutto sarebbe finito da lì a poco si fecero sempre più reali. Il terrore e lo sgomento lo assalirono paralizzando quel corpo ossuto simile a un vecchio ramo secco. Gli parve di sentire, in quell’angusto spazio ammuffito, l’odore di cannella, ma forse era la pazzia che veniva a prenderlo per mano.

 

«Diego Norente, la dichiaro in arresto» risuonò una voce nell’oscurità accompagnata dal ticchettio dei tacchi “dodici”.

 

«È finita, finalmente è finita» – disse l’infermiera staccando la sacca di infusione – «Anche l’ultimo ciclo di chemio è terminato».

 

«È stata veramente brava signora Carmen, la “Rossa”, come la chiamiamo noi, non è una passeggiata».

 

 

Personaggi

DIEGO NORENTE – carciNOma lobulaRE infiltraNTE

BRCA1 – mutazione genetica tumorale

ADANA “LA ROSSA” – ADriAmiciNA – farmaco chemioterapico

SERGENTE PORT – PORT – dispositivo per accesso vascolare

4 commenti »

  1. Ganzissimo ! te Lo Assicuro Una Relazione Accurata Fedele Lodevovole Oscuro Reportage Irriverente Ospedaliero
    P.s. leggi lettere Maiuscole…

  2. Riletto dopo aver scoperto chi sono gli interpreti: geniale 😉

  3. Molto…molto,,,molto bello. Complimenti.

  4. Racconto con sorpresa, e che sorpresa! Giunti alla conclusione si deve azzerare tutto quello che era stato immaginato, tutte le immagini che (complimenti!) nel corso della narrazione appaiono nitidissime. Rileggere e rivedere il tutto nella seconda chiave di lettura ha del geniale. Bravo!

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