Racconti nella Rete®

Premio letterario Racconti nella Rete – XVII edizione 2018

Premio Racconti nella Rete 2012 “Ancora una volta” di Donatella Pisano

Categoria: Premio Racconti nella Rete 2012

Si, potrei gridarti quello che mi gonfia il cuore, che vorrebbe esplodermi dal petto, che mi sale alla testa come uno sfogo che incontri un tappo, che m’intossica l’anima felice ormai anche di soli brevissimi istanti di colore, che impegna le sinapsi delle mie materie anche quando non sono vigile e le obbliga al medesimo infinitamente ripetuto itinerario; quello che non reputo aver meritato per pensieri, parole, opere e omissioni, appunti sul nostro passato opaco, il presente inafferrabile e il futuro che non ho elementi per ipotizzare.

Si, potrei significarti di quale massa solida pesano i tuoi silenzi al pari dei tuoi più onerosi insulti e darti prove di mancare di uno spirito altrettanto possente del mio, dal quale traggo forza se non per rialzarmi almeno per non soccombere, immobile, carponi, lo sguardo ostinato perché aver scelto male è già abbastanza.

Si, potrei liquefare il tuo magma consolidato e incandescente con una nuvola del mio vapore di purezza acquea e lasciarti lì, braccia e spalle ciondolanti, lo sguardo incredulo, Golia senza nerbo, “prova a parlare ancora adesso… riflesso solitario su un cristallo qualsiasi…”.

Si, potrei ridurti alla stessa ragione di sempre, troppo invocata, provata, elusa per avere ancora un senso e un’utilità, materia plasmata da entrambi per il reciproco miserabile vantaggio, regola di un gioco sleale cui ho dovuto prestarmi per riuscire a ricondurti ogni volta a un più equo metro di giudizio.

Si, potrei alzare al massimo il volume delle parole delle pagine alle quali mi hai negato da troppo tempo e stordirti di emozioni, immagini, sensi e significanti senza degnarti di un commento, lasciato a terra lì, ubriaco di un alcolico che non apprezzi.

Si, potrei… indurre il tuo ego a morte certa mostrandoti che amo anche senza di te, che mi sono riamata nonostante te; potrei rammentarti con un sorriso di scherno il tuo esiguo valore nominale o farti credere ancora un dio, “per me farebbe lo stesso…”.

Invece mi volto dall’altra parte, rimbocco per bene le coperte sulle spalle e lascio che il sonno, ancora una volta, come ormai da troppe sere, finalmente si prenda cura di me.

10 commenti »

  1. Donatella,
    poetico e coinvolgente.

    Splendido esempio di introspezione-introiezione nella forma di una digressione poetica che ribolle dentro, e sale – sale e sale – dalle viscere, ingrossandosi, sino a esplodere nella gola.
    Quasi.

    Poi, appena un istante prima di vomitare parole, insulti e, forse, luoghi comuni, la protagonista si lascia vincere per l’ennesima volta dal malefico sortilegio che accomuna noi donne – il pensiero che la sofferenza sia inevitabile. Ineluttabile.
    Che accompagni la nostra esistenza. Che la si debba accettare.
    Sublimandola, addirittura, alle volte.

    E allora non rimane che sprofondare in un sonno che è cura, e conforto.
    Una notte dopo l’altra.

    Triste.
    Ma tanto vero.

    Buona fortuna!
    Nikki

  2. Grazie Nikki e davvero buona fortuna anche a te!

  3. C’è l’affanno del cercare di capire il perchè, il come e il quando della fine di una storia d’amore con i sensi di rivalsa che spesso porta con sè, prima che il sonno arrivi come una medicina. Anche la scrittura volutamente spezzata e lirica ricrea l’atmosfera del momento, pensieri che si rincorrono affannosi fra la veglia e il sonno. Non è facile decrivere stati di semicoscienza o flussi di coscienza e mi sembra che tu ci sia riuscita. Mi ha fatto venire in mente il finale di “La signorina Else” racconto magistrale di Arthur Schnitzler.

  4. Grazie Maria! Mi piglio il rimando e vado a cercare il testo di questo scrittore che non conosco… Auguri per il concorso! Donatella

  5. Una poesia, triste, coinvolgente, bellissima. Sopravvivere, spesso, sembra essere l’unica strada percorribile per soffrire meno. Forse.
    Brava!!

  6. Grazie Silvia. Approfitto per una considerazione generale sui commenti. Mi pare che finalmente stiano funzionando: siamo in diversi ad esserci letti reciprocamente e scambiate opinioni interessanti ed utili delle quali fare tesoro. Sono contenta di aver partecipato.

  7. Più vado avanti a leggere racconti, più mi accorgo che il livello è notevolmente alto, come in questo caso. Brava e complimenti, Donatella.
    Ho letto anch’io in forma poetica, di grande impatto, tutta la rabbia, la tristezza e la rassegnazione purtroppo della protagonista, un pò stile Baudelaire.
    Io farei una strage di tutti coloro che sottomettono, anche solo psicologicamente, le donne!
    Un grande in bocca al lupo
    Rita G.

  8. Grazie molte Rita. Ormai siamo agli sgoccioli e concordo sul livello generale dei racconti pubblicati. Chissà… In bocca al lupo anche a te!

  9. questo racconto è una storia scritta su un foglio e poi appallottolata. sugli spigoli, sui frammenti esposti leggi e ti viene voglia di sapere di di più, di leggere anche l’altro, ciò che non si vede. Quando finisci, ti rendi conto che non ne hai bisogno.
    prosa poetica calibrata, il finale è di quelli che fanno la differenza.
    i miei complimenti.

  10. Quello che ho scritto a Maria Opici vale anche per le altre. Spero di potervi incontrare presto. Saluti. Donatella

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