Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVIII edizione 2019

Premio Racconti per Corti 2018 “Rumori” di Gigliola Ferrari

Categoria: Premio Racconti per Corti 2018

Il palazzo è improvvisamente buio, io sono rimasto in fondo alla scala, preda della paura, i passi di qualche malcapitato risuonano al di sopra della mia testa.
Piano, controllo lo spazio che mi resta per arrivare al corrimano che diventerà un porto sicuro per uscire finalmente fuori.
Speranza di luce dei lampioni.
Arrivato!
Piano, un passo dietro l’altro.
Scendo, scalino dopo scalino.
Di nuovo…quei passi sicuri. Come mai?
Un fantasma!
Fuori, un leggero bagliore illumina la strada, mi sposto e attraverso la strada.
Guardo in alto, il secondo piano è illuminato.
Strano!
Come mai?
I passi continuano , le odo anche da fuori, sembra un ballo e il partner è il pavimento dove i piedi ricoperti da eleganti scarpe continuano a vibrare con grande trasposto per diventare una danza ritmata.
Un tutt’uno di emozioni che riscopro nel barlume della luce mista a silenzio.
Voglia di sapere!
Sono indeciso, ritornare sui miei passi o avventurarmi al piano di sopra.
La curiosità è infinita…ma!
Lo stomaco reclama attenzione!
Ho fame!
Sono indeciso, arrivo dentro al mio appartamento, prendo la torcia e salgo al piano superiore .
Lo stomaco si fa sentire , il rumore nel silenzio mi attanaglia il mio essere persona insieme al mondo.
Non avevo calcolato la difficoltà di muovermi nel buio.
Prendo un pezzo di pane!
Apro il frigorifero che non mi accoglie come ogni volta con la sua luce e prendo a caso un pezzo di formaggio.
Per la prima volta nella mia vita mangio non vedendo quello che mi porto alla bocca.
Emozione pura!
Scoprire il bisogno di mangiare senza conoscerne il contenuto.
Mi viene da ridere potrei mangiare qualsiasi alimento.
Cerco la torcia.
Dove l’ho messa l’ultima volta che l’ho usata.
Ora ricordo, anche quel giorno la luce era andata via.
La colpa era stata del frigorifero che era andato in corto e il salvavita aveva staccato immediatamente in tutto l’appartamento il contatto con il mondo.
Speriamo che questa volta non si sia rotto qualcosa non volevo spendere ancora soldi per gli elettrodomestici e le solite riparazioni a un vecchio appartamento di cui l’unica cosa che adoro è il panorama che vedo dalla mia finestra.
Lo stomaco si è calmato lasciandomi una grande tranquillità.
Comincio a ripensare ai rumori dei tacchi che continuano a muoversi sicuri sopra di me.
Come mai non riesco ad avere un contatto con il mondo, fuori la sera è arrivata ed io sempre al buio, inciampo, il tappeto non lo avevo visto.
Una torcia illumina il mio cammino, vedo una busta nascosta in una pila di libri, che ridere è una bolletta da pagare.

2 commenti »

  1. Ciao Gigliola, osservo che la parte iniziale, dove sai creare una certa tensione é in netto contrasto con la seconda che smorza ogni aspettativa di curiosità nel lettore; il protagonista dà precedenza alle esigenze dello stomaco… piuttosto che alla curiosità. Complimenti per l’incipit.

  2. Grazie Adelina ma…. anche le esigenze dello stomaco sono importanti con il passare delle ore.

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